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Una veduta del Salone del Restauro Ferrara 2025

Foto Giacomo Brini

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Una veduta del Salone del Restauro Ferrara 2025

Foto Giacomo Brini

A Ferrara apre il Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali

Dal 12 al 14 maggio la XXI edizione dell’appuntamento imprescindibile per gli addetti ai lavori nel campo della conservazione e del restauro. Il fitto calendario di appuntamenti si apre con un convegno sul progetto «Restituzioni» di Intesa Sanpaolo

Stefano Luppi

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Si svolge tra il 12 e il 14 maggio all’Expo di Ferrara la XXXI edizione del Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, dedicato al «pianeta» della conservazione, del recupero e della tutela del patrimonio culturale, settori illustrati attraverso decine di incontri, mostre, laboratori e conferenze. «Il salone, spiega Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo, società del gruppo Bologna Fiere, si conferma anche questanno un punto di riferimento imprescindibile per il mondo dei beni culturali: uno spazio vivo dedicato alla cura del patrimonio, dove confronto e aggiornamento si intrecciano, alimentando nuove sinergie e dando forma a nuove prospettive per la tutela e la valorizzazione dell’heritage storico, artistico e ambientale. La manifestazione, dunque, è un crocevia internazionale di relazioni, idee e innovazioni, capace di mettere in connessione esperienze e sensibilità diverse, riunendo competenze trasversali che, attraverso uno scambio costruttivo, mettono in dialogo saperi e conoscenze, generando collaborazioni e progettualità destinate a proseguire oltre i giorni di fiera».

Restauro 2026 presenta alcune novità tra cui, oltre al cambio dei giorni settimanali di apertura, anche l’ampia attenzione all’impiego dell’intelligenza artificiale  e alla sicurezza fino alla sostenibilità dei cantieri e dei materiali e si parlerà molto anche di eccellenza dell’artigianato italiano. Il Ministero della Cultura (MiC) è tra i principali protagonisti, attraverso il coordinamento dei Dipartimenti per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e per la tutela del patrimonio culturale (DiT) che organizzano un ricco programma di incontri e attività che coinvolgono Soprintendenze, istituti, segretariati ed enti ministeriali in casi studio e buone pratiche discussi in panel tematici.

Partecipa anche il Ministero degli Esteri che riunisce 70 operatori stranieri provenienti da 18 Paesi che visiteranno cantieri di restauro come San Domenico a Bologna, la Chiesa dei Teatini di Ferrara, la Rocca Brancaleone e il Mausoleo di Teodorico a Ravenna, cui si aggiungono partner storici e nuovi della manifestazione come Assorestauro, Formedil-Ente unico nazionale per la formazione e la sicurezza in edilizia, Europa Nostra, la Regione Emilia-Romagna, lo Stato Maggiore dellEsercito.

Impossibile dare conto di tutti gli appuntamenti (si veda il programma su salonedelrestauro.com); si segnalano nella giornata inaugurale incontri dedicati ai temi dei grandi cantieri nel restauro contemporaneo, al restauro della Cattedrale di Ferrara, al parco Archeologico di Pompei e alla Galleria Borghese di Roma (quest’ultima illustra «Interferenze virtuose», un progetto sugli interventi di restauro e innovazione realizzati con fondi Pnrr). La Valle d’Aosta porta al Salone l’analisi del recupero dell’Arco d’Augusto di Aosta e delle facciate del Castello di Issogne mentre il Fai presenta il restauro della quadreria del Salone dei Savoia del Castello e Parco di Masino a Caravino (To).

Tra gli appuntamenti da segnalare, infine, il 13 maggio, il convegno dedicato al progetto «Restituzioni», iniziativa di Intesa Sanpaolo avviata nel 1989 per sostenere il recupero e la valorizzazione del patrimonio  culturale italiano (Padiglione 5). L’incontro è gestito e curato in collaborazione con il MiC: ad aprire i lavori sarà Silvia Foschi, responsabile del patrimonio storico artistico e attività culturali di Intesa Sanpaolo e vi parteciperanno Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco, Monica Pastorelli e Alex Sarra (sul recupero del Letto di Fossa, manufatto in osso intagliato del III sec a.C. del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti), Luigi Colombini e Pierluigi Nieri (croce dipinta attribuita al Maestro di San Torpé, 1320-25, Museo Nazionale di San Matteo di Pisa), Lucia Nucci e Costanza Perrone Da Zara (tappeto »Carpita alla moresca», XVI sec, Villa medicea di Poggio a Caiano), Stefano Gentili (altare e arredi della Casa Canonica di Moena), Giordano Passarella (cavallo in gesso dipinto di 1819-21, Musei Civici di Bassano del Grappa). 

Stefano Luppi, 12 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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