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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliSul podio dell’offerta culturale spagnola del 2025 troneggia il Museo Reina Sofía di Madrid, seguito dal Prado e dal Festival del Cinema di San Sebastian, mentre ad aggiudicarsi la terza e la quarta posizione sono rispettivamente il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid e il Guggenheim Bilbao.
Sono alcuni dati che emergono dal rapporto annuale «Lo Mejor de la Cultura 2025», elaborato dall’Observatorio de la Cultura, e con cui l’istituzione spagnola Fundación Contemporánea, creata nel 2008 dal centro culturale La Fábrica, condivide con il pubblico l’impatto dell’offerta culturale sulla società, dall’arte alla musica, dal teatro al cinema, dalla letteratura ai festival. L’obiettivo è quello di dare visibilità alle proposte di qualità presenti in tutta la Spagna, celebrando il dinamismo della cultura.
Quest’anno il rapporto 2025 è stato presentato presso il Palacio de Festivales de Cantabria a Santander, vivace capoluogo artistico della comunità autonoma della Cantabria. Nella realizzazione della classifica sono stati coinvolti 443 professionisti del settore culturale (196 donne e 247 uomini), selezionati tra direttori di musei, di festival, teatri e fondazioni, editori, galleristi, curatori di mostre, artisti, manager culturali. Il rapporto elenca oltre 500 iniziative culturali provenienti da tutta la Spagna. C’è una classifica che riguarda le migliori iniziative a livello nazionale e un ranking per ciascuna delle comunità autonome; ci sono le iniziative più rilevanti dell'anno, quelle organizzate nelle aree rurali e nell’ambito della cultura digitale e, infine, quelle che brillano per impegno sociale.
Come ha sottolineato Alberto Fesser, presidente di La Fábrica e Fundación Contemporánea, «in un contesto globale incerto e frammentato, Fundación Contemporánea lancia il messaggio di una “cultura como destino» offrendo non solo una fotografia dell’offerta culturale, ma anche una proposta turistica per il Paese».
La novità di quest’anno vede infatti l’Observatorio de la Cultura trasformare i risultati del suo rapporto annuale in una guida turistico-culturale per tutti, che include quasi 600 eventi da tutta la Spagna, selezionati dalle ultime classifiche annuali, consentendo agli utenti di effettuare ricerche per luogo, data e disciplina artistica. A guidare la classifica 2025, che coinvolge 110 istituzioni e attività provenienti da tutta la Spagna, tenendo conto della qualità e dell'innovazione dell'offerta, sono la Comunità di Madrid, la Catalogna, i Paesi Baschi, l'Andalusia e la Comunità Valenciana. Seguono la Galizia (che supera per la prima volta il 20% dei voti), la Cantabria (che sale di due posizioni), Castiglia, León (che guadagna due posizioni), quindi Navarra, Asturie e Isole Baleari.
Il primo posto nel ranking nazionale va al Museo Reina Sofía, seguito dal Prado e dal Festival del Cinema di San Sebastián, dal Museo Thyssen-Bornemisza (salito di una posizione rispetto al 2024), dal Guggenheim di Bilbao, dal Teatro Real di Madrid (che guadagna due posizioni). Tra i protagonisti della classifica anche il Mondiacult 2025 (42), la Fundació Pilar i Joan Miró di Maiorca (50), il Maca, il Museo de Arte Contemporáneo de Alicante affacciato sul Mediterraneo (52). E ancora il Tabakalera di San Sebastián, centro internazionale per la cultura contemporanea ospitato in un'ex fabbrica di tabacco trasformata in uno spazio creativo (+22) e il Museo Helga de Alvear di Cáceres, con la sua collezione di arte contemporanea (+18).
L’Observatorio guarda anche al digitale. Tra le 67 iniziative culturali più rilevanti del 2025, la piattaforma spagnola di streaming Filmin è in testa alla classifica, seguita da CaixaForum+ e dal Museo del Prado. I migliori progetti culturali sviluppati nelle aree rurali vedono invece in testa la Catalogna, seguita da Castiglia e León, Galizia, Aragona, La Riojia e Andalusia. I più votati risultano Azala, un centro di creazione contemporanea della provincia basca di Álava, che ha fatto dell'«isolamento» uno strumento culturale, e ancora il festival internazionale di microteatro che si tiene ogni anno nella città di Badarán (La Rioja), quindi Camprovinarte, il festival culturale che trasforma la città di Camprovín (La Rioja) in un grande museo a cielo aperto attraverso interventi artistici e murales. Il rapporto dà anche conto delle previsioni per il 2026. Il settore culturale prevede una crescita media del 2,88%, superiore di oltre un punto percentuale rispetto alle previsioni dello scorso anno.
La scelta di Santander come parterre della cerimonia di presentazione del rapporto «Lo Mejor de la Cultura» non è casuale. Il capoluogo della Cantabria, con il suo patrimonio che, dall’arte preistorica giunge al contemporaneo, è stato riconosciuto «tra le città più meritevoli della Spagna per la qualità e l'innovazione della loro offerta culturale». Questo nuovo hub culturale prossimamente saluterà tre nuove aperture. La prima riguarda la nuova sede del Museo di Preistoria e Archeologia della Cantabria (Mupac). Faro Santander è invece il nuovo progetto culturale del Banco Santander, dedicato all'arte e alla tecnologia, mentre la nuova sede dell’Archivio Lafuente, dal 2022 di proprietà del Museo Reina Sofía, porterà sul mar Cantabrico la prima succursale del museo fuori da Madrid.
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