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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliMancano circa due mesi all'appuntamento con la fiera d'arte più importante del mondo, ma Art Basel 2026 (18-21 giugno) ha già lanciato il suo richiamo. Lo ha fatto annunciando i 33 Medalists degli Art Basel Awards 2026, seconda edizione del premio che dall'anno scorso si propone come piattaforma capace di mappare le figure più rilevanti dello scenario artistico contemporaneo. Come sottolineato da Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer di Art Basel e Presidente della Giuria, l'obiettivo è chiaro: onorare chi sta gettando le basi per ciò che il mondo dell'arte può diventare, espandendo i confini del possibile.
Tra le categorie più significative del premio c'è sicuramente Icon, che raccoglie le figure che più hanno definito il linguaggio del nostro tempo, quest'anno individuate in Barbara Kruger, Howardena Pindell e Jenny Holzer. Accanto a loro, il gruppo di artisti affermati (Established) che sta ridefinendo il concetto di impegno multidisciplinare: Arthur Jafa, Julie Mehretu, Theaster Gates, Rirkrit Tiravanija, Apichatpong Weerasethakul e María Magdalena Campos-Pons.
Mentre i maestri consolidano il terreno, una nuova generazione di Emerging Artists sta esplorando territori inesplorati. Artisti come Farah Al Qasimi, Diego Marcon, Precious Okoyomon, Carla Gueye, Aziza Kadyri e Tiffany Sia lavorano tra media differenti per affrontare questioni urgenti come l'ecologia, l'identità e i sistemi di potere, proponendo una produzione culturale più relazionale e globale. Ma l'influenza culturale oggi non viaggia più su binari isolati. Gli Awards celebrano questa fluidità attraverso i Cross-Disciplinary Creators, quest'anno individuati in Laurie Anderson, Sumayya Vally e Kulapat Yantrasast, capaci di far convergere l'arte contemporanea con la musica, l'architettura e il design.
Tuttavia, l'arte non esisterebbe senza un'infrastruttura solida. Per questo, il programma onora i mecenati e le istituzioni che la supportano. Dai Patron Mercedes Vilardell, Pamela J. Joyner e la Teiger Foundation, fino a realtà istituzionali (Museum & Institution) come la Diriyah Biennale Foundation, SAVVY Contemporary e The Brick di Los Angeles. Un ruolo cruciale è svolto anche dagli Allies del sistema, come l'Independent Curators International (ICI), New Curators e lo Studio Museum in Harlem Artist-in-Residence Program, che garantiscono ricambio generazionale e opportunità di crescita professionale delle nuove leve.
Infine, il premio riconosce che l'arte è fatta anche di parole e visioni curatoriali (Curator). La ricerca di curatori come Azu Nwagbogu, Stuart Comer e Diana Campbell ridefinisce il modo di fare mostre, mentre il lavoro di storyteller e media figure come Hilton Als, Siddhartha Mitter e Anton Vidokle evidenzia l'importanza della critica e dell'editoria nel dare forma al pensiero contemporaneo.
I Medalists saranno protagonisti a Basilea questo giugno, partecipando attivamente alla serie di Conversations. I vincitori assoluti, Gold Awardees, saranno annunciati a dicembre ad Art Basel Miami Beach (4-6 dicembre).
Art Basel in Basel. Courtesy of Art Basel
Icon Artist
Barbara Kruger
Howardena Pindell
Jenny Holzer
Established Artist
Apichatpong Weerasethakul
Arthur Jafa
Julie Mehretu
María Magdalena Campos-Pons
Rirkrit Tiravanija
Theaster Gates
Emerging Artist
Aziza Kadyri
Carla Gueye
Diego Marcon
Precious Okoyomon
Tiffany Sia
Farah Al Qasimi
Cross-Disciplinary Creator
Laurie Anderson
Sumayya Vally
Kulapat Yantrasast
Patron
Mercedes Vilardell
Pamela J. Joyner
Teiger Foundation
Museum & Institution
Diriyah Biennale Foundation
SAVVY Contemporary
The Brick, Los Angeles
Curator
Azu Nwagbogu
Diana Campbell
Stuart Comer
Allies
Independent Curators International (ICI)
New Curators
Studio Museum in Harlem – AIR
Media and Storyteller
Anton Vidokle
Hilton Als
Siddhartha Mitter
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