Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una scena di «Art»

Foto: Maurizio Greco

Image

Una scena di «Art»

Foto: Maurizio Greco

«Art» a teatro, con Michele Riondino e un quadro

Fino al prossimo primo marzo, sul palco del romano Teatro Ambra Jovinelli va in scena «la commedia francese contemporanea più recitata al mondo»

Gianfranco Ferroni

Leggi i suoi articoli

L’attore Michele Riondino, nei panni di Marc, accoglie così il pubblico del romano Teatro Ambra Jovinelli: «Il mio amico Serge ha comprato un quadro. È una tela di circa un metro e venti per un metro, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche». Inizia così lo spettacolo «Art», di Yasmina Reza, diretto e interpretato da Riondino, con Daniele Parisi, Michele Sinis, una produzione Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana onlus-La città del Teatro. 

«Art» è «la commedia francese contemporanea più recitata al mondo», sottolineano in sala, tradotta in trenta lingue: fino al prossimo primo marzo sul palco di uno dei teatri più famosi della Capitale ecco la storia di tre amici di vecchia data che si organizzano per passare una serata insieme, con il quadro bianco a righe bianche pagato 200mila euro che si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti. Marc, Serge e Yvan vivono un regolamento di conti dove il quadro diventa più di un testimone, in quella che la stessa drammaturga, figlia di un ingegnere iraniano e una violinista ungherese, definisce come una «commedia nera» che comunque tocca picchi di comicità, anche se crudele. Tra egoismo, vanità e ipocrisia, in platea c’è spazio anche per alcune riflessioni dedicate al mercato dell’arte contemporanea e le sue dinamiche. Il quadro sta lì, in scena, sopra un divano bianco, apolide come la mente della stessa autrice di «Art»: destinatario di amore e rancore, feticcio al servizio della cupidigia, elemento dirompente tra gli esseri umani. La commedia venne portata in scena la prima volta il 28 ottobre 1994 alla Comédie des Champs Elysées di Parigi da Pierre Arditi, Fabrice Luchini e Pierre Vaneck, con un copione scritto per loro, «su misura». All’epoca non esisteva l’euro, e il prezzo del quadro era stato indicato in 200mila franchi.

Gianfranco Ferroni, 23 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

L’occasione per annunciarla è stata fornita dalla presentazione nel Palazzo Esposizioni della Fondazione Raffaella Carrà Ets, creata per generare quelle iniziative sociali che hanno sempre contraddistinto la vita e la carriera di una protagonista della televisione italiana

Con un voto all’unanimità, nel pomeriggio di lunedì 15 giugno il consiglio d’amministrazione della Fondazione ha approvato la revisione dello statuto, con l’introduzione del ruolo di Direttore generale

L’iniziativa permette di dare il via a un progetto nazionale volto a valorizzare il patrimonio di competenze, tradizioni e capacità manifatturiere che caratterizzano la filiera italiana

L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A supporta gli enti territoriali al fine di finanziare interventi di tutela, protezione, conservazione, recupero, valorizzazione e digitalizzazione dei beni culturali materiali e immateriali

«Art» a teatro, con Michele Riondino e un quadro | Gianfranco Ferroni

«Art» a teatro, con Michele Riondino e un quadro | Gianfranco Ferroni