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Redazione
Leggi i suoi articoliUna delle vendite più attese dell’anno nel mercato internazionale dell’arte arriva, a maggio, da Christie’s a New York. In catalogo una selezione di circa quaranta opere provenienti dalla collezione del magnate dei media S. I. Newhouse, valutata complessivamente attorno ai 450 milioni di dollari. A guidare l'asta due lavori che, secondo le stime, potrebbero superare i 100 milioni di dollari ciascuno.
Tra i pezzi principali figurano la tela «Number 7» (1948) di Jackson Pollock, uno dei celebri dipinti realizzati con la tecnica del dripping, e la scultura «Danaïde» (1913) di Constantin Brancusi, una testa in bronzo con patina bruna e foglia d’oro. Se le stime venissero confermate, entrambe le opere supererebbero ampiamente gli attuali record d’asta dei due artisti: circa 61,2 milioni di dollari per Pollock e 71,2 milioni per Brancusi. La vendita include poi lavori di maestri del XX secolo come Pablo Picasso e Jasper Johns, confermando il livello museale della raccolta costruita dal collezionista americano, storico presidente del gruppo editoriale Condé Nast, scomparso nel 2017 all’età di 89 anni.
Newhouse e la moglie Victoria sono stati infatti per decenni tra i più importanti collezionisti a livello internazionale. Secondo diverse stime, la coppia avrebbe investito fino a 700 milioni di dollari nella costruzione della propria raccolta. Dopo la morte dell’editore, la gestione dell’eredità artistica è stata affidata al consulente Tobias Meyer, già celebre banditore di Sotheby’s, incaricato di decidere modalità e tempi delle vendite. Negli anni alcune opere della raccolta sono già state cedute, sia tramite trattative private sia in asta. Tra i casi più noti figura la vendita della tela «Shot Orange Marilyn» (1964) di Andy Warhol, acquistata dal finanziere Ken Griffin per circa 200 milioni di dollari nel 2022.
Anche per la stessa Christie’s non si tratta della prima operazione con opere provenienti dalla raccolta Newhouse. Finora la casa d’aste ha venduto più di 400 milioni di dollari di lavori appartenuti al magnate. Tra i risultati più significativi spicca la scultura «Rabbit» (1986) di Jeff Koons, aggiudicata nel 2019 per 91 milioni di dollari, cifra che rappresenta ancora oggi il record mondiale per un artista vivente. Più recentemente, nel 2023, un gruppo di sedici opere provenienti dalla stessa collezione ha totalizzato 178 milioni di dollari in asta, con lavori di artisti come Francis Bacon, Willem de Kooning e Pablo Picasso.
L’arrivo di questo nuovo nucleo di capolavori rappresenta anche un nuovo test per il segmento più alto del mercato dell’arte. Dopo una fase di rallentamento, il 2025 d'aste ha fatto registrare una ripresa, raggiungendo 11,6 miliardi di dollari complessivi, con una crescita del 12,4%. Ancora più marcato l’aumento delle opere vendute oltre i 10 milioni di dollari, salite del 36,1% fino a un totale di 2,5 miliardi. Segnale inequivocabile che le opere di prima fascia stanno tornando a circolare con ottima fluidità. Una buona notizia per l'intero comparto.
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