Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Cristopher Canizares

Image

Cristopher Canizares

Cristopher Canizares lascia Hauser & Wirth per aprire un’agenzia di gestione degli artisti

Dopo sedici anni in una delle gallerie più potenti del mondo, il manager crea Artist Legacy Bureau, società che affianca gli artisti nella costruzione di una strategia di carriera

Camilla Sordi

Leggi i suoi articoli

Sedici anni tra le pareti di una delle gallerie più potenti al mondo hanno lasciato il segno su Cristopher Canizares, partner storico di Hauser & Wirth. Ora, però, è tempo di esplorare territori nuovi, quelli ancora poco mappati dal mercato dell’arte: la gestione su misura degli artisti. Nasce così l’Artist Legacy Bureau, un progetto piccolo ma ambizioso, pensato per affiancare un ristretto numero di artisti, seguendoli da vicino in ogni scelta strategica della loro carriera. Canizares non vuole scalare l’industria, ma camminare fianco a fianco con chi sceglie di affidargli la propria traiettoria artistica.

«Lavorerò per gli artisti, con loro e al loro fianco,» spiega. «Non è una questione di visibilità o dimensioni, ma di cura, di progettare il futuro a lungo termine.» Il modello ricorda più un family office che un’agenzia tradizionale, dove la discrezione e la pianificazione sono il cuore di ogni decisione. La scelta arriva in un momento cruciale, con le gallerie che diventano sempre più grandi, i calendari di vendite più serrati e team ingenti e il tempo per riflettere sulla carriera di un artista più assottigliato. È qui che entrano in gioco realtà come quella di Canizares, piccole e dedicate, capaci di seguire la strategia con pazienza e dettaglio.

Tra i primi artisti a entrare in questo percorso c’è Rashid Johnson, con cui Canizares ha lavorato per oltre un decennio. La collaborazione non sostituirà i rapporti esistenti con le gallerie, ma li completerà, offrendo un supporto mirato e indipendente. L’agenzia nasce senza legami finanziari con Hauser & Wirth, per mantenere libertà e flessibilità, senza compromettere l’autonomia degli artisti.

Lasciare la galleria deve essere stato difficile, ma non è certo amaro. I sedici anni trascorsi insieme hanno reso Hauser & Wirth colosso globale, e Canizares lascia in un momento in cui l'ascesa non dà segni di rallentamento. Ora, il prossimo capitolo del manager punta in un’altra direzione: un mondo dell’arte più segmentato, più attento alle esigenze individuali, dove la carriera di un artista diventa un progetto da coltivare con cura, passo dopo passo.

Camilla Sordi, 26 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

In occasione della Milano Art Week, il FAI trasforma un’assenza in un’opportunità critica, tessendo un dialogo tra collezionismo privato e istituzioni pubbliche nel segno della scultura

Il programma sabato 18 aprile, a cura di Massimiliano Gioni, si articola attraverso sette tavole rotonde che vedono dialogare maestri storici e nuovi talenti, all’interno della prima edizione milanese della fiera parigina

Alcune anticipazioni sulla proposta che le 88 gallerie partecipanti proporranno al Park Avenue Armory dal 15 al 19 maggio 2026

L'insolito dipinto, copia dell'opera conservata agli Uffizi di Firenze, è proposto da Dorotheum con la stima di 120-170 mila euro e porta con sé i residui di una vicenda misteriosa e violenta

Cristopher Canizares lascia Hauser & Wirth per aprire un’agenzia di gestione degli artisti | Camilla Sordi

Cristopher Canizares lascia Hauser & Wirth per aprire un’agenzia di gestione degli artisti | Camilla Sordi