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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliUn nucleo raro, compatto e di straordinaria qualità torna alla luce dopo oltre sessant’anni di invisibilità, pronto a scrivere una nuova pagina del mercato e della storia dell’arte del secondo dopoguerra. Sette opere provenienti da una collezione privata tedesca approdano infatti alla ribalta internazionale, candidandosi come uno dei momenti più attesi della Contemporary Evening Sale di Sotheby’s a Londra, in programma questo marzo. La vendita riunisce cinque lavori fondamentali di Lucio Fontana, affiancati da opere iconiche di Alberto Giacometti e Sam Francis, per una stima complessiva intorno ai 15 milioni di sterline. I lotti sono attualmente esposti da Sotheby’s Milano, a Palazzo Serbelloni, fino al 5 febbraio, prima di essere presentati a Londra in vista della vendita primaverile.
Un ruolo centrale nella formazione della collezione fu svolto dalla Galerie Schmela di Düsseldorf, tra i principali epicentri dell’avanguardia europea nel secondo dopoguerra. Fondata nel 1957 da Alfred Schmela, figura carismatica e radicale della scena tedesca, la galleria divenne in pochi anni un crocevia decisivo per il dialogo tra artisti europei e americani. Fu in questo contesto che la ricerca di Lucio Fontana trovò un terreno particolarmente fertile, entrando in contatto diretto con l’avanguardia tedesca e influenzando in modo determinante la nascita del movimento ZERO. Attraverso un programma espositivo di straordinaria prospettiva - che incluse, tra gli altri, Yves Klein, Robert Morris, Kenneth Noland e Richard Tuttle - Schmela riconobbe in Fontana un visionario capace di smantellare la grammatica della pittura e di aprire nuove possibilità di pensiero sullo spazio, sulla materia e sull’esperienza fisica dell’opera.
Lucio Fontana, Concetto Spaziale (1960)
Lucio Fontana, Natura, (1959-60)
Cuore della selezione, da Sotheby's, sono proprio le cinque opere di Lucio Fontana. Nel complesso, la più ampia e sfaccettata ricognizione del suo lavoro apparsa sul mercato negli ultimi anni. Riunite per la prima volta, le tele restituiscono l’intero arco della sua sperimentazione negli anni più rivoluzionari: dai primi buchi, che mettevano in discussione i limiti del piano pittorico, ai drammatici tagli che trasformarono il gesto in spazio tridimensionale, fino agli interventi di natura scultorea che testarono i confini stessi della materia.
Valutazione alla mano, spicca «Concetto Spaziale» (1960), rara e monumentale tela della serie degli Olii, stimata 8,5-12 milioni di sterline. Perforata da costellazioni di buchi bordati di verde e prossima ai due metri per lato, l’opera avvolge lo spettatore in una dimensione cosmica, anticipando le ambizioni spaziali che segneranno tutta la produzione successiva dell’artista. Segue «Teatrino» (1964), sempre di Fontana, con una stima di 350-450 mila sterline. Appartenente all'omonima serie, il lavoro trasforma la tela in un oggetto scenico sospeso tra pittura, scultura e design. La cornice laccata e sinuosa, dalla silhouette quasi pop, incornicia un arco di buchi che apre la superficie verso uno spazio infinito, sottolineando l’interesse di Fontana per l’oggettualità e la cultura visiva contemporanea.
Alberto Giacometti, Femme debout (1964)
Sam Francis, Untitled (1962)
Di grande forza plastica è «Natura» (1959-60), stimata 1,2-1,8 milioni di sterline. In questa scultura, Fontana comprime e frattura la materia grezza con un intervento diretto e fisico, evocando le forze cosmiche e il fascino per l’espansione e il vuoto che caratterizzarono gli anni della corsa allo spazio. Emblematico dei celebri tagli è «Concetto Spaziale, Attesa» (1960), con una stima di 1,5-2 milioni di sterline. Un unico intervento verticale trasforma la tela in una soglia reale, concentrando in un gesto definitivo la visione matura dell’artista, dove rigore e rottura, materia e vuoto si fondono in modo irreversibile.
Completa il nucleo fontaniano «Concetto Spaziale» (1955), stimato 700 mila-1 milione di sterline. Rara variante della serie delle Pietre, l’opera incorpora frammenti di vetro di Murano direttamente nella superficie, attivando luce e texture e destabilizzando ulteriormente i confini tradizionali del campo pittorico. Accanto a Fontana si colloca Alberto Giacometti con «Femme debout» (concepita nel 1960 e realizzata nel 1964), stimata 2,2-2,8 milioni di sterline. La figura stante, allungata ed essenziale, incarna la ricerca di Giacometti su materia, scala e presenza, ed è una delle immagini più potenti della scultura del Novecento. Chiude la selezione Sam Francis con «Senza titolo» (1962), stimato 600-800 mila sterline. Appartenente alla celebre serie dei White Paintings e realizzato a Parigi, il dipinto utilizza ampie zone di bianco e delicate modulazioni cromatiche per evocare luce e atmosfera, segnando un momento decisivo nell’affermazione internazionale dell’artista come uno dei grandi coloristi del secondo dopoguerra.
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