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Luca Bochicchio
Leggi i suoi articoliQuando alla fine degli anni ’50 Asger Jorn (1914-73) iniziò a donare opere di artisti delle avanguardie internazionali alla città di Silkeborg, aveva già in mente di forzare gli amministratori locali a creare un museo d’arte moderna; cosa che poi avvenne con il Kunstmuseum, rinominato in seguito Museum Jorn. Al momento della morte, egli aveva donato circa 5.500 opere di 150 artisti: non solo la seconda donazione più importante di Danimarca, ma una deliberata provocazione alla città di provincia in cui era cresciuto senza molti stimoli e da dove era partito, in motocicletta, alla volta di Parigi nel 1936.
Nel frattempo, sulle prime alture di Albissola (Sv), in una terrazza naturale la cui vista panoramica spazia dal Golfo di Savona a quello di Genova, Jorn aveva costruito la dimora ideale per sé e la sua famiglia, ma anche per animali domestici e amici fraterni, si trattasse di altri artisti in viaggio o dei suoi indispensabili aiutanti e custodi: Berto Gambetta e Teresa Saettone. Quest’opera d’arte totale, che concretizzava in un’architettura selvaggia buona parte delle teorie antifunzionaliste del suo autore e di quelle situazioniste, per volontà di Jorn divenne, dopo la sua morte, un luogo culturale pubblico che il Comune di Albissola Marina, che ne è proprietario, ha restaurato e definitivamente riaperto nel 2014 come Casa Museo Jorn.
Da allora, gli scambi e i rapporti scientifici tra i musei di Silkeborg e Albissola sono stati costanti ma limitati; una programmazione culturale condivisa, pur nelle rispettive autonomie, restava difficile da attuare. I due musei sono separati da 1.600 chilometri, oltre che da differenze di governance, dimensioni e bilanci, ma soprattutto hanno storie e vite contingenti indipendenti, tranne che per un dettaglio non trascurabile: entrambi sono emanazione della visione storica, artistica e politica di Jorn, ed egli li ha lasciati in eredità sulle sponde Nord e Sud dell’Europa perché continuassero il dialogo da lui iniziato.
Il lavoro di consolidamento svolto da Casa Museo Jorn negli anni ha consentito un dialogo più concreto tra i due enti; l’ingresso della Fondazione Museo della Ceramica di Savona Onlus nella sua governance, seguito a un lavoro pluriennale di posizionamento e ricerca svolto dal Comune di Albissola Marina con l’Associazione Amici di Casa Jorn, la Fondazione De Mari CR Savona, l’Università di Genova e, recentemente, l’Università di Verona, si è accompagnato a un costante scambio di relazioni con il Comune di Silkeborg, l’Ambasciata d’Italia in Danimarca e l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen, contribuendo anche alla nascita di una nuova associazione danese, intitolata proprio Albissola Marina-Silkeborg.
A fine 2025 questo sodalizio ha trovato consistenza con l’inaugurazione, nel Museum Jorn di Silkeborg, della prima sala coprogettata dai curatori dei due musei. Il tema è il rapporto tra Jorn e l’Italia, che necessitava di essere approfondito nel percorso permanente del museo danese. Sculture inedite in ceramica, realizzate da Jorn nella fornace San Giorgio di Albissola, vengono così raccontate insieme a riproduzioni fotografiche e video documentari sulla sua avventura italiana. In realtà, si è inaugurato molto di più: l’accordo cioè a lavorare insieme, fondendo i due sguardi sull’opera di Jorn e così ibridando i due rispettivi musei, che aprono così i propri processi scientifici e le pratiche curatoriali ed educative alla reale collaborazione. Il nuovo Centro Studi aperto durante la pandemia a Casa Jorn non è paragonabile alla vastità dell’Archivio Jorn presso il museo di Silkeborg, ma costituisce un’ulteriore infrastruttura che permetterà a curatori e artisti di svolgere ricerche integrate nei due musei.
Asger Jorn nella sua casa ad Albissola Marina (Sv), oggi Casa Museo Jorn. Courtesy Centro Studi Casa Jorn