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ARTE CONTEMPORANEA
Il Jewish Museum di New York acquisisce per la prima volta un’opera di Marc Dennis: Three Jews Walk into a Bar (2021), entrata nella collezione grazie al sostegno della collezionista Beth Rudin DeWoody. Nel dipinto tre uomini chassidici si trovano davanti al celebre Un bar aux Folies-Bergère di Édouard Manet, trasformando uno dei grandi enigmi visivi della pittura moderna in una riflessione ironica su identità ebraica, appartenenza, rappresentazione e sguardo.
Oltre cinquanta madonnari provenienti da diversi Paesi stanno trasformando la piazza davanti alla Basilica Inferiore di Assisi in una grande superficie figurativa dedicata a San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della morte. Al centro, i 50 metri quadrati della Visione di San Francesco progettata dallo statunitense Kurt Wenner; intorno, quaranta opere individuali. Un’iconografia popolare ed effimera si confronta così, a pochi metri di distanza, con il luogo nel quale Cimabue, Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti contribuirono a costruire per secoli l’immagine occidentale del santo.
Dal 25 settembre al 15 novembre, «Capricci romani» porta a Palazzo Poli, sede dell’Istituto Centrale per la Grafica, le opere inedite che Adrian Ghenie ha dedicato a Roma. Rovine, acquedotti, iscrizioni antiche e paesaggi della via Appia diventano materia da osservare, deformare e ricomporre, trasformando la memoria della città in un paesaggio sospeso tra realtà e immaginazione
L’artista ghanese multidisciplinare pratica la performance («Marina Abramovic è il mio unico riferimento»), crea installazioni, è fotografa, si è formata come fashion designer e considera la moda un’estensione delle sue performance
A Capalbio una mostra racconta il percorso di Mimmo Paladino attraverso disegni, teatro e cinema: dai celebri cavalli alle figure, dai grandi drammaturghi agli storyboard, il segno sulla carta diventa il punto di partenza per immagini destinate a cambiare forma, muoversi nello spazio e trasformarsi in racconto
Dopo la riflessione sulla proliferazione degli artisti e la risposta di Federico Ferrari sulla necessità di recuperare il coraggio del giudizio, resta una domanda: siamo davvero sicuri che il sistema dell’arte abbia smesso di selezionare? Musei, gallerie, fiere, biennali, curatori, collezionisti, residenze e piattaforme digitali continuano ogni giorno a produrre gerarchie. È cambiato il modo: il giudizio non viene più necessariamente dichiarato e argomentato, ma incorporato in una successione di scelte, inviti, acquisizioni e riconoscimenti. Il potere di decidere cosa conta non è scomparso. È diventato più diffuso, meno visibile e, proprio per questo, più difficile da interrogare.
Dopo trentacinque anni, 10 Corso Como apre al Breeze Center di Taipei. Moda, arte, design ed editoria entrano in un nuovo spazio dove il concept store milanese, oggi guidato da Tiziana Fausti, sperimenta ancora una volta l’idea del retail come esperienza culturale
A realizzarla è la protagonista del romanzo stesso. O forse no. O forse anche
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L'artista digitale tedesco integra i propri modelli di intelligenza artificiale con la tradizione artigianale e pittorica, dando vita a torri fitte di dettagli, ponti abitati e paesaggi dove la tecnologia incontra la dimensione tattile
Prosegue il confronto avviato da «Il Giornale dell’Arte» sull’arte contemporanea oggi e sui criteri di selezione: giudicare significa avere la lucidità di schierarsi, assumere il rischio del conflitto di idee, di posizioni, di visioni del mondo. E oggi il problema è la scomparsa di soggetti disposti a esporsi in prima persona, compresi i musei e la critica
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Fino a domenica la quinta edizione della fiera di San Paolo, negli spazi di ARCA, rimette in gioco le gallerie brasiliane, e una manciata di straniere, in un percorso tra new entry e ritorni consolidati. Un’occasione, anche, per esplorare l’offerta della metropoli
Dalla prosa cruda di «Manhattan Suicide Addict» ai club BDSM di «Arching Chandelier», la produzione narrativa dell'autrice rivela un universo cupo, a lungo rimasto nell'ombra
La kermesse londinese, dal 13 al 18 ottobre, abbatte i confini tra epoche e discipline, mettendo sullo stesso piano Modernismo, gioielleria d'autore e scultura contemporanea
La nuova sede, insieme residenza privata e spazio espositivo, sarà nella Bottega d’Erasmo, capolavoro del Neoliberty progettato da Gabetti & Isola di fronte alla Mole Antonelliana















