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ARTE CONTEMPORANEA
Da Tracy Amin a Robert Indiana, da Marcello Maloberti a Niki de Saint Phalle. In occasione di Art Basel Paris 2026, la città si arricchisce temporaneamente di una serie di opere dal forte impatto scenografico
Un itinerario tra grandi maestri del Novecento, capolavori dell'Arte Povera, dialoghi internazionali e le sperimentazioni più coraggiose della ricerca contemporanea
Ad Art Basel Paris 2026, Galleria Raffaella Cortese presenta undici artisti in un percorso che attraversa disegno, pittura, fotografia, scultura e installazione. A collegare lo stand al programma pubblico della fiera è Marcello Maloberti, con «CIEL», una scritta al neon sospesa a venti metri d'altezza su avenue Winston-Churchill, e una seconda opera luminosa all'interno del Grand Palais. Dai lavori di Anna Maria Maiolino e Roni Horn alle ricerche di Monica Bonvicini, Zoe Leonard, Gabrielle Goliath e Mirosław Bałka, la selezione riflette sui rapporti tra linguaggio, memoria, vulnerabilità e percezione dello spazio.
Mercoledì 28 ottobre, alle 18.30, Mona Hatoum sarà protagonista di una lecture al Cinema Godard della Fondazione Prada di Milano. L'incontro, a ingresso gratuito su prenotazione, accompagna la mostra «Over, under and in between», visitabile fino al 9 novembre, e ripercorre la ricerca dell'artista nata a Beirut nel 1952. In programma anche la proiezione di due video fondamentali degli anni Ottanta, «Roadworks» (1985) e «Measures of Distance» (1988), che affrontano il rapporto tra corpo, esilio, identità e potere. Un'occasione per rileggere le origini di un linguaggio artistico oggi sviluppato attraverso grandi installazioni dedicate all'instabilità del mondo contemporaneo.
L’iniziativa si inserisce nella tradizione della Frick Collection di New York di invitare artisti contemporanei a confrontarsi con la propria collezione
La maison francese rinnova il dialogo tra arte contemporanea e alta pelletteria con una retrospettiva dedicata ad «Artycapucines», il progetto che dal 2019 invita artisti internazionali a reinterpretare l’iconica borsa
Al centro della nuova fase c’è «Pioneering Visions», un programma multidisciplinare che indaga le pratiche innovative di artisti e autori capaci di ridefinire i linguaggi dell’arte, con particolare attenzione a Hong Kong, alla Cina e all’Asia
Sarà la più ampia esposizione mai dedicata alla collezione del museo losangelino fuori dagli Stati Uniti: 164 opere che a Parigi offriranno una panoramica delle trasformazioni artistiche e culturali degli ultimi decenni
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Mentre la città si riprende dalle proteste, la fiera nella prima giornata di preview ha registrato ottimi risultati, con le grandi gallerie che hanno chiuso affari per molte delle loro opere migliori
Dal 19 al 22 novembre, la XVI edizione di Video Sound Art Festival torna nel quartiere Lodi-Corvetto di Milano con «Preferiremmo andare fuori strada», un programma di installazioni, performance, video e incontri dedicato alle trasformazioni dello spazio urbano e alle possibilità di abitarlo. Tra Fondazione Galleria Milano, Bonvini 1909 e Piscina Mincio, gli interventi di Lucia Pescador, Ode de Kort, Michele Di Stefano, Cem A. ed Edizioni Brigantino si affiancano alle opere video di artisti internazionali. La novità è una curatela collettiva, nata da un lavoro di ricerca e confronto con il territorio. Ingresso gratuito.
Ad Art Basel Paris 2026, Gió Marconi costruisce un percorso attraverso le sperimentazioni del Novecento, riunendo opere di Man Ray, Enrico Baj, Valerio Adami, Christo, Lucio Del Pezzo ed Emilio Tadini. Al centro della presentazione, la monumentale «28 Barrels Structure» (1968) di Christo, già esposta allo Studio Marconi di Milano nel 1973 e oggi proposta insieme al relativo progetto preparatorio. Un confronto tra Surrealismo, Neo-Dada, Nuova Figurazione e assemblaggio che restituisce anche un capitolo della storia della galleria milanese.
Presentata da Gagosian con una valutazione indicativa di 4,5 milioni di dollari, «Corks (Couple)» trasforma un dettaglio effimero in una monumentale architettura in bronzo policromo di oltre tre metri
Cresce la preoccupazione attorno ad Art Basel Paris, in programma al Grand Palais dal 23 al 25 ottobre, mentre per sabato 24 è stata convocata una nuova mobilitazione nazionale dopo le violenze che hanno attraversato la Francia il 17 ottobre. La fiera, con 211 gallerie da 41 Paesi e territori, ha rafforzato i dispositivi di sicurezza, mentre alcune iniziative culturali parigine sono già state annullate o rinviate. Tra gli espositori si teme l'impatto delle manifestazioni sull'affluenza e sulla regolare apertura. Al momento, tuttavia, non è stata annunciata alcuna chiusura.
Quattro mostre interconnesse guardano alla collezione (60mila opere di cinque millenni) per capire il presente e progettare il futuro attraverso l’arte contemporanea. La direttrice Roos Gortzak spiega come il nuovo corso rappresenta un ritorno a sperimentazione, interdisciplinarità e collettività che avevano informato l’iconica sede postmoderna progettata nel ’94 da architetti e designer
Il suo mandato, che prenderà avvio il primo febbraio 2027 al posto di Isabelle Bertolotti, sarà all’insegna dell’apertura internazionale, il radicamento territoriale e la promozione di nuove forme di cooperazione culturale
Il percorso al Guggenheim Museum ripercorre l’evoluzione della ricerca dell’artista dagli anni Sessanta agli Ottanta, mostrando come un materiale industriale comune, il tubo fluorescente, possa trasformare radicalmente la percezione dell’ambiente















