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ARTE CONTEMPORANEA
Sul Palatino, nel Parco archeologico del Colosseo, fino al 31 gennaio 2027 la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica accoglie 40 opere, dalla pittura al design
«La storia dell'arte italiana di questi venticinque anni si è fatta comunque. Siamo noi che dobbiamo trovare il coraggio di riconoscerla». Nel contributo alla giornata di studi organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, Gian Maria Tosatti propone una riflessione sul ruolo della critica nella costruzione della storia dell'arte contemporanea italiana. Contro l'accumulo indiscriminato di nomi, mostre e carriere, l'artista invita a individuare le convergenze tra le ricerche più significative e a riconoscere, con la necessaria «crudeltà», le opere capaci di segnare davvero un'epoca. Una presa di posizione che chiama in causa musei, curatori, critica e mercato.
Nella sede londinese di MASSIMODECARLO, il pittore americano Jonathan Gardner (1982) presenta «The Studio», una mostra dedicata all'atelier come spazio dell'immaginazione e della memoria. Tra riferimenti a Matisse, Magritte e de Chirico, interni domestici, paesaggi inventati, nudi e dipinti dentro altri dipinti, l'artista costruisce ambienti nei quali le regole della prospettiva cedono il posto a una logica onirica. Ne emerge una riflessione sulla pittura e sulla sua capacità di trasformare frammenti autobiografici e citazioni della storia dell'arte in un universo autonomo, attraversato da temi come la fertilità, la famiglia e il trascorrere del tempo.
Approfittare della concentrazione di collezionisti e professionisti generata dalle grandi fiere internazionali senza necessariamente partecipare ai loro padiglioni. È una strategia che sta assumendo forme sempre più articolate nel mercato dell'arte. Durante la settimana di Art Basel Paris, la milanese Zero... presenta una mostra temporanea nel Marais, mentre la newyorkese Salon 94 inaugura una sede permanente affacciata sul Palais Royal, dopo tre anni di sperimentazioni attraverso pop-up. Due modelli differenti che sollevano una questione centrale per il futuro delle gallerie: quanto è ancora indispensabile lo stand fieristico quando è possibile intercettare lo stesso pubblico direttamente in città?
Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, a Ptolemaida, in Grecia, la seconda edizione della biennale riunisce 35 artisti internazionali per riflettere sull’eredità dell’industria mineraria e sulle conseguenze ambientali, sociali e culturali dell’attività estrattiva. Con «Breath in the Ashes», la manifestazione indaga le responsabilità umane nella crisi ecologica e le possibilità di trasformazione dei territori post-industriali, presentando anche un’opera video di Stefano Cagol
Oltre 120 opere di 32 artisti, dai maestri del Novecento alle ricerche contemporanee, raccontano il rapporto tra acqua, ambiente e umanità. Al Palazzo delle Albere di Trento, la collaborazione tra Mart e MUSE dà vita a un percorso espositivo in cui arte, tecnologia e ricerca scientifica si intrecciano per cambiare il nostro sguardo su una risorsa essenziale per la vita
La retrospettiva raccoglie oltre quindici anni di ricerca sull'archivio di fotografie vernacolari cinesi, un milione di scatti salvati dalla distruzione che ricompongono il quotidiano del Paese tra le Riforme e i primi anni Duemila
Chiusa da quarant’anni, acquisita dallo Stato nel 2006 e da allora oggetto di restauro, è stata restituita alla città l’11 ottobre, segnando un momento storico per la museologia e la tutela del patrimonio nel Mediterraneo orientale
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L’installazione è il risultato di una ricerca sviluppata nel corso di anni attraverso il dialogo con artigiani, costruttori di strumenti, ricercatori, ingegneri e musicisti. Al centro, l’incontro tra tradizioni strumentali antiche e sperimentazione elettronica, ma anche il corpo dello spettatore, invitato a sostare e a lasciarsi pervadere
Dalle fortificazioni dell’Atlantikwall alle residenze di lusso, gli artisti emergenti, vincitori della seconda edizione del Pini Art Prize-sezione Arti Visive, indagano il rifugio tra protezione, isolamento e potere
Il museo, inaugurato nel 1977 dall’ex imperatrice Farah Diba nel quadro dell’occidentalizzazione del Paese, è oggi aperto al pubblico con un programma intitolato significativamente «Arte e Guerra»
Enel sostiene due grandi mostre internazionali al Palazzo Reale e al MUDEC: da «Dalí e la moda» a «Matisse. Il mondo in una stanza», un percorso tra arte, creatività, moda, culture e immaginari che mette in dialogo due protagonisti del Novecento
Al CAMeC della Spezia, oltre 30 opere tra disegni, fotografie e dipinti ripercorrono la ricerca dell’artista dal 1975 al 1980
Il 17 ottobre apre alle porte di Parigi Large – Cultures contemporaines, il nuovo centro d'arte di 5mila metri quadrati promosso dal gruppo immobiliare Emerige sull'Île Seguin, dove un tempo sorgevano le fabbriche Renault. A inaugurarlo sarà «Moteur Imaginaire», una mostra curata dall'italiana Cecilia Alemani, che mette in relazione la storica collezione d'arte Renault con opere contemporanee e diciassette nuove commissioni. Alla vigilia dell'apertura, Laurent Dumas, imprenditore, collezionista e presidente del Palais de Tokyo e dell'École des Beaux-Arts de Paris, racconta a «Il Giornale dell'Arte» la nascita del progetto, il ruolo del mecenatismo privato e la sua ambizione di sostenere gli artisti francesi, attrarre un pubblico più ampio e contribuire alla trasformazione culturale della Grande Parigi.
In occasione della Frieze Week, Sprovieri presenta a Londra quattordici opere realizzate tra il 1960 e il 1967, in collaborazione con Gió Marconi di Milano. Dai monocromi ai paesaggi anemici, dalle immagini pubblicitarie alle rivisitazioni del Futurismo, la mostra ripercorre il decennio decisivo di un artista che aveva intuito come fotografia, cinema e mezzi di comunicazione avrebbero trasformato il nostro modo di guardare la realtà. Con un testo critico di Marco Meneguzzo.
Alla sede londinese di Gagosian, fino al 12 dicembre, This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte mette in relazione alcuni dei più importanti dipinti del maestro belga con opere di oltre quaranta artisti contemporanei, tra cui Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Sarah Lucas, Robert Gober, Mona Hatoum e Issy Wood. Organizzata in collaborazione con la Fondation Magritte e curata da Jasper Sharp e Bernard Lagrange, la mostra attraversa un secolo di paradossi visivi, interrogando l'influenza del Surrealismo sulla cultura contemporanea. Ma pone anche una domanda: quanto dell'intelligenza sovversiva di Magritte sopravvive davvero nei suoi eredi?















