Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
ARTE CONTEMPORANEA
L'assenza di artisti italiani nella mostra internazionale della Biennale ha riaperto periodicamente il dibattito sulla crisi dell'arte italiana. Ma la vera domanda è un'altra. In un sistema sempre più globale, dove artisti, curatori, gallerie e collezionisti operano oltre i confini nazionali, ha ancora senso misurare il peso culturale di un Paese contando i suoi artisti? O è il momento di cambiare definitivamente paradigma? Natalie Sprouse in esclusiva per Il Giornale dell'Arte
Oltre trenta sculture monumentali di Philip Colbert invadono il Parco archeologico di Pompei e i siti del territorio. L'artista britannico porta il suo iconico astice tra domus, colonne e ville romane, rilanciando una formula ormai familiare: quella dell'installazione pop chiamata a dialogare con uno dei luoghi simbolo della civiltà antica.
Le OGR Torino inaugurano in autunno The Quantum Effect, grande progetto curatoriale dedicato all'influenza della teoria quantistica sulla cultura visiva. Tra le opere più attese spicca The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, una Infinity Mirror Room di Yayoi Kusama che segna il ritorno in Italia dell'artista giapponese dopo il grande successo delle sue installazioni immersive degli ultimi anni.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Figure umane, paesaggi attraversati dal vento, colori intensi e una luce studiata per dialogare con l'architettura gotica. Le sei nuove vetrate di Notre-Dame, progettate da Claire Tabouret e realizzate dall'Atelier Simon-Marq, racconteranno la Pentecoste reinterpretando una delle grandi tradizioni della cattedrale. Un intervento che guarda al presente senza rinunciare al dialogo con Viollet-le-Duc.
Articoli precedenti
Da giovane artista che viveva in uno squat parigino alla commissione più discussa dell'arte francese contemporanea. Claire Tabouret è la pittrice scelta per realizzare le nuove vetrate di Notre-Dame. Un incarico che consacra una ricerca costruita attorno alla figura umana, alla memoria e all'identità, ma che la pone anche al centro di uno dei dibattiti più accesi sul rapporto tra patrimonio storico e linguaggio contemporaneo.
La galleria apre il nuovo calendario espositivo con un programma che coinvolge le sedi di São Paulo, Bruxelles, Parigi e New York. Al centro sei mostre personali di artisti rappresentati e invitati, accomunate da una rinnovata attenzione alla pittura come strumento di indagine sul paesaggio, la memoria, il corpo e l'identità.
Bozar dedica una grande retrospettiva a William Kentridge, ripercorrendo oltre quarant'anni di ricerca tra disegno, cinema d'animazione, teatro, opera e installazione. Più che una mostra antologica, I am not me, the horse is not mine restituisce la natura interdisciplinare della pratica dell'artista sudafricano, nella quale politica, memoria e immaginazione convivono come strumenti per interrogare la storia contemporanea
Fondatore di Factory International a Manchester e primo curatore proveniente dal Sud-est asiatico a dirigere la Biennale di Sydney, Low Kee Hong guiderà la ventiseiesima edizione nel 2028. La nomina conferma la vocazione della manifestazione a rafforzare il proprio ruolo nell'area Asia-Pacifico, dopo un'edizione 2026 segnata dal tema della memoria e dalle polemiche politiche.
Nel centenario della nascita dello scultore, il 15 ottobre un convegno internazionale offrirà uno spaccato della Milano che, tra ricostruzione e avanguardia, divenne uno dei grandi laboratori dell’arte europea del Novecento
Prima della celebre, e tragica, performance del 2008, c’era una ricerca costruita negli anni attraverso immagini, simboli e azioni sul rapporto tra corpo e relazione. La mostra «Pippa Bacca: dal mito al viaggio» restituisce la complessità del lavoro dell’artista milanese, dai ritagli ispirati al mito alle riflessioni sulla cura e sull’incontro, fino al viaggio verso Gerusalemme diventato il gesto più estremo di una poetica fondata «sull’apertura al mondo». Un percorso che permette di guardare oltre la tragedia e riscoprire una figura capace di trasformare la fiducia negli altri in una pratica artistica
Nel suo ultimo libro Maurizio Ternavasio ha ricostruito la storia del movimento nel capoluogo piemontese
Fondazione ICA Milano inaugura la stagione autunnale con due prime personali in un'istituzione italiana: Éric Baudelaire e Leonardo Devito. Se il primo indaga il rapporto tra cinema, archivio e sperimentazione musicale attraverso la figura di Alvin Curran, il secondo affronta il passaggio dalla giovinezza all'età adulta con un nuovo ciclo di dipinti e bassorilievi. Due mostre che, pur muovendosi su linguaggi differenti, riflettono sul modo in cui immagini, relazioni e memoria costruiscono l'identità contemporanea.















