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ARTE CONTEMPORANEA
Una mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio restituisce la complessità di una delle figure più originali e cosmopolite della cultura contemporanea
Nel mese di ottobre Phillips porta in Europa una selezione di opere che attraversa quasi un secolo di storia dell’arte. Al centro, la collezione di Marcel Brient e una strategia che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione
Si chiamerà Doha Pavilion: Gerhard Richter l’edificio esagonale che verrà installato nel Mia Park, l’ampio spazio pubblico antistante il Museo d’Arte Islamica. «L’architettura e la storia della città hanno dato vita all’idea di un padiglione in grado di unire i fili tematici di quel corpus di opere», ha dichiarato il maestro tedesco
La mostra alla sede di Palazzo Belgioioso inaugura il 16 settembre una trilogia di appuntamenti, ideati e curati da Thaddaeus Ropac, dedicati allo scultore umbro, protagonista del Novecento e uno dei maggiori scultori del contemporaneo italiano
L’artista tedesco in mostra all’UCCA Center di Pechino affronta, dietro l’apparente dimensione ludica dei suoi lavori, questioni tutt’altro che rassicuranti e temi cruciali per la condizione contemporanea: dalla personalizzazione algoritmica alla sorveglianza, a una progressiva omologazione percettiva
Come gli artisti contemporanei - da Michael Richards a Maurizio Cattelan - hanno affrontato la sfida di de-storicizzare il trauma dell'11 settembre, ponendo su di esso un filtro concettuale capace di farsi interpretazione
A New York l’artista ricostruisce la storica boutique di rue Cambon con cartone, compensato e materiali comuni. Gli oggetti restano riconoscibili, ma il prezzo scompare: al centro dell’installazione sono il desiderio, il marchio e il valore attribuito alle cose
La Fondation Yves Klein assegna per la prima volta la propria Bourse de recherche e sceglie un italiano: il dottorando Duccio Nobili. Il suo progetto indaga un aspetto ancora poco esplorato del lavoro di Klein, cioè il modo in cui l’artista utilizza e trasforma l’atelier nella costruzione della propria presenza pubblica. Una ricerca fondata su un ampio corpus fotografico che promette di riaprire il dossier sui processi creativi e sulla messa in scena dell’artista.
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Una torre nera alta quasi diciassette metri e la sagoma di un aereo che la attraversa nella parte superiore. Con Blind, realizzata nel 2021 per la mostra Breath Ghosts Blind a Pirelli HangarBicocca, Maurizio Cattelan affrontava vent’anni dopo una delle immagini decisive della storia contemporanea. L’artista, che si trovava a New York l’11 settembre 2001, elimina persone, fiamme, macerie e cronaca e conserva soltanto due forme. Ne nasce una delle opere più cupe della sua carriera: un monumento all’immagine che ha inaugurato il XXI secolo e, insieme, alla nostra impossibilità di dimenticarla.
Venticinque anni dopo gli attentati alle Torri Gemelle, l’11 settembre rimane uno degli eventi più difficili da rappresentare perché le sue immagini precedono qualsiasi interpretazione: furono viste in diretta, ripetute migliaia di volte e trasformate immediatamente in memoria collettiva. Gerhard Richter ne ha cancellato quasi la riconoscibilità, Eric Fischl ha riportato al centro il corpo, Ellsworth Kelly ha immaginato Ground Zero come un vuoto verde e Maurizio Cattelan, con Blind, ha condensato aereo e grattacielo in un monumento nero alto quasi diciassette metri. Quattro modi radicalmente diversi di affrontare la stessa domanda: che cosa può fare l’arte quando la storia ha già prodotto la propria immagine?
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Tra decontestualizzazione della gemma e cromatismi audaci, la maison inglese in occasione della Milano Fashion Week, offre una reinterpretazione sul valore plastico del gioiello d'autore. Un modello espositivo fondato sul collezionismo ad incrocio, che rilegge le arti applicate alla luce dei linguaggi visivi contemporanei
Il 25 e 26 settembre Santa Sofia ospita la seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura, promosso da Institution. Una rete di otto hub tra Europa, Asia, Africa e America mette a confronto artisti, studiosi ed esperti sui commons, dalla governance delle istituzioni alle tecnologie digitali e ai modelli economici mutualistici
Circa 70 opere, tra dipinti e grandi cartoni, provenienti da collezioni italiane e internazionali, attraversano l’intera carriera dell’artista, dalle prime prove degli anni ’40 fino ai lavori del 2019
Una mostra che non si limiterà a ripercorrere la carriera dell’artista, ma proverà a restituire quel cortocircuito tra pittura, cinema, musica, poesia e immagini che egli contribuì a trasformare in una nuova forma di esperienza collettiva
La 16ma opera commissionata per il Fourth Plinth è stata svelata il 10 settembre e rappresenta una giovane donna metropolitana. «Una persona comune, proprio come le tante che frequentano la piazza ogni giorno. Sta avanzando verso il nostro futuro collettivo con ambizione, determinazione e ottimismo», spiega l’artista americana














