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ARTE CONTEMPORANEA

L’artista ha voluto sviluppare un impianto narrativo basato sul mito di Ovidio. Il titolo della mostra «Exitus», usata in ambito clinico e medico per indicare la morte di un paziente, incarna il tempo sospeso di un prolungato istante, carico di tensione, nel quale gli eventi si susseguono rapidissimi e dissimili come i sentimenti che si generano, mentre la speranza lascia spazio alla rassegnazione

Promossa dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, la rassegna coinvolge sette atenei distribuiti su tre continenti e si propone come laboratorio culturale e morale, dove l’arte diventa strumento di dialogo tra saperi, sensibilità e visioni del mondo

Grazie a due fondi dedicati, le opere di Karimah Ashadu, Gala Porras-Kim, Claudia Alarcón & Silät e Okiki Akinfe vengono acquisite per la prima volta dai musei pubblici del Regno Unito

Opere «germinative» e generative che si propagano negli spazi verdi delle Università degli Studi di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Sapienza Università di Roma per celebrare i 25 anni della Fondazione Mondo Digitale

In occasione dell'ottantesimo anniversario dell'istituzione britannica, il fondo acquisti seleziona i lavori di Quinlan & Hastings, Laurie Smith, Oliver Osborne e Armando D. Cosmos, testimoniando così le trasformazioni dell'arte contemporanea nel Regno Unito

Sul Palatino, nel Parco archeologico del Colosseo, fino al 31 gennaio 2027 la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica accoglie 40 opere, dalla pittura al design

Nella campagna fuori Düsseldorf l’architettura di Tadao Ando accoglie mondi solo in apparenza lontani: le costellazioni visive dell’artista tedesca, tra moda, materia e cultura contemporanea, e quattro secoli di arte giapponese

«La storia dell'arte italiana di questi venticinque anni si è fatta comunque. Siamo noi che dobbiamo trovare il coraggio di riconoscerla». Nel contributo alla giornata di studi organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, Gian Maria Tosatti propone una riflessione sul ruolo della critica nella costruzione della storia dell'arte contemporanea italiana. Contro l'accumulo indiscriminato di nomi, mostre e carriere, l'artista invita a individuare le convergenze tra le ricerche più significative e a riconoscere, con la necessaria «crudeltà», le opere capaci di segnare davvero un'epoca. Una presa di posizione che chiama in causa musei, curatori, critica e mercato.

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Nella sede londinese di MASSIMODECARLO, il pittore americano Jonathan Gardner (1982) presenta «The Studio», una mostra dedicata all'atelier come spazio dell'immaginazione e della memoria. Tra riferimenti a Matisse, Magritte e de Chirico, interni domestici, paesaggi inventati, nudi e dipinti dentro altri dipinti, l'artista costruisce ambienti nei quali le regole della prospettiva cedono il posto a una logica onirica. Ne emerge una riflessione sulla pittura e sulla sua capacità di trasformare frammenti autobiografici e citazioni della storia dell'arte in un universo autonomo, attraversato da temi come la fertilità, la famiglia e il trascorrere del tempo.

Approfittare della concentrazione di collezionisti e professionisti generata dalle grandi fiere internazionali senza necessariamente partecipare ai loro padiglioni. È una strategia che sta assumendo forme sempre più articolate nel mercato dell'arte. Durante la settimana di Art Basel Paris, la milanese Zero... presenta una mostra temporanea nel Marais, mentre la newyorkese Salon 94 inaugura una sede permanente affacciata sul Palais Royal, dopo tre anni di sperimentazioni attraverso pop-up. Due modelli differenti che sollevano una questione centrale per il futuro delle gallerie: quanto è ancora indispensabile lo stand fieristico quando è possibile intercettare lo stesso pubblico direttamente in città?

Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, a Ptolemaida, in Grecia, la seconda edizione della biennale riunisce 35 artisti internazionali per riflettere sull’eredità dell’industria mineraria e sulle conseguenze ambientali, sociali e culturali dell’attività estrattiva. Con «Breath in the Ashes», la manifestazione indaga le responsabilità umane nella crisi ecologica e le possibilità di trasformazione dei territori post-industriali, presentando anche un’opera video di Stefano Cagol

Oltre 120 opere di 32 artisti, dai maestri del Novecento alle ricerche contemporanee, raccontano il rapporto tra acqua, ambiente e umanità. Al Palazzo delle Albere di Trento, la collaborazione tra Mart e MUSE dà vita a un percorso espositivo in cui arte, tecnologia e ricerca scientifica si intrecciano per cambiare il nostro sguardo su una risorsa essenziale per la vita

La retrospettiva raccoglie oltre quindici anni di ricerca sull'archivio di fotografie vernacolari cinesi, un milione di scatti salvati dalla distruzione che ricompongono il quotidiano del Paese tra le Riforme e i primi anni Duemila

Chiusa da quarant’anni, acquisita dallo Stato nel 2006 e da allora oggetto di restauro, è stata restituita alla città l’11 ottobre, segnando un momento storico per la museologia e la tutela del patrimonio nel Mediterraneo orientale

L’installazione è il risultato di una ricerca sviluppata nel corso di anni attraverso il dialogo con artigiani, costruttori di strumenti, ricercatori, ingegneri e musicisti. Al centro, l’incontro tra tradizioni strumentali antiche e sperimentazione elettronica, ma anche il corpo dello spettatore, invitato a sostare e a lasciarsi pervadere

Dalle fortificazioni dell’Atlantikwall alle residenze di lusso, gli artisti emergenti, vincitori della seconda edizione del Pini Art Prize-sezione Arti Visive, indagano il rifugio tra protezione, isolamento e potere

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