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ARTE CONTEMPORANEA
La seconda personale dell'artista alla galleria P420 si concentra sugli aspetti tecnici e poetici del suo lavoro, incentrato sul recupero di materiali di scarto e la stratificazione dei ricordi d'infanzia
Con «You Must Change Your Life», il curatore Ho Tzu-nyen trasforma la Biennale in un’opera in cinque capitoli dove 46 artisti costruiscono una narrazione fisica e politica
Dopo gli anni del boom post-pandemico, le due fiere raccontano un mercato più selettivo, mentre la scena artistica coreana consolida il proprio peso internazionale
Sette sculture di Enrica Salvadori raccontano le architetture di Italia ’61 e delle Olimpiadi del 2006. La mostra, curata da Guido Curto, è aperta sino al 15 novembre
Fino al 10 gennaio 2027 Villa e Collezione Panza ospita Josef Albers: Meditations, ventinove opere delle serie Variant/Adobe e Homage to the Square selezionate da Nicholas Fox Weber e distribuite nelle otto stanze del primo piano affacciate sul parco. Una mostra rara, essenziale e sorprendentemente poco raccontata, che trova nella casa costruita da Giuseppe Panza di Biumo intorno alla luce e alla percezione una sede quasi predestinata. Albers non dipingeva il colore: ne metteva alla prova l’instabilità. E chiedeva allo spettatore una cosa oggi sempre più difficile: tempo.
All’inaugurazione dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia, l’incrocio tra "Ink" di Danny Boyle e "La ragazza con la Leica" di Alina Marazzi apre una profonda riflessione cine-filosofica sullo statuto del giornalismo. Tra la nascita del sensazionalismo moderno e il sacrificio etico della prima fotoreporter di guerra, i due film d'apertura, delle sezioni Concorso e Orizzonti, denunciano il disagio di una civiltà giunta ad un possibile capolinea, in un presente in cui le democrazie sono minacciate dagli autoritarismi esterni e dai populismi interni, lo sguardo del cinema si interroga sulla responsabilità politica dell'informazione, evocando lo spettro profetico del Kane wellesiano.
Prima il meme, poi l’opera. L’arte contemporanea nell’economia dell’attenzione. Il caso Vedovamazzei
Il trofeo FRAGILE, realizzato da Vedovamazzei per il Gran Premio d’Italia di Formula 1, è diventato in poche ore un fenomeno social: ironie, critiche, imitazioni domestiche, video e meme hanno trasformato una commissione d’arte contemporanea in un oggetto di conversazione ben oltre il sistema dell’arte. È un successo o una sconfitta? Il caso di Monza pone una questione più ampia: nell’economia dell’attenzione conta ancora comprendere un’opera o è sufficiente che riesca a interrompere il flusso, provocare una reazione e diventare virale? E quanto i social media stanno modificando non soltanto la comunicazione dell’arte, ma l’arte stessa? Il trofeo, comunque, certamente ha assolto al suo volere. Ha vinto. Un plauso a Vedovamazzei e una analisi su come una coppa di coppe in equilibrio sospeso possa essere una parabola dell’arte contemporanea nel 2026.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
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Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Alla Collezione Olgiati oltre 35 opere propongono una prospettiva critica alternativa rispetto alla consueta ricezione dell’artista come uno dei protagonisti dell’Arte Povera. Il curatore Vincenzo de Bellis parla col Giornale dell’Arte: «Non smette mai di essere pittore, anche quando abbandona la tela e il colore, perché continua a fare ciò che la pittura ha sempre fatto: costruire immagini»
A pochi passi da Campo Santa Maria Formosa, Palazzetto Marcello apre il 5 novembre come nuovo spazio espositivo veneziano, dopo un intervento di restauro curato da Studio 91. Il progetto nasce dalla collezione costruita in oltre vent’anni da Gianrico Specchio intorno alle relazioni tra arti visive, design e architettura dal secondo Novecento a oggi. A inaugurarlo sarà L’inizio ci assale, personale di Luca Bertolo curata da Elena Volpato, visitabile fino al 14 febbraio 2027.
Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.
Dai primi esperimenti performativi nella New York degli anni Sessanta alle storiche collezioni d’autore con il lusso globale: storia dell’artista giapponese, considerata la pioniera di questo sistema di collaborazioni con l’arte
Alle spalle del progetto c’è Gianrico Specchio, che ha ristrutturato l’edificio per renderlo il luogo in cui la propria collezione può diventare occasione di confronto e generare nuovi percorsi di conoscenza
Il 4 settembre prende il via «Nuove Transumanze», la residenza artistica che vede protagonista l’artista palestinese, nell’ambito delle attività della Scuola dei Sassi di Matera, e che esplora i temi della migrazione, della memoria, della trasformazione e delle relazioni tra persone, territorio e spazio urbano, lavorando sulle stratificazioni storiche, sociali e culturali della città
Che peso ha una parola? All’Archivio Rachele Bianchi, Valeria Canavesi trasforma il linguaggio in materia visiva, dando forma a termini, significati e associazioni. L'artista, con la sua ricerca, entra in dialogo con le sculture di Rachele Bianchi, in un confronto tra parola, materia e identità













