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Design Spaziale Italiano, Le Città dell’Universo, Praga, Le Scuderie dell’Ambasciata

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Design Spaziale Italiano, Le Città dell’Universo, Praga, Le Scuderie dell’Ambasciata

Design Spaziale Italiano: comfort e bellezza per abitare il cosmo

Un progetto d’avanguardia che celebra l’eccellenza nostrana nel settore per sviluppare una capacità «predittiva» capace di immaginare come i nuovi ambienti e oggetti reagiranno in condizioni fisiche diverse da quelle che conosciamo

Annalisa Dominoni

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Che cosa vuol dire progettare per lo Spazio e che cosa implica? Che ruolo può avere il design per migliorare le condizioni di vita di chi si spinge oltre l’atmosfera terrestre con l’obiettivo di esplorare altri mondi? È possibile parlare di benessere e inclusione in un ambiente con caratteristiche fisiche molto diverse da quelle che conosciamo?

«Design Spaziale Italiano», un progetto multimediale itinerante ideato e curato da Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro (Dipartimento di Design, Politecnico di Milano) e promosso e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, cerca di rispondere a queste domande attraverso un percorso narrativo multimediale che raccoglie i risultati di oltre venticinque anni di attività esplorative e progettuali di un settore all’avanguardia nel nostro Paese, di cui il Politecnico di Milano è stato pioniere già dalla fine degli anni Novanta contribuendo al suo sviluppo e alla sua affermazione internazionale. In quegli anni non c’erano ancora le iniziative di SpaceX o di altri privati interessati al turismo spaziale o alla conquista di Marte. Non si parlava di «Space economy» come mercato trainante mondiale e non esistevano architetti e designer spaziali.

«Il Design per lo Spazio» nasce al Politecnico di Milano nel 1997 con la tesi di Dottorato in Disegno Industriale di Annalisa Dominoni, Disegno Industriale per la Progettazione Spaziale, con l’obiettivo di esplorare e approfondire temi progettuali all’avanguardia in un momento storico cruciale. Iniziava nel 1998 l’assemblaggio in orbita della Stazione Spaziale Internazionale destinata a ospitare stabilmente astronauti per la conduzione di esperimenti scientifici. Un’industria italiana, Alenia Spazio, svolge un ruolo di primo piano nella produzione di moduli pressurizzati abitabili, confermando la posizione di leadership del nostro Paese nell’esplorazione spaziale. In questo contesto, vivere in un nuovo ambiente caratterizzato da condizioni di confinamento e microgravità favorisce lo sviluppo di studi di abitabilità fino a quel momento considerati non necessari. 

Agenzie e industrie spaziali iniziano a capire che bisogna estendere la scala dei bisogni (dalla sicurezza al comfort e all’usabilità) e considerare oltre la sfera fisiologica quella psicologica, per incrementare il benessere e la qualità delle performance dell’equipaggio. Ed è qui che il contributo del design diventa fondamentale e strategico per lo Spazio. Il design è un processo di innovazione che pone al centro la persona, ne interpreta le esigenze umanizzando la tecnologia per restituire alla vita una dimensione di bellezza, oltre la sopravvivenza, in cui valori come l’inclusione, la sensibilità e la sostenibilità possano avere applicazione concreta.

Fin dall’inizio di questo percorso di ricerca, didattica e progettazione di ambienti ed equipaggiamenti per astronauti, l’obiettivo è sempre stato spostare in avanti il limite del comfort, sia fisico sia psicologico, per supportare le attività e incrementare la riuscita di una missione spaziale oltre che generare trasferimenti di conoscenza fra Spazio e Terra, e viceversa. Oggi questo aspetto riveste un’importanza ancora maggiore, poiché lo sfruttamento commerciale dello Spazio sta ridefinendo il significato dei viaggi spaziali e la figura dell’astronauta. Non saranno più soltanto scienziati o tecnici specializzati, ma anche turisti, con un addestramento limitato e, soprattutto, in cerca di esperienze uniche e straordinarie.

Videoanimazioni concettuali illustrano i principi fondamentali del Design Spaziale: estremo-protezione, gravità-forma, confinamento-sensi. Progetto di Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro, videoanimazioni di Propp

Nell’avvicinarci a un ambito tanto affascinante quanto sconosciuto, ci si rende conto che il design può fare molto, soprattutto all’interno di un ateneo come il Politecnico di Milano che sa «fare sistema» e ha alimentato la natura multidisciplinare del design arricchendola con la scienza e la tecnica.

Che cos’è il «design»? Se nel mondo anglosassone si riferisce al progettare nel suo senso più ampio, per chi scrive significa «innovare». La parola «design» non indica semplicemente un oggetto «bello e ben fatto», ma un insieme di azioni progettuali per generare nuovi ambienti e prodotti mirati a migliorare la vita, l’esperienza, il modo di lavorare delle persone, soprattutto quando devono convivere in un ambiente difficile e ostile caratterizzato da condizioni estreme come il confinamento e la gravità ridotta che non fanno parte della nostra vita terrestre. 

Nello Spazio si altera la fisiologia, il nostro corpo cambia forma, è più difficile mantenere una posizione stabile, i sensi sono deprivati degli stimoli naturali, mutano le relazioni con l’ambiente e con gli oggetti dando vita a una nuova dimensione funzionale, estetica e percettiva oltre la Terra. Se per un astronauta vivere nello Spazio è come nascere di nuovo, per un progettista implica sviluppare una capacità «predittiva» per immaginare come i nuovi ambienti e oggetti reagiranno in condizioni fisiche diverse da quelle che conosciamo, come saranno usati, quali emozioni potranno suscitare e se davvero potranno incrementare il benessere.

Design Spaziale Italiano si compone di eventi e mostre di prodotti fisici, contenuti digitali, installazioni, animazioni e video, sviluppando differenti forme di narrazione site specific in grado di comunicare in che modo la «forma» e il «senso» degli oggetti che usiamo nelle nostre attività quotidiane possono mutare nella transizione dalla Terra allo Spazio. Le narrazioni danno voce alla ricerca e didattica sviluppata dal laboratorio ESA_LAB@PoliMi_Design con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) al Dipartimento e alla Scuola del Design del Politecnico di Milano, che nell’arco di oltre un quarto di secolo di progetti e sperimentazioni ha trasformato il Design per lo Spazio in una disciplina autonoma e d’avanguardia, capace di fare da ponte fra natura umana e tecnologia e di creare trasferimenti di conoscenza fra industria spaziale e aziende del design. Fra i progetti esposti ci sono anche alcuni lavori sviluppati all’interno di Space4InspirACTion, il primo e unico corso di Design spaziale supportato dall’Esa. L’obiettivo è generare innovazione e benessere anche nello Spazio, aumentando il comfort, la sostenibilità, la bellezza, e l’inclusione, anche grazie alla collaborazione con il primo parastronauta europeo John McFall.

Il pubblico è chiamato a immergersi in una biofisica sconosciuta per capire quali sono i principi che guidano il design al fine di migliorare il comfort e le performance degli astronauti e di conseguenza, determinare il successo dell’intera missione: dalla Stazione Spaziale Internazionale ai progetti visionari per i futuri insediamenti lunari e marziani si manifesta il futuro dell’esplorazione interplanetaria. 

L’aspetto innovativo del progetto di questa mostra non risiede solo nella sua capacità di rispondere alle sfide tecnologiche globali, ma anche nella capacità di coniugare la tradizione di eccellenza del nostro Paese nel settore del design con le più moderne innovazioni scientifiche.

Il Design Spaziale ha un ruolo importante nel ridisegnare e dare forma a questi nuovi mondi coinvolgendo due eccellenze italiane (l’industria spaziale e le aziende del Made in Italy), allo scopo di aumentare il benessere e la sostenibilità anche nello Spazio. Con il suo forte impatto culturale e tecnologico, Design Spaziale Italiano si configura come un importante contributo alla crescita del settore spaziale italiano. Il valore aggiunto di questa iniziativa è rappresentato dalla sinergia tra università, ricerca e istituzioni, un connubio che alimenta la crescita di competenze altamente professionali e innovative in un contesto internazionale.

Presentato in anteprima nelle sedi diplomatiche di Bruxelles, Praga, Parigi, Londra e Vienna in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio 2024, Design Spaziale Italiano si estenderà nel 2025 ad altre sedi diplomatiche, musei di architettura e design, istituti di cultura e gallerie d’arte nel mondo per testimoniare, attraverso progetti visionari, l’importanza del Design Spaziale per il futuro dell’esplorazione interplanetaria, una disciplina d’avanguardia fra Spazio e Terra capace di fare da ponte fra scienza, tecnologia e bellezza (www.designspazialeitaliano.it).

Annalisa Dominoni, 21 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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