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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliRendere visibile ciò che finora è rimasto frammentato, disperso o addirittura invisibile. È questa la sfida della nuova Mappa del Patrimonio culturale italiano digitale, il servizio nazionale che punta a censire e mettere in rete le collezioni digitali conservate da musei, archivi, biblioteche, parchi archeologici e altri istituti culturali del Paese.
La piattaforma nasce per superare uno dei principali limiti della digitalizzazione del patrimonio: l’esistenza di un vasto «digitale pregresso», prodotto da precedenti campagne di digitalizzazione ma non integrato nei sistemi nazionali, e di un altrettanto esteso «digitale sommerso», costituito da risorse conservate localmente e mai censite o rese accessibili online.
Attraverso una mappa interattiva, il sistema consente di localizzare geograficamente le collezioni digitali, visualizzare le relazioni tra beni, istituti ed enti responsabili della loro tutela, oltre a effettuare ricerche avanzate per tipologia di bene, formato digitale, licenze d’uso e soggetti proprietari. Ogni collezione è corredata da una scheda descrittiva con informazioni tecniche e contestuali.
Oltre all’area pubblica, la piattaforma mette a disposizione un back office dedicato agli enti culturali, che potranno censire, aggiornare e validare le proprie collezioni. Il ciclo di gestione dei dati prevede raccolta, validazione, pubblicazione e riuso attraverso Api e standard interoperabili, con l’obiettivo di favorire la condivisione delle informazioni e il monitoraggio dei processi di digitalizzazione.
Online dal 26 giugno, la Mappa è stata realizzata nell’ambito di Ecomic, l’ecosistema digitale per la cultura, e rappresenta uno dei principali strumenti attuativi del Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (Pnd). Il progetto integra dati provenienti dall’Infrastruttura I.PaC, da sistemi esterni e dalle attività di rilevazione sul territorio, configurandosi come un’infrastruttura strategica per la governance del patrimonio culturale digitale italiano.
Giorgio Valentini
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