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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliSarà uno dei momenti più attesi della stagione internazionale delle aste. Il 5 marzo 2026, a Londra, Christie's presenterà «King and Queen» 1952-53, uno dei massimi capolavori dello scultore Henry Moore, in occasione della 20th/21st Century London Evening Sale. L’opera, stimata tra i 10 e i 15 milioni di sterline, viene offerta per la prima volta sul mercato dopo oltre settant’anni nella stessa collezione privata britannica, ed è l’unico esemplare ancora in mani private.
Concepita tra il 1952 e il 1953 e fusa in un’edizione di quattro esemplari più una prova d’artista, la scultura occupa un posto centrale nella produzione postbellica di Moore. Tanto che gli altri esemplari dell'opera sono oggi custoditi in importanti istituzioni pubbliche come il Moa Museum of Art di Atami, l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, il Middelheim Museum di Anversa e il Norton Simon Museum. Due ulteriori fusioni furono realizzate successivamente per la Tate nel 1957 e per la The Henry Moore Foundation nel 1985.
Definita nel 1954 dal critico Robert Melville come «il più grande risultato di Moore dal dopoguerra, e probabilmente la più aggraziata tra le sue opere», «King and Queen» incarna i temi centrali della ricerca dell’artista, tra potere, intimità e presenza umana. L’opera nasce nello studio di Henry Moore nei primi anni Cinquanta, in una fase in cui lo scultore abbandona progressivamente i disegni preparatori per modellare direttamente la cera e il gesso, lavorando poi in bronzo.
Diversamente dai gruppi familiari della fine degli anni Quaranta, la genesi di «King and Queen» fu spontanea. Sperimentando con un frammento di cera, Moore scoprì una forma che suggeriva una testa. Nel modellarla emersero elementi simili a corna o corone e da quel processo intuitivo presero vita due figure regali e archetipiche, senza un progetto preordinato.
Henry Moore, King and Queen (concepita nel 1952-53; stima: £10,000,000-15,000,000). © 2026 The Henry Moore Foundation
Il Re, slanciato e composto da piani scavati e angolosi, appare come un ibrido tra umano e animale. La Regina si sviluppa attraverso un percorso più graduale e il volto si risolve in una linea fluida e raffinata, definita da una minuscola apertura per l’occhio. «King and Queen» dialoga con la scultura gotica medievale e con i doppi ritratti dell’antico Egitto, fondendo riferimenti storici in una presenza senza tempo.
Il contrasto tra dettagli naturalistici, come le mani delicatamente intrecciate della Regina, e forme stilizzate accentua la tensione tra grazia umana e l'idea arcaica di regalità. Le due figure, sedute fianco a fianco ma separate da un sottile varco, comunicano insieme intimità e autonomia. Il Re appare più disteso e rilassato mentre la Regina mantiene una postura eretta e composta, con una presenza psicologica distinta.
Per Orlando Rock, presidente di Christie’s UK, e Philip Harley, Senior Director per l’arte moderna britannica e irlandese, «King and Queen» rappresenta «un’opera cardine dell’arte britannica del dopoguerra e un traguardo fondamentale nella carriera di Moore». Katharine Arnold, Vice Chairman 20/21 della maison, sottolinea che l’apparizione sul mercato costituisce «un’opportunità eccezionalmente rara per acquisire un capolavoro di uno degli scultori più influenti del XX secolo».
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