Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliFondata nel 2015 nel Regno Unito da Adam Sellers e Daniel Jones, Dynavics è una società di consulenza e sviluppo software specializzata nell’implementazione di Microsoft Dynamics 365 Business Central, la piattaforma ERP di Microsoft per la gestione aziendale. In qualità di Microsoft Solutions Partner realizza sistemi che consentono alle organizzazioni di integrare in un’unica infrastruttura digitale contabilità, finanza, acquisti, magazzino, logistica, vendite, commercio elettronico, gestione dei clienti e analisi dei dati. Negli anni l’azienda ha affiancato all’attività generalista una forte specializzazione in alcuni comparti, tra cui musei, attrazioni culturali, retail esperienziale, manifattura e distribuzione. Per il settore culturale sviluppa soluzioni dedicate alla gestione dell’intera attività economica di musei e istituzioni, integrando biglietteria, bookshop, membership, donazioni, food & beverage, eventi, CRM, reportistica finanziaria e strumenti di business intelligence. Con più di 70 clienti internazionali e un catalogo di 23 applicazioni sviluppate per ampliare le funzionalità della piattaforma Microsoft, oltre all’attività di sviluppo software, Dynavics pubblica sul proprio blog articoli dedicati all’evoluzione della gestione delle organizzazioni culturali, rivolti ai professionisti del settore. L’analisi sulle partnership tra imprese e istituzioni culturali si inserisce in questa attività editoriale e riflette il punto di osservazione dell’azienda nella collaborazione con musei a livello di gestione di contabilità, membership, retail, fundraising e reportistica. Secondo Dynavics, la crescente complessità di questi processi rende necessario integrare in un’unica piattaforma dati economici, informazioni sui visitatori e strumenti di rendicontazione destinati anche a sponsor e partner. Tra i casi studio pubblicati dall’azienda figurano il British Museum, il Victoria and Albert Museum, il gruppo Diageo e altri operatori del retail e del lusso come Space NK e Diptyque. Dynavics non interviene come consulente culturale, ma come fornitore dei sistemi gestionali utilizzati da queste organizzazioni, poiché l’evoluzione delle collaborazioni con imprese, sponsor e donatori richiede strumenti in grado di documentare l’impiego delle risorse, misurare i risultati dei progetti e produrre rendicontazioni trasparenti.Le partnership con le imprese sono ormai diffusamente entrate nella gestione ordinaria delle organizzazioni culturali, spostando il rapporto tra cultura e impresa dal perimetro della sponsorizzazione a quello dell’organizzazione, della rendicontazione e della sostenibilità economica. Ciò, secondo quanto riporta l’analisi di Dynavics, è in parte dovuto alle condizioni nelle quali operano oggi musei e istituzioni culturali: crescita dei costi, cambiamento delle abitudini del pubblico, pressione sui finanziamenti pubblici e aumento degli investimenti richiesti per accessibilità, inclusione, sostenibilità e trasformazione digitale. In questo quadro, secondo l’azienda, la collaborazione con il settore privato assume una funzione più ampia e vitale rispetto alla presenza del marchio su una mostra o su un programma.
British Museum
Nel Regno Unito tra il 2025 e il 2026, varie istituzioni come Victoria and Albert Museum, British Museum e Science Museum Group, hanno preso posizione a sostegno del ruolo delle partnership aziendali nella tenuta del settore culturale, manifestando un mutamento ormai entrato nelle strategie delle organizzazioni.
Il primo nodo riguarda le fonti di finanziamento. Dynavics descrive un modello ibrido nel quale l’investimento pubblico convive con filantropia, ricavi propri, membership, attività commerciali e accordi con le imprese. La solidità economica dipende dalla capacità di combinare queste risorse e di distribuire la cultura d’impresa all’interno dell’intera organizzazione, superando la gestione separata delle attività di raccolta fondi. La partnership diventa così una funzione trasversale. Secondo Dynavics, le organizzazioni che si adattano meglio al nuovo contesto sono quelle che integrano sviluppo commerciale, relazioni con le imprese e missione culturale. Trasparenza, efficienza operativa, valori condivisi e capacità di dimostrare i risultati acquistano lo stesso peso della qualità del programma sostenuto.
Il secondo passaggio riguarda la natura degli accordi. Le collaborazioni più solide, sostiene l’azienda, hanno carattere operativo e coinvolgono competenze, tecnologie e processi. Gli ambiti indicati comprendono trasformazione digitale, esperienza dei visitatori, sostenibilità, accessibilità, analisi dei dati, attività commerciali, ristorazione, coinvolgimento delle comunità e formazione del personale. Alle istituzioni culturali queste relazioni possono offrire risorse economiche, supporto tecnico, conoscenze gestionali e strumenti per rafforzare il rapporto con il pubblico. Le imprese ottengono invece un collegamento diretto con obiettivi sociali, educativi e territoriali. Il valore della partnership viene quindi misurato attraverso gli effetti prodotti, mentre la visibilità del marchio diventa una delle componenti dell’accordo. Proprio la misurazione rappresenta il centro della posizione di Dynavics. Le aziende chiedono alle organizzazioni culturali di documentare con chiarezza l’impiego delle risorse e i risultati raggiunti. La capacità di produrre report, conoscere la composizione del pubblico, garantire trasparenza finanziaria e definire indicatori verificabili rafforza la possibilità di ottenere e mantenere un sostegno privato. In questa impostazione la tecnologia assume una funzione strategica. L’efficienza interna diventa così anche una forma di credibilità verso sponsor, amministratori e portatori d’interesse. Un altro asse è rappresentato dagli obiettivi ambientali, sociali e di governance delle imprese. Dynavics spiega come i partner aziendali cerchino progetti coerenti con i propri impegni in materia di sostenibilità e impatto sulle comunità. Le collaborazioni possono concentrarsi su educazione, formazione, inclusione, rappresentazione, rigenerazione regionale, innovazione e creatività. La scelta dei partner assume quindi un peso crescente per entrambe le parti. Le istituzioni culturali valutano con maggiore attenzione la coerenza tra impresa, missione e pubblico; le aziende cercano relazioni capaci di tradurre i propri valori dichiarati in attività riconoscibili. Anche le politiche britanniche riconoscono alle industrie creative un ruolo nella crescita economica e nella rigenerazione dei territori. Musei e organizzazioni culturali vengono così presentati come partner capaci di produrre valore sociale, culturale ed economico, oltre che come destinatari di finanziamenti.
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
La CultureAndHealth Platform, cofinanziata dal programma Creative Europe dell’Unione europea, apre la selezione per uno shadowing programme a Bologna dedicato ad artisti visivi europei. Per due settimane i tre partecipanti lavoreranno con associazioni e comunità locali, sperimentando pratiche artistiche partecipative nei contesti della salute, del welfare e dell’inclusione sociale
Trenta immagini di cellule, tessuti e strutture molecolari realizzate da ricercatori under 40 lombardi saranno esposte dal 21 al 27 settembre sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano. Il progetto TALES, promosso da BION – Cluster lombardo Scienze della Vita, trasforma la fotografia scientifica in un percorso visivo aperto alla città
Per il decennale di Generali Valore Cultura, oltre 50 opere della collezione d’impresa riunite per la prima volta in una mostra (gratuita) a Palazzo Bonaparte, per raccontare come gli artisti scelti dal Gruppo hanno interpretato l’industrializzazione, le guerre, la modernizzazione e i cambiamenti culturali del Paese
Nel decennale del riconoscimento UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, l’artista brasiliana realizza a Canelli Pluriversal Recapturings, progetto di arte pubblica prodotto con il Castello di Rivoli



