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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIl dattiloscritto originale di «On the Road» è stato venduto il 12 marzo da Christie’s per 12,1 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record mondiale per un manoscritto letterario. Un risultato che conferma il valore quasi mitico attribuito a quello che viene considerato il «Santo Graal» della Beat Generation. Non una semplice bozza, ma l’oggetto fisico in cui prese forma una delle opere più influenti del Novecento.
Al centro della vendita c’è infatti il celebre «scroll», il rotolo continuo di carta lungo circa 36 metri su cui Jack Kerouac batté febbrilmente il romanzo nell’aprile del 1951. In appena venti giorni, alimentato da caffè e da una tensione creativa senza precedenti, lo scrittore compose un testo ininterrotto, privo di paragrafi e correzioni strutturali, concepito per seguire il flusso immediato del pensiero. La forma stessa del manoscritto - una striscia continua che, come scrisse lo stesso Kerouac, «stesa per terra sembra una strada» - è parte integrante del suo valore artistico e simbolico.
La stima iniziale dell’opera, 2,5-4 milioni di dollari, era significativamente inferiore al prezzo finale, segno di un’asta che ha rapidamente superato le aspettative, trainata dall’unicità del lotto e dalla sua rilevanza storica. Il precedente proprietario, il collezionista Jim Irsay, lo aveva acquistato nel 2001 per 2,4 milioni di dollari. In poco più di vent’anni, il valore si è quintuplicato, riflettendo la crescente attenzione del mercato per i grandi manoscritti della letteratura moderna.
Rotolo dattiloscritto originale della prima stesura di «On the Road» di Jack Kerouac, il romanzo simbolo della Beat Generation
Rotolo dattiloscritto originale della prima stesura di «On the Road» di Jack Kerouac, il romanzo simbolo della Beat Generation
Dal punto di vista materiale, il dattiloscritto presenta i segni del tempo e della sua storia travagliata. L’ingiallimento della carta, piccoli strappi marginali e soprattutto l’assenza della parte finale, distrutta, secondo una nota autografa, dal cane di Lucien Carr, amico di Kerouac. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, il rotolo conserva una forza evocativa straordinaria, restituendo intatta l’energia della scrittura spontanea.
Rispetto al romanzo pubblicato nel 1957, il manoscritto offre una versione più cruda e diretta del testo. Un unico paragrafo ininterrotto, nomi reali al posto degli pseudonimi e una struttura narrativa libera da vincoli editoriali. È, in sostanza, la forma più pura della poetica kerouachiana, quella «spontaneous prose» che avrebbe influenzato generazioni di scrittori.
La vendita si inserisce in un contesto più ampio di crescente interesse per i cimeli culturali del secondo Novecento, ma il caso di «On the Road» resta unico. Non si tratta solo di un documento letterario, bensì di un’icona, il simbolo di un’epoca, di una visione del mondo e di un modo rivoluzionario di intendere la scrittura. In questo senso, il prezzo record raggiunto non sorprende, ma sancisce definitivamente il passaggio del manoscritto da oggetto di culto a capolavoro riconosciuto anche dal mercato.
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