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© Mimmo Frassinetti

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La Ferrari di ieri e di oggi nelle immagini di Frassineti

Quarant’anni di storia del cavallino nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, grazie a un progetto promosso da Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con Ferrari

Rosalba Cignetti

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Nel romano Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mercoledì 10 dicembre è stata inaugurata la mostra «Sguardi d’impresa. Mimmo Frassineti fotografa la Ferrari», che rilegge e documenta oltre quarant’anni di storia dell’industria automobilistica italiana attraverso l’occhio di uno dei fotografi più attenti al rapporto tra lavoro, persone e processi produttivi. L’esposizione, visitabile fino al 14 gennaio prossimo con ingresso gratuito, nasce da un progetto di Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con la Fondazione di Modena, con il supporto di Ferrari e della Fondazione Ago Modena Fabbriche Culturali. La forza della mostra risiede nella distanza temporale tra le immagini: Frassineti entrò per la prima volta negli stabilimenti di Maranello all’inizio degli anni Ottanta, quando la fabbrica conservava ancora un’impronta quasi artigianale, fatta di reparti essenziali, gesti ripetuti e una meccanica che ancora radicata in una forte dimensione manuale. Tornarvi oggi significa confrontarsi con mondi diversi, ma uniti dalla continuità culturale che riguarda la centralità del lavoro umano, la precisione dei processi, la trasformazione radicale del sapere tecnico. La fotografia diventa così un dispositivo per misurare il tempo dell’industria, le sue accelerazioni e le sue permanenze. «Il Made in Italy non è soltanto un luogo di produzione, ma una cultura produttiva, uno stile, una dimensione con al centro sempre la persona, capace di coniugare al meglio l’arte e la scienza, l’identità e l’innovazione, come fece magistralmente colui a cui abbiamo dedicato la giornata nazionale, cioè Leonardo da Vinci. Questa mostra ci fa capire cosa ci sia dietro a un’opera straordinaria come la Ferrari e a un distretto come quello di Modena, che rappresenta l’eccellenza nel settore del settore dell’automotive», ha dichiarato il ministro Urso. 

© Mimmo Frassinetti

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Il percorso espositivo è costruito attorno a sette parole chiave individuate per dare struttura narrativa alle immagini: Connessioni, Sintonia, Manifattura, Precisione, Orgoglio, Passione, Pazienza. Sono i capitoli di una storia produttiva che oscilla tra memoria e innovazione. Le connessioni alludono al dialogo tra uomo e macchina; la sintonia richiama la coreografia quotidiana dei reparti; la manifattura restituisce il valore della trasformazione materiale; la precisione documenta la tensione ingegneristica verso il perfezionamento; orgoglio e passione raccontano la cultura aziendale che ha reso Ferrari un marchio globale; la pazienza, infine, svela il tempo lento della competenza, spesso invisibile nel racconto delle eccellenze industriali. Durante l’inaugurazione, il Ministro Adolfo Urso ha ricordato come questa mostra si inserisca in un più ampio progetto di valorizzazione del Made in Italy non solo come sistema economico ma come patrimonio culturale. La fotografia, in questo contesto, è uno strumento di politica industriale: mostra ciò che accade dentro una fabbrica simbolo, rivelando al tempo stesso la dimensione umana che sostiene il successo di un’impresa riconosciuta in tutto il mondo. Accanto alle immagini di Frassineti, l’allestimento include la scultura La Colonna del Viaggiatore di Arnaldo Pomodoro, scelta come emblema di movimento, ricerca e trasformazione. La presenza dell’opera introduce un contrappunto artistico che amplifica la riflessione sul viaggio dell’innovazione e sul modo in cui l’industria italiana ha saputo tradurre il proprio immaginario in forme riconoscibili a livello internazionale. Palazzo Piacentini si trasforma così, temporaneamente, in un archivio vivo, in un laboratorio visivo sulla cultura produttiva italiana. Le fotografie non celebrano un marchio: interrogano un modello, osservano l’evoluzione di un sistema tecnologico e riportano al centro la relazione tra abilità, conoscenza e identità industriale.

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Rosalba Cignetti, 11 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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