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Una veduta del Forte Aurelia a Roma

Foto Fai-Fondo Ambiente Italiano

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Una veduta del Forte Aurelia a Roma

Foto Fai-Fondo Ambiente Italiano

La Guardia di Finanza dona a Roma il Forte Aurelia, che diventa un polo culturale

Il progetto prevede la creazione di spazi museali ed espositivi temporanei, una sala polifunzionale e aree verdi aperte alla cittadinanza

Gianfranco Ferroni

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Diventa realtà la riqualificazione del Forte Aurelia, situato all’interno della Caserma «Cefalonia Corfù» della Guardia di Finanza nella Riserva Naturale Regionale «Valle dei Casali» a Roma. È uno spazio unico nel contesto del sistema romano dei 15 forti costruiti tra il 1877 e il 1891 e le 4 batterie che componevano il campo trincerato, disposti lungo circa 37 chilometri, a una distanza compresa tra i tre e i cinque chilometri dalle Mura Aureliane, con il compito di controllare le principali vie d’accesso alla città. La Guardia di Finanza restituisce alla Capitale il forte Aurelia, un «dono alla cittadinanza» nei giorni in cui si celebrano le radici di Roma, con una cerimonia alla presenza del comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro. In un documento redatto dalla stessa GdF, anni fa, a proposito del Forte Aurelia si leggeva che «la sua futura destinazione a sede museale ed espositiva, particolarmente congeniale per le caratteristiche della struttura, l’ampiezza degli spazi disponibili e la prossimità a siti di prima grandezza nel panorama culturale e turistico romano, consentiranno, al contempo, di recuperare il significato della sua originaria funzione ed illustrare le fasi del riuso nel corso del tempo, in piena armonia con la attuale destinazione ad esigenze istituzionali della caserma che lo circonda, quale sede di reparti della Guardia di Finanza». Per valorizzare un’opera militare che «pur fortemente caratterizzata sul piano architettonico, vuole aprirsi verso l’esterno, anche alla luce della circostanza che il manufatto, originariamente pensato e progettato per un sito in aperta campagna, oggi insiste in un’area densamente abitata».

Situato lungo la via Aurelia, a circa tre chilometri da Porta San Pancrazio, il forte è uno dei primi edificati del sistema difensivo per la nuova capitale del Regno d’Italia. In caso di mobilitazione poteva ospitare oltre 500 militari tra fanti, artiglieri e personale ausiliario, con la possibilità di arrivare fino a 700 unità. L’armamento comprendeva 22 pezzi d’artiglieria tra cannoni, obici e mortai. La struttura ha una pianta a trapezio con un ampio fossato perimetrale, difeso da caponiere e accessibile originariamente tramite un ponte levatoio. Gli ambienti interni, progettati «alla prova di bomba», erano coperti da spessi strati di terra in grado di proteggere i locali sottostanti dai bombardamenti. Radiato dal sistema difensivo statale nel 1919, il forte continuò comunque a essere utilizzato per scopi militari fino al 1944. Negli anni successivi divenne prima posto di soccorso e ospedale della Croce Rossa Italiana e poi, dal 1958, sede del centro logistico della Guardia di Finanza. Oggi il recupero del complesso apre una nuova fase. Il progetto prevede la creazione di spazi museali ed espositivi temporanei, una sala polifunzionale e aree verdi aperte alla cittadinanza. Inserito in un contesto urbano, Forte Aurelia è destinato a diventare un nuovo polo culturale e un punto di riferimento per residenti, turisti e appassionati di storia della città.

Gianfranco Ferroni, 22 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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