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Margherita von Guggenberg
Leggi i suoi articoliPresto si potrà entrare negli spazi di Volvo Studio Milano e venire accolti da un’atmosfera dinamica e costantemente in bilico. Chi è disposto a osservare viene circondato dall’equilibrio multisensioriale di un’opera che ci sfida a viverla, piuttosto che intrappolarla nello sguardo.
Si tratta dell’installazione site-specific «BREATH. Architecture of Lightness» frutto della collaborazione fra lo studio milanese Mandalaki e l’artista multimedia Luca Longobardi in occasione della Milano Art Week e della Milano Design Week 2026 (dal 17 al 26 aprile). «BREATH» aprirà al pubblico con un’inaugurazione negli spazi di Volvo Studio Milano venerdì 17 aprile alle ore 19 alla presenza degli artisti e a seguire una performance musicale live di Luca Longobardi. L'installazione sarà visitabile fino al 3 ottobre.
«BREATH» è progetto che vuole rappresentare l’infinita dinamicità della leggerezza. Lo studio di design Mandalaki ha sempre rivolto un particolare interesse all’intersezione fra percezione e materia, con iniziative di alto valore artistico portate alla luce attraverso un approccio multidisciplinare a metà fra il design industriale e l’innovazione artistica e tecnologica. Se l’ispirazione principale di Mandalaki è la luce e la sua influenza sulla percezione, in «BREATH» quest’ultima assume il ruolo di una colonna di supporto; «Non illumina semplicemente. Plasma il movimento» spiega Enrico de Lotto, co-fondatore dello studio di design. Si tratta di un frammento nel tentativo di composizione di un Orizzonte Sensoriale, tema espositivo dello Volvo Studio Milano per il 2026.
Il tessuto dell’opera rende visibile l’essenza del dinamismo in costante evoluzione, la condizione primaria dell’esperienza, regalando all’area incorporea una materia viva attraverso cui visualizzare i suoi flussi. Si tratta di una membrana ultrasottile simile alla seta, percorsa da forze invisibili che animano una coreografia dalle forme imprevedibili, mai uguale a se stessa: non esiste la forma definitiva, solo le tracce effimere di un cambiamento che ci include nella sua variazione perenne.
Lo Studio Mandalaki
Luca Longobardi. Ph. Alessandro Galatoi
La luce interviene su «BREATH» come strumento capace di definire ogni sua sfaccettatura. Nelle ore serali il corpo ondulare può essere intravisto dall’esterno senza esaurirsi negli spazi dello Volvo Studio ma offrendosi all’osservatore: «Come un respiro che attraversa il vetro» con le parole di Rischa Paterlini, curatrice del progetto.
La collaborazione con Luca Longobardi —pianista, compositore e artista multi-media— riguarda l’ambito sonoro che va a completare l’atmosfera. Longobardi ha composto un elaborato esperimento acustico ispirato dal respiro delle ventole che alimentano il movimento di «BREATH». Così la colonna sonora In/Out accompagna l’organismo fluidodinamico nel suo oscillare costante e costruisce attorno all’elemento visivo un sistema aperto e instabile per amplificare la natura dell’esposizione, attraversando lo spazio senza esigere di dominarlo. In questo paesaggio aria, luce e vibrazione entrano in contatto alterando la nostra percezione del tempo e coinvolgendoci totalmente nel suo ambiente immersivo.
L’iniziativa non è limitata alla componente meccanica ma si espande nel resto degli spazi espositivi con una seconda dimensione espositiva. Gli spazi di Studio Volvo non costituiscono un semplice palcoscenico— sono parte strutturale di «BREATH»: un contesto attivo che produce e amplifica le idee del tessuto creativo contemporaneo passo passo, ispirando un approccio sperimentale. La piattaforma artistica sviluppa da anni opere all’intersezione fra arte e design insieme a Viasaterna, galleria d’arte contemporanea milanese fondata da Irene Crocco. Dal 2022 le due organizzazioni hanno consolidato un programma comune per incentivare la valorizzazione degli artisti del nostro tempo.
Il focus principale di questa seconda dimensione espositiva sono le fotografie hanno costituito l’ispirazione principale per il lo studio Mandalaki, i quali hanno personificato questa ricerca nell’opera centrale. Le immagini, scattate in alta montagna, articolano una ricerca nella dimensione di leggerezza impercettibile della luce: momenti di sospensione fra cielo e atmosfera che si manifestano con un’esplosiva risonanza cromatica.
In un contesto sociale e culturale caotico come Milano, «BREATH» impone una sospensione percettiva. Rappresenta la contemplazione di quell’incrocio fra tecnologia, ambiente e benessere che è alla base della visione di Volvo— un breve spazio di quiete consapevole che incita a soffermarsi sul respiro, sul movimento, a liberarsi del superfluo per creare una connessione profonda con la vera natura dell’esperienza.