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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliLa raccolta di David e Shoshanna Wingate, che Sotheby’s si appresta a presentare tra New York e Londra a maggio 2026, ha un racconto molto preciso da condividere: il racconto di sette decenni di curiosità intellettuale e sensibilità estetica. Composta da oltre 50 opere che spaziano dalle avanguardie storiche al design d’autore, la collezione - stimata complessivamente tra i 37 e i 53 milioni di dollari - riflette un approccio in cui l’arte non è mai stata considerata un investimento da rinchiudere in un caveau, ma una presenza vitale con cui convivere quotidianamente tra le pareti domestiche.
Il cuore della collezione, e della proposta di vendita, è senza dubbio rappresentato dal genio di Alberto Giacometti. L’opera seminale «La Clairière (Composition avec neuf figures)», stimata 18-25 milioni di dollari, incarna perfettamente il momento di massima sintesi formale dello scultore svizzero. Concepita nel 1950, questa composizione di nove figure femminili allungate, che emergono da una base bronzea come alberi in una radura, segna il passaggio definitivo di Giacometti verso quelle forme totemiche e vibranti che ne avrebbero definito il dopoguerra. Accanto a questo capolavoro troviamo un’opera più intima ma altrettanto potente: il bronzo «Buste d’homme (New York I)», con una stima di 2-3 milioni di dollari. Realizzato nell'ultimo anno di vita dell'artista, il busto ritrae il volto del fratello Diego con una frenesia plastica che conserva l’immediatezza del tocco dell’autore, quasi un corpo a corpo con la materia per catturare l'essenza dell'umano.
La narrazione dei Wingate prosegue attraverso il colore e la luce, elementi che trovano la loro massima espressione in «Untitled» di Mark Rothko, opera stimata 5-7 milioni di dollari. Eseguito intorno al 1959, l'olio su carta intelata cattura il momento di transizione del maestro verso tonalità più profonde e meditative, offrendo un’intensità cromatica che invita alla contemplazione silenziosa.
Mark Rothko, Untitled, circa 1959
Varvara Stepanova, Two Figures, 1921
Non meno significativa è la presenza di Wassily Kandinsky con «Zwei schwarze Streifen (Two Black Stripes)», stimato 2-3 milioni di dollari. Dipinto nel 1930 durante gli anni d'oro del Bauhaus, il quadro è una dimostrazione magistrale di equilibrio geometrico e teoria del colore, dove lo smalto Ripolin e l'olio si fondono per creare superfici di una modernità ancora oggi dirompente.
L’asta riserva poi una perla di rara importanza storica: «Two Figures» di Varvara Stepanova, stimata 1.2-1.8 milioni di dollari. Quest'opera, risalente al 1921 e appartenente alla fondamentale stagione del Costruttivismo russo, fu acquistata dai Wingate nella storica asta moscovita del 1988. Attraverso un linguaggio geometrico radicale, Stepanova scompone il movimento umano in forme incastrate, anticipando la sua rivoluzionaria attività nel design tessile. L’abbattimento dei confini tra arte alta e arti applicate è testimoniato dalla presenza di una straordinaria lampada da tavolo «Wisteria» di Tiffany Studios, stimata 600-800 mila dollari, con i quasi duemila tessere di vetro tagliate singolarmente per simulare i grappoli di glicine.
Infine, lo sguardo della collezione si posa sul Pop e sull'astrazione americana. Roy Lichtenstein è presente con la rigorosa tela «Entablature», stimata 600-800 mila dollari, dove l'ornamento architettonico neoclassico viene reinterpretato con un'ironia minimalista arricchita dalla sabbia prelevata dalle spiagge di Long Island. Ad essa si affianca il collage «Still Life with Coffee Pot and Flower Pot (Study)», anch'esso stimato 600-800 mila dollari, che esplora la dimensione domestica con l'inconfondibile estetica dell'artista. A chiudere questo ideale cerchio di forme e colori è Kenneth Noland con «Tab», stimato 400-600 mila dollari. Un Target del 1962 in cui i cerchi concentrici di pigmento si fondono con la tela grezza, creando una vibrazione visiva che sembra espandersi oltre i limiti fisici del quadro.
Kenneth Noland, Tab, 1962
Roy Lichtenstein, Still Life with Coffee Pot and Flower Pot (Study), 1973
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