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Particolare del Giudizio universale dopo la pulitura

Courtesy dei Musei Vaticani

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Particolare del Giudizio universale dopo la pulitura

Courtesy dei Musei Vaticani

Terminata la manutenzione straordinaria del Giudizio universale di Michelangelo nella Cappella Sistina

Il lattato di calcio, effetto della traspirazione, aveva creato un lieve sbiancamento del maggiore capolavoro dell’umanità. L’affresco ha recuperato la la vivacità cromatica e la resa chiaroscurale così come apparivano al termine del grande restauro del 1994. Coinvolti nell’impresa i vertici dei Musei Vaticani, dal direttore Barbara Jatta a Fabrizio Biferali, Paolo Violini, Fabio Morresi e Marco Maggi

Il Giudizio universale dipinto da Michelangelo tra il 1536 e il 1541 nella Cappella Sistina si contende il primato di maggiore capolavoro dell’umanità solo con la Volta della stessa Cappella papale affrescata dallo stesso autore trent’anni prima. È per questo che la manutenzione straordinaria del Giudizio svolta tra il 1° febbraio e il 27 marzo di quest’anno, è doppiamente straordinaria. 

Se ne sono resi conto i selezionati visitatori che, accompagnati dall’équipe degli esperti dei Musei Vaticani, hanno avuto modo di salire sui ponteggi, sperimentando, a un palmo dall’immane spettacolo di corpi nello spazio, la vertigine di uno stupore che per taluni si è trasformata in lacrime di commozione. È che nel Giudizio sistino, la poetica michelangiolesca del nudo tocca il suo vertice sublime. Poetica affermatasi nella cosiddetta Centauromachia scolpita poco più che 15enne, perpetuata nel cartone della Battaglia di Cascina e nel Tondo Doni, esplorata nella terza dimensione dei «Prigioni» per la Tomba di Giulio II, articolata nelle centinaia di figure della Volta, come nelle quattro allegorie del Tempo nella Cappella Medicea a San Lorenzo. 

Il Giudizio, di questa filosofia figurativa rappresenta l’apoteosi, una filosofia dell’immagine che vede il nudo come mito e totalità, come simbolo assoluto, capace di rappresentare da solo l’infinità della realtà. Il primo Rinascimento aveva individuato nel corpo umano la misura di tutte le cose, Michelangelo l’ha elevato a punto d’incontro di umano e divino. Ha detto Fabrizio Biferali, Curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI dei Musei Vaticani: «Nell’autunno del 1541, dopo oltre cinque anni di immane fatica su un ponteggio illuminato dalla sola luce che filtrava dalle finestre delle pareti o scaturita da pur fioche torce, Michelangelo era finalmente in grado di mostrare al mondo il suo massimo capolavoro pittorico. Oggi, alla fine dell’intervento di manutenzione straordinaria, il ciclopico affresco di Michelangelo torna a risplendere con i suoi colori vividi, i suoi chiaroscuri vibranti, la sua straordinaria varietà di pose, scorci, sguardi, corpi intrecciati, la sua ineguagliabile e ineguagliata potenza icastica».

Ma che cos’era successo al Giudizio di Michelangelo? Spiega Fabio Morresi, Responsabile del Gabinetto di Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani: «Nel 2024 abbiamo potuto verificare che il Giudizio universale presentava uno sbiancamento diffuso, causato dalla presenza di un sale: il lattato di calcio. Le analisi gascromatografiche hanno individuato la presenza, nell’atmosfera della Sistina, di acido lattico, molecola che può essere rilasciata con il processo biologico della traspirazione. La formazione del velo di sbiancamento è dunque dovuta alla reazione tra l’acido lattico e gli ioni calcio normalmente disponibili sulla pittura in affresco. Il lattato di calcio è molto solubile in acqua e quindi è stato possibile rimuoverlo facilmente dalla superficie senza intaccare minimamente l’affresco». 

A guidare lo staff dei restauratori è stato Paolo Violini, Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei, che commenta: «Sebbene dal punto di vista tecnico l’operazione di pulitura sia risultata relativamente semplice, consistendo in un trattamento rapido con carta giapponese e acqua distillata, l’impatto visivo è stato notevole, permettendo di recuperare la vivacità cromatica e la resa chiaroscurale dell’affresco così come apparivano al termine del grande restauro del 1994, riattivando il confronto critico sul rapporto tra stato materiale dell’opera e sua interpretazione. L’intervento ha inoltre rappresentato un’importante occasione per effettuare un aggiornamento completo sullo stato di conservazione dell’opera, e per eseguire una revisione complessiva della reintegrazione pittorica, estesa anche al basamento decorato». 

Spiega Marco Maggi, Responsabile dell’Ufficio del Conservatore: «Il risultato della manutenzione straordinaria del Giudizio universale è il frutto di un percorso pluriennale di manutenzione e cura continue della Cappella Sistina, di un metodo che prevede l’esecuzione coordinata e ripetuta nel tempo di interventi e controlli “a tutto campo”. Un metodo cui la Direzione dei Musei è convintamente rimasta fedele nel corso degli ultimi 15 anni e che testimonia il concreto valore e la lungimiranza delle ‘buone pratiche’ di conservazione preventiva». 

Conclude il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta: «I Musei Vaticani sono i Musei dell’accoglienza. La loro missione è quella di tenere sempre aperte, ai fedeli e ai visitatori, le proprie porte. Così è stato anche per questa eccezionale occasione di cura e manutenzione di una delle sue gemme più preziose: l’affresco di Michelangelo che raffigura, con drammatica intensità, la fine dei tempi. L’intervento di manutenzione straordinaria, sotto la sorveglianza del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, coordinato dalla Direzione dei Musei e sostenuto dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, è stato eseguito dal Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei, che ha lavorato in sinergia con il Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, il Gabinetto di Ricerche Scientifiche e l’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani».

L’effetto è il recupero per intero della potenza plastica delle 391 figure che campeggiano, senza inquadramenti architettonici, nel lapislazzuli dell’ultimo giorno, nonché di stupefacenti particolari pittorici, come il vibrante puntinato o le striature dell’epidermide di alcune figure, o i filamenti grafici delle capigliature di altre, ma anche i segni lasciati dall’apposizione al muro dello spolvero. Segreti di un pittore immenso, che dipingeva dettagli non visibili dal basso, perché il suo confronto era con l’assoluto.

 

Il Giudizio universale di Michelangelo dopo la pulitura. Courtesy dei Musei Vaticani

Guglielmo Gigliotti, 30 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Terminata la manutenzione straordinaria del Giudizio universale di Michelangelo nella Cappella Sistina | Guglielmo Gigliotti

Terminata la manutenzione straordinaria del Giudizio universale di Michelangelo nella Cappella Sistina | Guglielmo Gigliotti