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Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliL’appuntamento del 18 dicembre è dedicato a due nodi centrali del dibattito culturale contemporaneo: il rapporto tra arte e welfare culturale e il tempo, lungo e stratificato, delle immagini. In un momento in cui il ruolo dell’arte viene sempre più spesso interrogato in relazione alla società, alle istituzioni e al benessere collettivo. Il doppio appuntamento si svolge all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma e riunisce artisti, studiosi, direttori di museo e protagonisti del dibattito culturale italiano. Alle 18.30 il clou, con una grande riflessione sul piano più ampio della circolazione e della durata delle immagini con l’incontro Il tempo delle immagini, introdotto ancora da Lombardinilo e moderato da Nicolas Ballario. Intervengono José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Curia romana, Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, Giordano Bruno Guerri, storico e presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Claudio Strinati, storico dell’arte, ed Emanuela Mazzonis di Pralafera, curatrice della 18ª Quadriennale d’Arte. Il titolo suggerisce una riflessione che va oltre l’attualità dell’immagine come flusso continuo e immediato. Al centro c’è piuttosto la sua dimensione temporale: la capacità delle immagini di attraversare epoche, di trasformarsi, di costruire memoria e senso, incidendo sul modo in cui una società guarda a se stessa. Le diverse voci in dialogo – dalla storia dell’arte alla direzione museale, dal pensiero religioso alla curatela – compongono un quadro plurale, in cui l’immagine viene letta come strumento di conoscenza, mediazione e responsabilità culturale.
Flavio Favelli, Always
Flavio Favelli, Giardino d’Inverno
Il primo incontro, alle 17.00, mette invece al centro il tema Arte e welfare culturale, affrontato attraverso il dialogo tra l’artista Flavio Favelli e la sociologa Roberta Paltrinieri, con l’intervento della curatrice Elisa Fulco. A introdurre e moderare è Andrea Lombardinilo, presidente della Quadriennale. La conversazione parte dall’esperienza artistica per allargarsi a una riflessione più ampia sul valore sociale della cultura: non solo come produzione simbolica, ma come pratica capace di incidere sui processi di inclusione, sulla costruzione della memoria condivisa e sulla qualità della vita nei contesti urbani e istituzionali. Il lavoro di Favelli, da anni concentrato su oggetti, archivi e frammenti della storia recente, offre uno sguardo concreto su come l’arte possa operare all’interno di una dimensione pubblica, toccando questioni di identità, appartenenza e trasformazione dei luoghi. L’apporto sociologico consente di collocare queste pratiche all’interno di un quadro più ampio, in cui il concetto di welfare culturale non riguarda solo l’accesso alla cultura, ma il suo ruolo nei processi di cura e di coesione sociale.Nel loro insieme, i due appuntamenti restituiscono l’idea di una Quadriennale impegnata non solo nell’osservazione del presente artistico, ma nella costruzione di uno spazio critico in cui arte, istituzioni e pubblico possano interrogarsi reciprocamente. Una giornata che mette in relazione pratica artistica, riflessione teorica e dimensione pubblica, suggerendo che il dibattito sull’arte oggi non può prescindere dal suo impatto sociale e dal tempo lungo delle immagini che produce.
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