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Margherita von Guggenberg
Leggi i suoi articoliDa sempre l’arte riflette l’instabile equilibrio della propria epoca, dando voce a speranze, ansie, e ai dubbi della contemporaneità. È questo principio fondamentale a ispirare Rashid Johnson nel suo progetto di espressività collettiva: si tratta di «Directionless», una mostra multidisciplinare con opere di 28 artisti provenienti da oltre 10 paesi. La sede di Minorca di Hauser & Wirth annuncia l’imponente progetto espositivo, ideato da Johnson in collaborazione con Charles Gaines, Firelei Báez e Cristina Iglesias, la cui inaugurazione è prevista il 21 giugno. La mostra incoraggia a immergersi nell’atmosfera della villa-museo passeggiando lungo un percorso composto da opere firmate dai grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale, fra cui Georg Baselitz, Mona Hatoum, Rineke Dijkstra e Wangechi Mutu.
«Directionless» si sofferma sul caos e incertezza dei nostri anni rifiutando il paradigma secondo cui l’arte funge da strumento risolutivo dei nostri dilemmi esistenziali. La mostra chiede piuttosto agli artisti di offrire dei contributi che abitino gli aspetti più scomodi e instabili del nostro presente; un approccio proattivo che cerca nuovi punti di riferimento all’interno di un panorama in continua evoluzione.
«Oggi viviamo tutti all’interno di un senso di disorientamento condiviso che continua ad evolversi sempre più velocemente» spiega Johnson «Gli artisti qui non vengono paralizzati da questa condizione: ne sono energizzati. Ciò che offrono non è una mappa, bensì un insieme di strategie per avanzare lungo un percorso sconosciuto».
Oltre a occupare le sale del centro espositivo di Hauser & Wirth «Directionless» si espande anche nei giardini della pittoresca Illa del Rei, entrando in contatto diretto con la dinamicità della natura e l’architettura che la circonda. Le installazioni ambientali interagiscono con luce e paesaggio, terreno e vegetazione, proponendo un approccio di connessione attiva con modalità di espressione alternative. Questa coesione fra una molteplicità di prospettive è il cuore pulsante di «Directionless», che unisce artisti con pratiche distinte e approcci concettuali contrastanti. Il programma espositivo sfrutta un momento di sospensione fra arte e mondo, spazio ed esterni, come spunto di riflessione da cui possano nascere nuove forme di significato. Una rinuncia a ogni punto di riferimento, che diventa un’opportunità di plasmare nuovi ideali e priorità, che prospera nel suo costante divenire.
Lorna Simpson Please remind me of who I am (detail) 2009 50 found photo booth portraits, 50 ink drawings on paper, bronze frames Overall dimensions approx.: 162 x 248 cm / 63 3/4 x 97 5/8 in © Lorna Simpson Courtesy the artist and Hauser & Wirth Photo: Jon Etter
Todd Gray Boil and Toil, Time Immoral 2026 3 Archival pigment prints in artist’s frames, UV laminate 168.6 x 240.3 x 12.1 cm / 66 3/8 x 94 5/8 x 4 3/4 in overall © Todd Gray Courtesy the artist and Lehmann Maupin Photo: Paul Salveson
In questo stato di ambiguità e frammentazione il confronto fra artisti sorge come pratica centrale che permette di spaziare su vari ambiti: dalla nostra concezione del tempo alla dimensione intima dei grandi movimenti migratori, dal peso di un’eredità di colonizzazione all’esplorazione di memorie collettive. Una mostra in cui il dialogo non è solo parte dell’esperienza, ma la sua caratteristica decisiva, modello del cambiamento che tutti, inevitabilmente, ci ritroviamo ad affrontare.
Insieme alla mostra Hauser & WIrth indice un nuovo programma educativo sviluppato in collaborazione con l’Università di Barcellona e delle Isole Baleari. L’Education Lab, ispirato alla pedagogia creativa e all’apprendimento sperimentale, offrirà uno spazio interattivo che metterà in atto metodologie di lavoro innovative che incoraggiano l’integrazione di voci differenti e la partecipazione della comunità.
I programmi dedicati alle scuole e il calendario di eventi pubblici proseguirà per l’intera stagione con performance dal vivo, festival, workshop, talk e attività per tutte le età.