
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vernissage
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
RA Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vedere a Milano
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vernissage
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
RA Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2025 in edicola
In allegato:
Vedere a MilanoVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
In mostra al Foam opere note e nuovi lavori dell’artista canadese
- Bianca Cavuti
- 25 maggio 2023
- 00’minuti di lettura


Uno still da «Red Film», 2018, di Sara Cwynar
Il desiderio secondo Sara Cwynar
In mostra al Foam opere note e nuovi lavori dell’artista canadese
- Bianca Cavuti
- 25 maggio 2023
- 00’minuti di lettura
Bianca Cavuti
Leggi i suoi articoliViviamo in un’epoca di immagini. Ma che cosa significa oggi, in un momento storico in cui questa condizione è stata sì interiorizzata, ma non sufficientemente approfondita? Dal 26 maggio al 24 settembre il Foam presenta la mostra «Sara Cwynar S/S 23»: l’artista canadese (Vancouver, 1985) disseziona il desiderio che proviamo verso gli oggetti, i nostri ideali di bellezza, con un focus sulla figura della consumatrice femminile.
Che cosa è reale e che cosa non lo è? Come la moderna cultura visiva plasma la percezione del mondo e di noi stessi? L’autrice attinge da enciclopedie e cataloghi, dalla rete e da saggi letterari di importanti pensatori per raccontarci la vertigine della contemporaneità, la bellezza e l’inquietudine di vivere in un mondo come il nostro.
«Certo che non riesco a dormire, c’è così tanto da guardare», dice la voce narrante di uno dei suoi video. In mostra sono esposti, insieme a opere note come «Red Film», nuovi lavori che indagano gli edifici con i quali modelliamo il nostro ambiente. Attraverso le associazioni di immagini, parole e idee che abitano le sue opere, l’osservatore può provare ad affiancare all’infatuazione visiva che tutti subiamo verso la realtà un’attitudine critica.
Ed è proprio in questa ostinata, faticosa, e forse mai definitiva, ricerca di senso che sta il fascino perturbante dell’immaginario dell’artista.

Uno still da «Red Film», 2018, di Sara Cwynar