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Villa Olschki

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Villa Olschki

Olschki, gli eventi per i 140 anni della casa editrice

Una mostra, un evento, la partecipazione al Salone del Libro di Torino fino al culmine delle celebrazioni, il 10 giugno, a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio

Gianfranco Ferroni

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Festeggiamenti a Firenze per i 140 anni della casa editrice Olschki, che ha superato i 6mila titoli pubblicati. Nella Biblioteca Nazionale Centrale del capoluogo toscano una mostra, dal 26 febbraio al 14 marzo, ripercorrerà la storia internazionale di un’impresa culturale, unica nel suo genere, attraverso alcune opere librarie monumentali: le celebrazioni si apriranno nell’ambito della quinta edizione di «Testo2026». E, alla Stazione Leopolda, Olschki proporrà un evento intitolato «Nell’officina degli scrittori», traendo le mosse dalla pubblicazione dell’inedito testo di Thomas Mann Nell’officina dello scrittore e dal lancio della nuova collana «Pollini» sulle contaminazioni culturali. La casa editrice parteciperà al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 14 al 18 maggio, con uno stand ideato per riscoprire le perle sconosciute del catalogo e le novità in corso di pubblicazione. Il culmine delle celebrazioni sarà il 10 giugno a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento, con una giornata di festa insieme a tutti gli autori, i collaboratori e le istituzioni che hanno contributo alla fortuna della Casa Editrice Olschki: prenderà la parola Daniele Olschki, al quale seguiranno Carlo Ossola, Lucia Tongiorgi Tomasi, Cristina Acidini, Lorenzo Bianconi, Giuseppina La Face, Edoardo Barbieri e Giuliano Pinto, e a chiusura della giornata Gherardo Olschki offrirà una panoramica sulle prospettive presenti e future della casa editrice. A settembre verranno aperte le porte di Villa Doni, la sede cinquecentesca in viuzzo del Pozzetto diventata storica: un giorno di visita per il pubblico con l’obiettivo di conoscere l’azienda, la sua storia e il proprio patrimonio materiale e immateriale.

Daniele e Gherardo, rispettivamente quarta e quinta generazione degli Olschki, ricordano così questa straordinaria avventura editoriale: «Era il 1897 quando Leone Samuele Olschki approdò sulle rive dell’Arno: la sua giovane attività, la libreria antiquaria editrice L. S. Olschki, era nata da poco più di dieci anni, nel 1886, eppure, dopo la fondazione a Verona ed il periodo a Venezia, egli si era reso conto che solo un luogo avrebbe potuto incubare e portare alla massima espletazione la propria idea di “Umanesimo”, sintetizzato nell’amore sconfinato e universale per il libro: Firenze, che alla fine del XIX secolo costituiva il centro di gravitazione dell’intellighenzia europea e una forza motrice della cultura italiana nel mondo. Oggi, con il raggiungimento del nostro 140mo compleanno, la Casa Editrice Olschki rinnova l’impegno primigenio del fondatore: veicolare il genio italiano nella sua forma più elevata e immortale, il libro. Lo fa attraverso un anno di eventi volti a raccontare la propria storia, la propria eredità e la propria missione, il tutto nel segno del vincolo inscindibile tra Olschki e la città: ciò non sarebbe stato possibile senza la cruciale collaborazione con il Comune di Firenze e il coinvolgimento di istituzioni che da sempre dialogano con Olschki, dalla Regione Toscana alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con l’obiettivo di conservare, raccontare e valorizzare l’inestimabile patrimonio culturale che ci unisce».

Alcune storie sono da evidenziare: i «Monumenta Typographica», un’incredibile raccolta di incunaboli, segnò ai primi del Novecento una svolta, e l’acquisto integrale della collezione da parte del magnate americano Henry Walters, con l’ingresso di quest’ultimo nel consiglio del Metropolitan Museum di New York, aprirono la strada al rapporto con il banchiere John Pierpont Morgan. La visita del grande collezionista alla libreria fiorentina consacrò Olschki come interlocutore privilegiato dei protagonisti del mercato internazionale dell’arte. Nel 1909 Leo fondò la tipografia Giuntina, con l’ambizione dichiarata di far rivivere una grande tradizione tipografica e, l’anno successivo, l’inaugurazione della sede nel villino liberty di via Vanini, sulle rive del Mugnone, concepita non solo come luogo di lavoro ma come spazio di incontro, conferenze e scambio intellettuale tra studiosi, collezionisti e scrittori.

Gabriele d’Annunzio, frequentando la libreria fiorentina, attratto dai cimeli e dai manoscritti custoditi da Leo, vide nell’editore un interlocutore all’altezza delle sue ambizioni culturali. Da questo sodalizio nasce la più alta impresa tipografica di Olschki: l’edizione monumentale della Divina Commedia, aperta dal proemio del Vate e pubblicata nel 1911 come omaggio al cinquantenario dell’Unità d’Italia.

La Seconda guerra mondiale, con le distruzioni avvenute a Firenze nel 1944, cancellano fisicamente gran parte di quanto era stato costruito dalla famiglia: la libreria sul Lungarno, il villino liberty, le sedi operative. Ma Alessandro, figlio di Aldo Olschki, presta servizio come autista e interprete per il tenente Frederick Hartt, uno dei Monuments Men incaricati di proteggere il patrimonio artistico toscano, mentre oltreoceano Leonardo, primo figlio di Leo e cattedratico ad Harvard, insieme ai colleghi fornisce informazioni cruciali agli alleati per il rintracciamento delle opere d’arte in pericolo, uno sforzo che determinerà la nascita del cosiddetto «Gruppo di Harvard». E si ricomincia a lavorare, sempre a Firenze. Anche se nel 1966 l’alluvione distrugge gran parte del magazzino.

Gianfranco Ferroni, 09 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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