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3.000 anni di storia dell’arte nella settembrina FAB Paris

Anticipata di due mesi, la fiera inaugurerà il prossimo 20 settembre la stagione artistica autunnale della capitale francese. Sotto la cupola di vetro del Grand Palais 100 gallerie da tutto il mondo e tre mostre

Rosalba Cignetti

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Appuntamento dal 20 al 24 settembre con la quarta edizione di FAB Paris: un cambio strategico con cui anticipa di due mesi la sua apertura, inaugurando ufficialmente la stagione artistica autunnale della capitale francese. «Volevamo assicurarci queste date fin dall’inizio di FAB Paris nel 2022. Settembre è un mese meraviglioso per l’arte a Parigi, con collezionisti, curatori e turisti internazionali che convergono in città per approfittare di tutto ciò che ha da offrire. Questo segna un nuovo, importante capitolo nello sviluppo della fiera e non vediamo l’ora di assistere a questa quarta edizione», spiega Louis de Bayser, Presidente di FAB Paris, nata nel 2022 dalla fusione tra Fine Arts Paris e la Biennale des Antiquaires, e che dopo due edizioni al Carrousel du Louvre e al Grand Palais Éphémère, ha ritrovato nel Grand Palais restaurato la sua sede definitiva, accogliendo oltre 30.000 visitatori da tutto il mondo dal 22 al 27 novembre 2024. Sotto la cupola in vetro del Grand Palais, con un allestimento firmato dalla designer francese Constance Guisset, celebre per l’uso coinvolgente e poetico di colori e luci, 100 importanti gallerie provenienti da Europa, Stati Uniti e Asia proporranno opere che spaziano dall’antichità al contemporaneo, passando per mobili, gioielli, disegni, arti decorative, arte tribale, reperti archeologici e molto altro ancora.

 

 

 

 

Due grandi esposizioni caratterizzano l’edizione: la prima sarà dedicata al Musée Nissim de Camondo, chiuso per restauri fino al 2026, con 90 opere della sua collezione di arti decorative francesi del XVIII secolo, porcellane, mobili, bronzi dorati e arazzi di altissima qualità. La seconda, invece, curata da Galerie Vallois, sarà dedicata al centenario dell’Art Déco con 20 capolavori provenienti da musei e collezioni private raramente esposti. Tra questi, la poltrona Dragons di Eileen Gray, l’opera di design del XX secolo più costosa al mondo, venduta come parte della collezione di Yves Saint Laurent e Pierre Berge nel 2009 da Christie’s per 22 milioni di euro; in mostra anche opere di Pierre Chareau, Paul Iribe, Pierre Legrain, Jacques-Émile Ruhlmann, Marcel Coard e Jean Dunand. Da non perdere poi il progetto espositivo che porta 140 opere in 140 metri quadri: pezzi di arte tribale (Didier Claes), medievale e rinascimentale (Brimo de Laroussilhe), Surrealismo (Galerie 1900-2000), arte contemporanea (Georges-Philippe et Nathalie Vallois) e libri antichi e rari (Stéphane Clavreuil) selezionati per affinità formali in un approccio sperimentale.

 

 

Oltre ai grandi nomi storici della Biennale des Antiquaires, come Didier Aaron, Steinitz, Léage, Dina Vierny, Sismann, Kevorkian e Jean-Christophe Charbonnier, la fiera vedrà la partecipazione di gallerie internazionali come David Lévy, Von Vertes, Rumbler, Ana Chiclana, Guillermo de Osma e Stephen Ongpin Fine Art. Tra i nuovi ingressi, invece, Galerie Perrin, specialista nell’arte francese del Settecento, la britannica Thomas Gibson Fine Art, il belga Patrick Derom (con proposte dal Simbolismo alla Pop Art), la galleria Gokelaere & Robinson, specializzata nel design del XX secolo, e Sarah Sauvin, giovane esperta di stampe antiche e moderne. Anche la gioielleria avrà il suo spazio di rilievo, con la partecipazione dell’iconico Seaman Schepps di New York, Maison Riondet, specialista francese dell’Art Déco, e VKD Jewels, nota per i raffinatissimi pezzi d’epoca.

Rosalba Cignetti, 20 giugno 2025 | © Riproduzione riservata

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