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Una veduta della mostra «Occhi sulla storia. Le foto, le notizie, i 140 anni de il Resto del Carlino» a Palazzo De’ Toschi, Bologna

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Una veduta della mostra «Occhi sulla storia. Le foto, le notizie, i 140 anni de il Resto del Carlino» a Palazzo De’ Toschi, Bologna

140 anni di storia tra le pagine de «Il Resto del Carlino»

La mostra a Palazzo De’ Toschi celebra l’anniversario del giornale fondato a Bologna il 20 marzo 1885

Gianfranco Ferroni

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La mostra «Occhi sulla storia. Le foto, le notizie, i 140 anni de il Resto del Carlino» a Palazzo De’ Toschi, nella sala convegni Banca di Bologna, presenta fino al 14 gennaio un lungo viaggio attraverso la storia italiana. Curata dal vicedirettore del Carlino Valerio Baroncini e dal giornalista Claudio Cumani, con il progetto grafico ed espositivo di Paper Paper, attraverso gli scatti e le parole presenta un’avventura che è partita il 20 marzo 1885, quando a Bologna Cesare Chiusoli, Alberto Carboni, Francesco Tonolla e Giulio Padovani diedero il via a una testata destinata ad entrare nel cuore dei lettori. Per l’editore Andrea Riffeser l’esposizione permette di ammirare il lavoro «di un giornale che ha saputo attraversare un secolo e mezzo di trasformazioni», e «che ha ancora molto da raccontare». E da parte di Agnese Pini, direttore de «Il Resto del Carlino», si rileva che questa «mostra sottolinea come l’informazione di qualità resti un presidio fondamentale di democrazia». Che poi la testata ha una storia singolare, fin dalla scelta del nome che sembra fatto apposta per unire due passioni, quelle per la lettura e per il fumo del sigaro toscano: i fondatori avevano deciso che il giornale doveva costare due centesimi, ovvero il resto dovuto a chi comprava un cilindro di foglie di tabacco seccate, fermentate e arrotolate, il sigaro, che aveva il prezzo di otto centesimi, pagando tutto con una moneta da 10 centesimi, «il carlino», appunto.

Un lungo viaggio, quello offerto dalla mostra, che permette di ricordare un campione della Formula 1 come Ayrton Senna e di celebrare il «re del tennis» Jannik Sinner, la morte di Umberto I, il premio Nobel a Giosuè Carducci. E poi ecco foto indimenticabili come quella dello sbarco sulla luna, di Lady D che danza con John Travolta, i successi di Luciano Pavarotti, l’addio a Lucio Dalla e a Papa Francesco. Senza dimenticare le Marche ferite dalle scosse di terremoto, la pandemia che ha cambiato per sempre il mondo, l’Ucraina e Gaza. Come sottolineano dallo stesso giornale, «l’allestimento è stato concepito come un percorso immersivo ispirato al processo produttivo del quotidiano, trasformando lo spazio espositivo in una metafora fisica della sua realizzazione, dalla materia prima alla notizia stampata ai nuovi formati digitali. Le immagini sono stampate su grandi teli sospese che scendono da strutture a bobina, evocando i rotoli di carta delle rotative e il movimento continuo della stampa. Al centro dello spazio, ecco le “rotative”: un tunnel che richiama proprio la struttura e la potenza delle macchine tipografiche». Dopo la prima tappa di Bologna, la mostra sarà visibile a Modena, Ravenna, Imola, Faenza e Pesaro.

Gianfranco Ferroni, 07 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

140 anni di storia tra le pagine de «Il Resto del Carlino» | Gianfranco Ferroni

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