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Redazione
Leggi i suoi articoliNel 2025 la National Gallery ha consolidato la propria presenza globale non solo nelle sale, ma anche nello spazio digitale, superando i 107 milioni di visualizzazioni tra contenuti online, social media e visite al sito. Un risultato amplificato dal secondo anno del progetto «200 Creators Network», che ha generato oltre 7 milioni di visualizzazioni autonome, segnando un modello innovativo di collaborazione tra istituzioni museali e creator.
Parallelamente, l’impegno educativo si è rafforzato con l’apertura del Roden Centre for Creative Learning, che ha registrato oltre 81 mila ingressi, inclusi quasi 23 mila studenti e insegnanti. A questi si aggiungono le attività dell’Articulation Prize, che ha coinvolto giovani tra i 16 e i 19 anni in esercizi di lettura critica dell’opera d’arte.
Sul piano espositivo, il 2025 ha visto 872.662 visite alle mostre, tra le quali spiccano «Van Gogh: Poets and Lovers», la più visitata a pagamento nella storia della Galleria, insieme a rassegne dedicate a Siena, agli impressionisti di Helene Kröller-Müller e a José María Velasco.
Il cuore dell’attività resta la sede di Trafalgar Square, che ha accolto oltre 4,1 milioni di visitatori, segnando un aumento del 29% rispetto al 2024. Un dato favorito dalla riapertura della Sainsbury Wing e dal riallestimento «CC Land: The Wonder of Art», il più ampio nella storia della collezione.
Le celebrazioni del bicentenario, culminate nell’estate con eventi diffusi nel Regno Unito e con «The Triumph of Art» di Jeremy Deller, hanno ulteriormente rafforzato la visibilità dell’istituzione.
Nel complesso, oltre 4,2 milioni di visite in presenza testimoniano una crescita che, come sottolinea il direttore Gabriele Finaldi, conferma la missione originaria della galleria: connettere il pubblico con la grande arte, oggi più che mai attraverso una dimensione insieme fisica e globale.
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