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«Sincronie contemporanee» è la giornata di studi organizzata da AMACI che si terrà online il 27 marzo

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«Sincronie contemporanee» è la giornata di studi organizzata da AMACI che si terrà online il 27 marzo

AMACI indaga le «sincronie contemporanee» dei musei

Il 27 marzo la sesta Giornata di Studi dell’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani dibatte (online) sul superamento delle cronologie e dei confini disciplinari, per ridefinire il ruolo del museo come spazio critico di dialogo tra tempi, patrimoni e pubblici

Il 27 marzo l'Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI), fondata nel 2003, dedica la sua sesta Giornata di Studi a uno dei temi più urgenti del dibattito museologico contemporaneo: il superamento delle cronologie rigide e dei confini disciplinari. «Sincronie contemporanee. Il dialogo tra passato e presente nei musei di oggi», a cura di Marcella Beccaria, Chiara Gatti e Lorenzo Respi, si svolgerà online dalle 9.30 sulla piattaforma Zoom e riunirà direttrici, curatori, studiose e ricercatori per riflettere sulle trasformazioni che stanno ridefinendo identità e funzioni del museo. La partecipazione alla Giornata di Studio è gratuita su iscrizione obbligatoria al seguente link. Il link per il collegamento verrà inviato da Zoom esclusivamente alle persone iscritte. Per gli interventi in lingua inglese sarà disponibile la traduzione simultanea. Per maggiori informazioni scrivere a info@amaci.org o consultare www.amaci.org.

Negli ultimi decenni, l’istituzione museale ha progressivamente abbandonato la linearità del racconto storico a favore di una fruizione più stratificata, capace di mettere in relazione epoche, linguaggi e patrimoni diversi. Il museo non è più soltanto luogo di conservazione, ma spazio di interpretazione critica, di produzione di conoscenza e di confronto con il presente. Le opere del passato vengono rimesse in circolazione attraverso accostamenti inediti, mentre artiste e artisti contemporanei intervengono in contesti storici attivando nuove letture del patrimonio. La Giornata di Studi intende interrogare queste dinamiche anche nelle loro implicazioni culturali e politiche: dalle prospettive postcoloniali al tema delle restituzioni, dalle questioni di identità e genere al ruolo del digitale come strumento di mediazione e approfondimento. Il museo, sempre più, si configura come un laboratorio ermeneutico, un luogo in cui il patrimonio diventa materia viva, capace di generare narrazioni plurali.

Il programma si articola in tre sessioni. La prima, dedicata al rapporto tra arte contemporanea e patrimonio archeologico, affronta le pratiche curatoriali che rileggono materiali antichi alla luce di sensibilità postcoloniali. La seconda indaga i dialoghi tra antico e moderno, ricostruendo le origini e gli sviluppi delle tendenze museografiche che oggi mettono in relazione opere distanti nel tempo. La terza esplora il tema della memoria, dalla trasmissione culturale alla dimensione antropologica del «viaggio nel tempo», fino alle potenzialità del digitale come archivio e dispositivo narrativo.

L’iniziativa, sostenuta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si inserisce nel percorso di ricerca che AMACI porta avanti dal 2021, affrontando di anno in anno temi centrali per la definizione del museo contemporaneo: dal diritto d’autore alla performance, dalla sostenibilità alla funzione educativa. Una costellazione di riflessioni che restituisce l’immagine di un sistema museale in trasformazione, chiamato a confrontarsi con pubblici sempre più diversificati e con un patrimonio che richiede nuove forme di interpretazione.

Nel 2025 Studiare al Museo/Studiare il Museo (a cura di Elisabetta Barisoni ed Emma Zanella) ha proposto una riflessione sul ruolo formativo dei musei, il loro rapporto con le istituzioni culturali ed educative e le pratiche di ricerca e valorizzazione del patrimonio; nel 2024 Il Tempo del Museo. Il museo d’arte contemporanea presidio di complessità, curata dal Consiglio direttivo AMACI, ha affrontato la dicotomia, reale o apparente, che si crea nella «vision» dei musei, pensati sia come luoghi di articolazione del pensiero, di dibattito e di discussione, sia come luoghi di intrattenimento; nel 2023 I Musei d’arte contemporanea e lo sviluppo sostenibile: una pratica necessaria, a cura di Marcella Beccaria, è stata dedicata al ruolo di musei e istituzioni culturali nella realizzazione di uno sviluppo globale più sostenibile; nel 2022 Cogli l’attimo, Carpe diem, Seize the Day, a cura di Marcella Beccaria, ha riflettuto sulla relazione tra la performance, politiche museali e la sua presenza nelle collezioni e negli archivi museali italiani. Infine, nel 2021 (prima edizione della Giornata di Studi), I Musei d’arte contemporanea e il diritto d’autore. Una prospettiva di collaborazione sull’esperienza del Progetto RAAM, a cura dell’avvocato Andrea Pizzi, ha riunito per la prima volta in un unico tavolo i soggetti che tutelano le opere di carattere creativo e le istituzioni che, per ragioni di studio, di ricerca, di diffusione e valorizzazione della conoscenza del nostro patrimonio culturale, ne richiedono i diritti di utilizzo.

Il carattere online dell’appuntamento, ormai consolidato, favorisce la partecipazione di una comunità ampia e interdisciplinare, confermando la vocazione di AMACI come piattaforma di confronto nazionale. La presenza di figure provenienti da istituzioni italiane e internazionali (dalla Galleria Borghese al Ministero della Cultura francese, da NEON alla DHGP) testimonia la dimensione globale del dibattito. In un momento in cui i musei sono chiamati a ripensare la propria missione, «Sincronie contemporanee» offre un’occasione per riflettere su come il patrimonio, antico o recente, possa diventare strumento di lettura del presente. E su come il museo, lungi dall’essere un luogo immobile, possa farsi spazio di risonanze, contrappunti e nuove possibilità interpretative.

Redazione, 20 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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