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Ritratto di George Rouy nel suo studio, 2026

Foto © Damian Griffiths

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Ritratto di George Rouy nel suo studio, 2026

Foto © Damian Griffiths

A Conciliazione 5 l’opera da ascoltare di George Rouy è un invito a «Leggere, di nuovo»

Nello spazio che il Dicastero della Santa Sede per la Cultura e l’Educazione dedica all’arte contemporanea, «Presence in Form» inaugura il ciclo di appuntamenti a cura del filologo Donatien Grau

Samantha De Martin

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Un dipinto pensato per essere letto (meglio se alla luce del tramonto) trasforma il quadro site specific concepito da George Rouy per la window gallery di Conciliazione 5 in un invito sinestetico che lega la consistenza quasi tattile del segno a grafite alle sonorità di un canto, adoperando la lettura come soglia di accesso alla meditazione. L’artista britannico George Rouy, classe 1994, conosciuto per le sue opere figurative, dinamiche e stratificate esposte a livello internazionale, dal Kampa Museum di Praga ad Hauser & Wirth Los Angeles, dal Museo Picasso di Málaga alla Timothy Taylor di Londra, per «Presence in Form», per la sua prima volta negli spazi di Conciliazione 5, si spinge verso una dimensione più astratta. In questa nuova e radicale svolta, che svela al contempo il cuore stesso del suo processo creativo, Rouy trasforma la tela in una superficie disponibile ad accogliere iscrizioni. Allo spettatore il compito di osservare le tracce sulla tela che recano l'impronta di presenze passate e future, di percepire la presenza dei segni, di procedere per tentativi, azzardare interpretazioni. Il lavoro di George Rouy in mostra fino al 17 giugno nel primo spazio che il Dicastero della Santa Sede per la Cultura e l’Educazione dedica all’arte contemporanea, una vetrina su via della Conciliazione, a pochi passi da San Pietro, aperta 24 ore su 24, si colloca all’interno della serie «Leggere, di nuovo». Questa nuova riflessione, a cura dello storico dell’arte e filologo Donatien Grau, per un anno vedrà tre giovani artisti contemporanei, dopo George Rouy, Pan Daijing e Rafik Greiss, confrontarsi sull’atto della lettura.

Come spiega il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, «George problematizza la lettura, mettendo in dialogo la presenza delle forme e dell’informe, creando una sorta di biografia dell’anima, una decomposizione delle calligrafie, cercando una profondità di sguardo che colpisce». Punto di partenza è stata la parola di Sant’Agostino, che fa del libro e della lettura il centro della sua vita politica. «Come scrisse Sant’Agostino, spiega il curatore Donatien Grau, la lettura è l’atto di entrare da un accesso inferiore, di sperimentare la volta più alta, velata di misteri. Confrontarsi con la lettura è un gesto che richiede intere catene di trasmissione al nostro cervello, nel tentativo di capire il mondo. Come filologo classico comprendo le difficoltà di leggere. Questo progetto, che non separa la lezione intellettuale dalla percezione sensoriale di ciò che ci circonda, vuole essere un invito a vivere un’esperienza intima e comune».

In questo «spazio di visione» che è Conciliazione 5, l’artista ha lavorato anche con il suono collaborando con musicisti e performer. Confrontandosi per la prima volta con questa pratica nel contesto della mostra romana, Rouy ha realizzato un’opera sonora che si dispiega attraverso una costante stratificazione di immagini e significati. La pratica personale di George Rouy segue la tradizione della lettura ad alta voce. Mentre dipingeva, l’artista ha ascoltato costantemente audiolibri, come le riflessioni del poeta irlandese John O’Donohue che insisteva sulla bellezza come vocazione umana, o The Cloud of Unknowing, una guida spirituale pratica scritta nel XIV secolo da un anonimo scrittore inglese, trasformando la pittura nella cristallizzazione dell’esperienza spirituale dell’ascolto di un testo letto, che occupa il suo subconscio mentre realizza le immagini. Il brano sonoro, accessibile tramite un codice QR, sarà diffuso una volta al giorno in strada.

«Mi aspetto che le persone che passano da Conciliazione 5 siano indotte a fermarsi, a prendersi un momento per meditare, commenta l’artista. “Presence in Form” è tutta incentrata su un lavoro di illuminazione e riflessione, che diventa riflessione su sé stessi. Il lavoro nasce inizialmente con una base cromata dall’impasto lucido e luminoso. In un secondo momento, ho iniziato a includere su questa superficie una serie di segni a grafite, quindi linee e sfocature che penso conferiscano profondità e movimento». Come ampliamento della mostra a Conciliazione 5, verrà presentata una collaborazione digitale, frutto della sinergia tra il programma e le piattaforme Instagram dell’artista. Ogni mese, un video offrirà un accesso privilegiato all’opera, mostrandone la superficie in combinazione con il brano sonoro.

Samantha De Martin, 23 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

A Conciliazione 5 l’opera da ascoltare di George Rouy è un invito a «Leggere, di nuovo» | Samantha De Martin

A Conciliazione 5 l’opera da ascoltare di George Rouy è un invito a «Leggere, di nuovo» | Samantha De Martin