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«I Profumi del Tempo. Un viaggio sensoriale dal Barocco al Risorgimento», un percorso olfattivo a Palazzo Barolo

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«I Profumi del Tempo. Un viaggio sensoriale dal Barocco al Risorgimento», un percorso olfattivo a Palazzo Barolo

A Palazzo Barolo un viaggio agli inizi dell’Ottocento attraverso cinque profumi

In concomitanza con la Giornata del Profumo, che il 21 marzo celebra l’inizio della Primavera, tramite un’esperienza sensoriale sviluppata da alcune figure legate all’Alta Scuola di Profumeria rivivono nello storico edificio torinese i coniugi Giulia di Barolo e Carlo Tancredi

Cecilia Paccagnella

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«E all’improvviso mi tornò in mente il ricordo». Con queste parole lo scrittore francese Marcel Proust introduce nel primo volume de Alla ricerca del tempo perduto la concatenazione di immagini che gli sovvennero dopo aver addentato una madeleine (tipico dolce d’oltralpe a forma di conchiglia, Ndr): «Quel sapore era quello del pezzettino di madeleine che la domenica mattina a Combray, quando andavo a darle il buongiorno nella sua stanza, mia zia Léonie mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo tè o nell’infuso di tiglio».

Il potere dei sensi nell’evocare ricordi agisce direttamente sulla memoria involontaria facendo sì che un sapore, un odore o un suono, ad esempio, riportino alla mente esperienze passate, talvolta dimenticate negli angoli più remoti del nostro bagaglio personale.

Questo rapporto tra presente e passato costituisce il fulcro de «I Profumi del Tempo. Un viaggio sensoriale dal Barocco al Risorgimento», un progetto elaborato da due studentesse del corso di Asp-Alta Scuola di Profumeria, Olga Mancini e Chiara Petrella, con la sovrintendenza della fondatrice, Roberta Conzato. Fondata nel 2024, ora la Scuola vede i primi frutti dell’iniziativa messa a punto insieme a Ispica-Institut Supérieur International du Parfum et de l’Aromatique Alimentaire (con sede a Versailles e a Grasse), uno dei principali istituti europei del settore. 

Fino al 22 marzo, Palazzo Barolo a Torino propone un’esperienza immersiva che abbraccia principalmente l’olfatto e invita i visitatori a lasciarsi trasportare indietro nel tempo e a immaginare di muoversi in quegli stessi ambienti in cui, nella prima metà dell’Ottocento, vivevano la nobile filantropa Giulia Colbert Falletti di Barolo assieme al marito, il marchese Tancredi Falletti di Barolo. A queste due figure, si aggiunse l’autore de Le mie prigioni, Silvio Pellico, che dopo la detenzione venne assunto dai due coniugi e invitato a Palazzo, dove vi restò fino alla sua morte.

Ricostruendo le esistenze di questi tre personaggi, sono stati quindi «creati quattro profumi, oltre a un quinto, un’acqua di colonia, per raccontare la vita a palazzo, spiega Roberta Conzato. Uno racconta le feste, si chiama “Gran ballo”, e sa di legni, di cera, di sigaro; un altro contiene muffe e legni per ricordare una cantina, perché Giulia di Barolo è stata fondamentale per lo sviluppo delle Cantine dei marchesi di Barolo, nel cuore delle Langhe; uno è dedicato a Silvio Pellico, che fu bibliotecario di casa Falletti di Barolo, quindi abbiamo pensato a un profumo che ricordasse la carta, l’inchiostro e anche degli odori molto più forti che dovevano ricordare l’esperienza delle prigioni; poi abbiamo profumato lo scalone d’onore per accogliere i visitatori sin dall’ingresso con un fiore d’arancio, un neroli. Infine, un’acqua di colonia che ho creato io ispirandomi all’acqua di colonia di Napoleone, perché Giulia e Carlo si sono conosciuti alla corte di Versailles, lei era damigella di Josephine, e sono anche rappresentati nel famoso quadro dell’«Incoronazione di Napoleone» al Louvre».

Il percorso è inoltre arricchito dall’esposizione di alcuni «abiti di Giulia, tra cui uno da sposa, oppure uno da passeggio bianco con dei fiorellini, una cosa delicatissima. Poi abbiamo chiesto di poter esporre una borsetta molto semplice, bianca, e anche gli occhiali da sole, oltre alla sua farmacia da viaggio, un cofanetto con dentro delle fialette abbastanza piccole che si portava sempre dietro perché soffriva di reumatismi».

Le profumazioni, che pervadono gli ambienti per mezzo di diffusori elettrici (sui quali sono impostati intensità e orario), fungono quindi da dispositivi interpretativi capaci di suggerire alla memoria dei «non ricordi», in questo caso, ma permettono di rileggere la storia attraverso un senso solitamente lasciato in disparte, perché le vicende che hanno segnato le vite di questi personaggi sono perlopiù tramandate per iscritto, oppure attraverso dipinti e opere d’arte sottoposte all’attenzione dello sguardo.

E quale occasione migliore per proporre al pubblico un’occasione così particolare se non in concomitanza con la Giornata del Profumo, che sabato 21 marzo celebra l’inizio della Primavera.

«I Profumi del Tempo. Un viaggio sensoriale dal Barocco al Risorgimento», un percorso olfattivo a Palazzo Barolo

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Cecilia Paccagnella, 20 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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