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Una veduta del red carpet all’81mo Annual Academy Awards al Dolby Theater (già Kodak Theatre) di Los Angeles

Foto tratta da Wikipedia, CC BY 2.0, Greg in Hollywood

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Una veduta del red carpet all’81mo Annual Academy Awards al Dolby Theater (già Kodak Theatre) di Los Angeles

Foto tratta da Wikipedia, CC BY 2.0, Greg in Hollywood

Tutti i vincitori della 98ma Notte degli Oscar

Nonostante il record di nomination nella storia dell’Academy con cui si è presentato «I peccatori» (16 in tutto), a spuntarla è stato Paul Thomas Anderson con «Una battaglia dopo l’altra», anche nella neonata categoria di Miglior casting

Cecilia Paccagnella

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Dai risultati degli Oscar degli ultimi anni è chiaro ormai che chi riceve più nomination alla fine non la spunta. È successo l’anno scorso con «Émilia Perez», il film non in lingua inglese più candidato nella storia dell’Academy: su tredici candidature era riuscito ad aggiudicarsi solo il premio a Miglior attrice non protagonista, per merito dell’interpretazione di Zoe Saldana, e quello della Miglior canzone originale («El mal»).

La posta in gioco, quest’anno, l’ha alzata «Sinners» che è stato presentato con il numero più alto di sempre per un singolo film, superando i precedenti record di «Eva contro Eva» (1950), «Titanic» (1997), «La La Land» (2016), che ne guadagnarono 14. Di 16 «I peccatori» ne ha portate a casa solo quattro: il Miglior attore protagonista a Michael B. Jordan, la Miglior sceneggiatura originale a Ryan Coogler, la Miglior fotografia a Autumn Durald Arkapaw e la Miglior colonna sonora originale al compositore Ludwig Göransson (un nome, quest’ultimo, che dal 2019 porta sul podio le proprie creazioni, prima con «Black Panther» e due anni fa con «Oppenheimer»).

A vincere la prestigiosa statuetta per il Miglior film della 98ma edizione degli Academy Award è «Una battaglia dopo l’altra», pellicola insolita con un Leonardo di Caprio nelle vesti di un attivista di estrema sinistra un po’ goffo, ma che con la sua compagna e un gruppo rivoluzionario si impegnano a liberare immigrati da un centro di detenzione in California. Su 13 nomination, il lavoro di Paul Thomas Anderson ha conquistato anche il premio nella categoria di Miglior regista e di Miglior sceneggiatura non originale (la trama è un adattamento, in chiave contemporanea, del romanzo Vineland, 1990, dello scrittore americano Thomas Pynchon), oltre a Miglior montaggio. Se, anche questa volta, all’interpretazione di Di Caprio non è stato riconosciuto il giusto merito, è stata perlomeno apprezzata la performance di Sean Penn, già vincitore di due premi Oscar (come Miglior attore in «Mystic River», 2004, e «Milk», 2009). La scelta del cast nella sua totalità è stata inoltre decisiva per dare al film il primo posto a Miglior casting, voce al suo esordio nella storia dell’Academy.

Una piacevole sorpresa, la scorsa notte (il 15 marzo la cerimonia si è svolta come di consueto al Dolby Theatre di Los Angeles), l’assegnazione del Miglior attrice protagonista a Jessie Buckley che, assieme a Paul Mescal, ha guidato l’adattamento cinematografico del romanzo Nel nome del figlio. Hamnet (2020) di Maggie O’Farrell: una struggente ricostruzione romanzata della storia d’amore tra William Shakespeare e Anne Hathaway, il cui fulcro risiede però nell’elaborazione del dolore per la perdita prematura del figlio Hamnet. L’altra donna a portare a casa una statuetta è Amy Madigan, che ha recitato come attrice non protagonista in «Weapons», in cui si racconta la sparizione simultanea di diciassette bambini in una cittadina americana.

Nelle ultime edizioni della Notte degli Oscar accade spesso di trovare sia nella categoria di Miglior film sia in quella di Miglior film internazionale una stessa opera: quest’anno è il caso del norvegese «Sentimental Value», che si è aggiudicato l’Academy Award of Merit per la seconda. Mentre la Corea del Sud è evocata in «KPop Demon Hunters», che ha ottenuto il premio come Miglior film d’animazione e come Miglior canzone originale con «Golden».

Il comparto creativo di «Frankenstein» ha rappresentato invece l’apice della dedizione e dell’artigianalità nell’ultimo anno: al team di Guillermo del Toro sono stati conferiti i riconoscimenti per Miglior scenografia, Migliori costumi e Migliori trucco e acconciatura. Mentre i Migliori effetti visivi li ha dimostrati «Avatar-Fuoco e cenere».

Una statuetta anche per «F1-Il film» che, con Brad Pitt nei panni di un ex pilota della prestigiosa gara automobilistica di ritorno in pista, si accaparra il Miglior sonoro.

Nelle categorie dedicate ai documentari e ai cortometraggi, infine, al primo posto ci sono: «Mr Nobody Against Putin», in cui sono messi in evidenza i cambiamenti nel sistema educativo russo in seguito all’invasione dell’Ucraina del 2022, «All the Empty Rooms», una denuncia del problema che costituiscono le sparatorie nelle scuole americane, «The Singers», che descrive una gara di canto improvvisata da avventori diseredati in un pub, e «La jeune fille qui pleurait des perles» in stop motion.

Cecilia Paccagnella, 16 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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