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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliL’olandese Maarten van Heemskerck (1498-1574) fu uno dei primi artisti nordici a recarsi a Roma per studiare l’arte e l’architettura antica e moderna e confrontarsi con le «magnificenze» della Città Eterna. I suoi disegni attirano per qualità e bellezza, e costituiscono un affascinante resoconto visivo di quel fondamentale viaggio di formazione. A distanza di cinquecento anni, tornano a Roma i suoi disegni, a Palazzo Poli, nell’Istituto Centrale per la Grafica: negli anni Trenta del Cinquecento colse con occhio attento e sensibilità moderna le rovine, le sculture antiche e i paesaggi urbani della Città Eterna.
La mostra celebra il centro storico di Roma, restituendo l’intensità dello sguardo dell’artista, attraverso 32 fogli del celebre taccuino di disegni, eccezionalmente prestato dal Kupferstichkabinett di Berlino. Recentemente restaurato e suddiviso in fogli singoli per agevolarne una corretta consultazione, torna nel luogo della sua realizzazione, affiancato da oltre sessanta opere provenienti dalle collezioni dell’istituto, con disegni, stampe, matrici e fotografie, e da una scelta di sculture concesse dai Musei Capitolini che ricostruiscono gli itinerari visivi percorsi da van Heemskerck. Come si legge nella scheda dedicata dalla Treccani all’artista, «con zelo e precisione ugualmente mirabili disegnò a penna tutte le antichità romane in quell’epoca visibili, ruderi e statue; nonché numerosi altri monumenti e siti. Per la più gran parte questi disegni, di altissimo valore documentario, sono uniti in due album, conservati nel Gabinetto delle Stampe di Berlino. Sono conosciuti però altri duecento fogli sparsi», sottolineando che «dei suoi quadri d’altare parecchi furono distrutti nel 1566 dagl’iconoclasti protestanti. Delle opere conservate sono da rilevarsi l’autoritratto col Colosseo (1553) nel museo di Cambridge e la “Veduta di Roma col Monte Mario con in primo piano il Buon Samaritano”, nel museo di Haarlem».
L’esposizione, allestita nelle sale di Palazzo Poli dal 3 marzo al 7 giugno, rappresenta l’esito di un articolato progetto di collaborazione scientifica con il Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino e di partenariato con la Bibliotheca Hertziana-Istituto Max Planck per la storia dell’arte, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e con il sostegno dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi. Curata da Rita Bernini, Giorgio Marini (Istituto Centrale per la Grafica) e Tatjana Bartsch (Bibliotheca Hertziana-Istituto Max Planck per la storia dell’arte), la mostra sarà accompagnata da un catalogo di circa 230 pagine, ed è patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia e sostenuta dall’Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia.