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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIl Comune di Santo Stefano Belbo (Cn) ha deliberato l’acquisto dell’edificio che fu residenza di campagna dei genitori dello scrittore Cesare Pavese (1908-50), che vi nacque. L’edificio era stato venduto nel 1916, poco dopo la morte del padre di Pavese. Oggi, con la delibera del Comune, l’obiettivo è recuperarlo e restaurarlo per trasformarlo in uno spazio museale. «La casa natale potrà essere recuperata e restaurata, ma soprattutto potrà essere trasformata in uno spazio museale», commenta la sindaca Laura Capra. Il progetto del museo, nelle intenzioni dell’amministrazione, non nasce isolato. La casa si affiancherà alla Fondazione Cesare Pavese, al Museo di Nuto, all’ex chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo dove Pavese venne battezzato e alla sua tomba, completando un percorso integrato di luoghi pavesiani sul territorio.
«Custodire la casa natale di Pavese significa affermare che la memoria è una responsabilità condivisa, conclude la sindaca. Significa offrire alle nuove generazioni e ai visitatori uno spazio in cui comprendere come le radici possano diventare racconto, e come da un piccolo paese delle Langhe possa nascere una voce capace di parlare al mondo».
L’operazione immobiliare ha un valore simbolico che riporta al centro un luogo fondativo, fisico e letterario insieme. Quella casa, infatti, si trova nel bel mezzo dei luoghi raccontati nel romanzo La luna e i falò: alle spalle la collina della Gaminella, di fronte la collina del Salto, dove si può visitare la casa-bottega dell’amico Nuto, e, in lontananza, anche Moncucco, la collina della poesia I mari del Sud.
Cesare Pavese è stato scrittore, poeta, traduttore e critico letterario italiano. Nacque a Santo Stefano Belbo, «quinto e ultimogenito», proprio in quel cascinale di San Sebastiano dove la famiglia trascorreva le estati. Il padre, Eugenio Pavese, era cancelliere presso il Palazzo di Giustizia di Torino; la madre, Fiorentina Consolina Mesturini, proveniva da una famiglia di commercianti. L’infanzia dello scrittore fu segnata da diversi eventi drammatici: prima di lui, una sorella e due fratelli erano morti prematuramente; il padre morì il 2 gennaio 1914, quando Cesare aveva cinque anni. Trasferitosi in età adulta a Torino, Santo Stefano Belbo rimase comunque per lui luogo della memoria e dell’immaginazione: qui conobbe Pinolo, destinato a diventare il Nuto de La luna e i falò.
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