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Redazione
Leggi i suoi articoliFurto nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 gennaio nel Drents Museum di Assen nei Paesi Bassi. Secondo quanto diffuso dal quotidiano olandese «De Telegraaf» e dalla conferenza stampa organizzata dal direttore del museo Harry Tupan, sono stati rubati, grazie all’utilizzo di esplosivi, alcuni preziosi reperti archeologici esposti nella mostra conclusasi domenica «Dacia. Impero dell’oro e dell’argento». Mancano all’appello, infatti, alcuni manufatti originariamente conservati nel Museo Nazionale di Storia della Romania concessi in prestito per la mostra.
Alcuni di questi oggetti, tra l’altro, sono stati esposti l’anno scorso per la prima volta a Roma in una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano), e prima ancora a Bucarest e poi in Spagna a Madrid in un tour espositivo itinerante dedicato all’antica Dacia. Tupan ha dichiarato alla stampa che il furto è il peggiore incidente che sia accaduto nei 170 anni di storia del museo. Tra i reperti rubati, spicca l’Elmo di Coţofenești, capolavoro in oro, datato alla metà del V secolo a.C. e rinvenuto casualmente nel 1928 presso il villaggio omonimo nei pressi di Bucarest. Sono immediatamente partite le indagini per recuperare gli oggetti con l’ausilio dei filmati delle telecamere di sicurezza del museo e il contributo dell’Interpol.
L’Elmo di Coţofenești è un’opera straordinaria di manifattura tracia, con la superficie decorata a sbalzo, scene di sacrificio e due occhi molto probabilmente con funzione apotropaica. Insieme a questo elmo, simbolo di un personaggio di alto rango dell’epoca e oggi considerato tesoro nazionale, sono spariti anche tre bracciali, anch’essi provenienti dall’antica Dacia, l’odierna Romania, la cui conquista venne portata a termine dall’imperatore Traiano nella prima e seconda guerra dacica (101-2 e 105-6 d.C.). In queste regioni dell’area dei Carpazi delimitate a est dal Mar Nero e a ovest dal fiume Tisa, prima dell’arrivo dei Romani si sono avvicendate diverse popolazioni che a stretto contatto con i coloni greci della costa nord-occidentale del Mar Nero e le popolazioni asiatiche della steppa hanno dato vita a una produzione artistica e artigianale originale e molto varia, ricca di influssi orientali ed elementi locali, realizzata con i preziosi metalli come l’oro e l’argento di cui all’epoca il territorio era ricco.
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