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ARCHEOLOGIA

Le indagini, condotte fino al raggiungimento del banco roccioso naturale, hanno anche portato alla luce, in settori finora non documentati, tracce dello sfruttamento dell’area come cava. Il sito riapre al pubblico il 24 ottobre

Al largo dell'antica Fanagoria, sul Mar Nero, nuove analisi archeometriche hanno ricostruito le tecniche costruttive di una nave da guerra attribuita alla flotta di Mitridate VI Eupatore, il sovrano del Ponto che combatté per decenni contro Roma. Affondata probabilmente durante la rivolta del 63 a.C., l'imbarcazione conserva uno sperone decorato con stelle e mezzelune, chiodi di rame e tracce di sofisticati sistemi di protezione dello scafo. Una testimonianza dell'ingegneria navale ellenistica e degli ultimi anni del regno di Mitridate.

Tre rari ornamenti d'oro dell'Età del Bronzo sono stati individuati da due appassionati di metal detecting a Blackford, nei pressi di Carlisle, nel nord dell'Inghilterra. I manufatti, destinati alla parte superiore del braccio e probabilmente appartenuti a individui di rango elevato, potrebbero essere stati deposti intenzionalmente nel terreno. La scoperta rafforza le ipotesi sugli antichi collegamenti tra la Cumbria e l'Irlanda, mentre il progetto di una sottostazione elettrica nell'area solleva interrogativi sulla tutela del sito.

La testa marmorea di fanciulla, rara testimonianza della presenza dell’arte greca in Etruria, è stata eletta miglior scoperta archeologica del 2025 dalla giuria della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Decisivo anche il sostegno del pubblico

Le ricerche geofisiche condotte quest’anno rivelano ambienti meglio conservati del previsto e aprono nuove prospettive sulla storia della residenza romana, celebre per i suoi affreschi e mosaici. La villa resta sepolta e non è visitabile

Al largo dell'isola di Kekova, sulla costa mediterranea della Turchia, gli archeologi dell'Università di Akdeniz studiano il carico di una nave affondata circa 4.700 anni fa. Le anfore potrebbero provenire dalla valle del Giordano e documentare antiche reti commerciali tra Levante, Anatolia e Mediterraneo orientale. Tra i reperti, un recipiente con nove incisioni e due fori potrebbe essere stato utilizzato per la lavorazione dei prodotti caseari, offrendo nuovi indizi sulla vita quotidiana degli equipaggi dell'Età del Bronzo.

Sedici anni fa, il cercatore di metalli John Hill individuò monete romane e frammenti di mosaico in un campo agricolo del Devon, nell'Inghilterra sud-occidentale. Oggi gli scavi dell'Università di Exeter e di Cotswold Archaeology hanno riportato alla luce un raro pavimento musivo a motivi floreali, appartenente a una grande villa romana con edifici agricoli e terme. Il mosaico, recuperato da un terreno sottoposto per decenni ad aratura, sarà conservato ed esposto al Tiverton Museum of Mid Devon Life.

A 18 anni dalla morte dell’archeologo, l’iniziativa vuole dare continuità alla visione e al lavoro del pioniere nella salvaguardia dei beni artistici e monumentali nelle aree di conflitto

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Sulla Montagne de Saint-Laurent, nei pressi di Digione, gli archeologi dell'Inrap hanno individuato i resti di un grande complesso residenziale e religioso frequentato tra il V e l'inizio dell'VIII secolo. Edifici monumentali, una chiesa paleocristiana e tracce di riscaldamento a ipocausto suggeriscono la presenza di un centro di potere dell'élite borgognona. Una scoperta che documenta la persistenza delle tecniche costruttive romane nell'Europa successiva alla caduta dell'Impero d'Occidente.

Nel governatorato di Gharbia, nel delta del Nilo, il ritrovamento casuale di un blocco di granito rosa da parte di un agricoltore ha condotto alla scoperta di due statue monumentali attribuite a Ramses II. Tra i reperti, una testa alta 1,6 metri, appartenente a una scultura che potrebbe aver raggiunto gli 8,5 metri, e una seconda figura reale conservata per circa 2,4 metri. Il Ministero egiziano delle Antichità ha premiato l'agricoltore per aver segnalato il ritrovamento, mentre proseguono gli scavi per ricostruire la storia del sito.

Domenica 18 ottobre si terrà una visita guidata straordinaria nell’area archeologica di Orte per scoprire gli interventi di restauro e valorizzazione realizzati con i fondi del Pnrr

Gli scavi dell’Università Ca’ Foscari hanno individuato il complesso episcopale paleocristiano della città romana. Resta da rintracciare il battistero, che potrebbe trovarsi nella parte dell’isolato romano non ancora indagata. Il 17 ottobre è in programma una visita accompagnata

Non è sopravvissuta la struttura lignea dell’imbarcazione; gli studiosi hanno quindi concentrato le analisi su oltre trenta anfore e contenitori recuperati sul fondale. Il ritrovamento supera, per antichità, il precedente primato (il relitto dell’isola greca di Dokos, tradizionalmente datato a circa 4.200 anni fa)

A Hierapolis si è tenuto il 13 e 14 ottobre il XVII Convegno dedicato alle missioni archeologiche italiane in Anatolia. Al centro dell’incontro nuove collaborazioni, dalla cooperazione tra Pompei ed Efeso alla valorizzazione del sito di Elaiussa Sebaste

Una pietra incisa individuata da un abitante di Behbeit el-Hagar, nel delta del Nilo, ha portato alla scoperta dei resti di due colossali statue reali. Tra questi, una testa di granito alta 1,60 metri, attribuita a Ramses II grazie alle iscrizioni geroglifiche, che apparteneva a un monumento originariamente alto circa 8,5 metri. Il ritrovamento, annunciato dal Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, potrebbe contribuire a ricostruire una fase ancora poco conosciuta della storia del sito, celebre per il Tempio di Iside costruito molti secoli dopo il regno del faraone.

Nella necropoli arcaica di Rasnica, nei pressi del lago di Ohrid, gli archeologi hanno riportato alla luce una sepoltura risalente a circa 2.600 anni fa, con un eccezionale corredo di armi, gioielli e oggetti preziosi. Accanto a un elmo di bronzo, uno scudo, una spada e diverse lance è stata rinvenuta una sottile lamina d'oro che potrebbe aver ricoperto il volto del defunto. La scoperta, successiva a un'altra ricca tomba individuata nel 2024, rafforza l'importanza del sito per lo studio delle élite balcaniche del VI secolo a.C. e dei loro rapporti con il mondo mediterraneo.

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