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ARCHEOLOGIA

Dagli scavi di Kayalıpınar sono emerse 184 tavolette e frammenti in scrittura cuneiforme, che ne fanno una delle più importanti concentrazioni di documenti ittiti rinvenute nel XXI secolo e al di fuori della capitale Ḫattuša

A Monteleone Sabino, in provincia di Rieti, il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio ha documentato un acquedotto sotterraneo attribuito all'età preromana, scavato direttamente nella roccia per almeno cento metri. Le indagini, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, hanno individuato un articolato sistema di gallerie trasversali utilizzate durante la costruzione. La scoperta contribuisce a ricostruire le conoscenze tecniche e l'organizzazione territoriale delle comunità sabine legate all'antica Trebula Mutuesca.

Rinvenuto casualmente nel 2019 nella steppa dell'Uybat, nella Siberia meridionale, uno scudo circolare in ferro di circa 65 centimetri di diametro è stato analizzato da Alexander Poselyanin e Oleg Mitko in uno studio pubblicato nel 2026. Composto da quattordici piastre rivettate, il manufatto presenta caratteristiche riconducibili alle officine del Vicino Oriente ed è confrontabile con un solo altro esemplare noto, scoperto nella regione del lago d'Aral. La sua presenza in Siberia documenta l'ampiezza delle connessioni militari e culturali durante l'epoca mongola.

Nel sito archeologico di Grand, nel dipartimento francese dei Vosgi, gli scavi avviati nel 2022 hanno restituito oltre mille dadi in osso concentrati nei pressi di un piccolo edificio romano. La scoperta, emersa progressivamente durante le campagne successive, riguarda un antico centro gallo-romano noto per un grande anfiteatro, un mosaico monumentale e il culto di Apollo Grannus. Gli archeologi valutano diverse ipotesi: un laboratorio artigianale, uno spazio destinato al gioco oppure un luogo con funzioni rituali e divinatorie.

Il «Coptic Project», una ricerca pubblicata dall’Università di Cambridge dedicata al paesaggio egiziano tra il III e il VII secolo d.C., ha l’obiettivo di ricostruire le relazioni tra insediamenti cristiani, mobilità ed economia

L’opera del II secolo d.C. testimonia l’incontro tra le tradizioni artistiche egizia, greca e romana. Il dipinto sarà esposto al Museo dell’Ara Pacis dal 5 novembre, accanto a decine di ritratti del Fayum, nella mostra dedicata all’arte del ritratto nell’antichità

La Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano visitabili il 21 ottobre. Prosegue il Progetto Domus, il programma di restauro che valorizza alcune delle dimore più significative dell’antica città romana

L’incisione, che raffigura una delle Sette meraviglie del mondo antico, potrebbe offrire nuovi indizi sulle funzioni amministrative del quartiere reale di Alessandria in epoca romana

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Nel criptoportico viene alla luce la parte inferiore del grande mosaico parietale, tra nodi di conservazione, fruizione limitata e l’antico scalo tiberino

Il rinvenimento è stato effettuato dalla missione guidata dal professor Necmi Karul dell’Università di Istanbul, nell’ambito di una vasta iniziativa di ricerca che coinvolge 36 istituzioni scientifiche e oltre 220 studiosi impegnati in dieci siti neolitici dell’Anatolia sudorientale

Il centro, inaugurato dal ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, dispone di due sistemi Uav a lungo raggio equipaggiati con visione notturna, tre sistemi di antenna, postazioni di monitoraggio, grandi schermi e telecamere di sicurezza

«Alla Tina Jama abbiamo avuto la fortuna di scavare una ricca sequenza tardo mesolitica», spiega Federico Bernardini, direttore dello scavo. Un contesto raro che può offrire nuovi elementi per comprendere come cambiarono ambiente, economia e pratiche di sussistenza con l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento

I frammenti riemersi appartengono probabilmente a un grande peristilio, un porticato colonnato, forse parte di una ricca domus o di una struttura monumentale

Il cantiere permette di vedere direttamente le maestranze impegnate sui pavimenti musivi e di comprendere le metodologie adottate nell’intervento

Nella sua nuova ricerca Valentino Nizzo, docente all’Università di Napoli L’Orientale, analizza il monumento salentino e propone anche una nuova lettura della tradizione legata a Siminiano e di alcune reliquie attribuite a san Giovanni Battista

A colpire gli archeologi sono stati soprattutto i mosaici e le strutture architettoniche. Le decorazioni richiamano quelle del palazzo reale di Ege, uno dei più importanti complessi della Macedonia antica

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