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ARCHEOLOGIA
Il complesso, costruito dalle prime comunità agricole di Chleby, aveva un diametro di circa 230 metri ed era delimitato da un fossato profondo oltre 2,5 metri, attraversato da dodici ingressi disposti apparentemente in modo irregolare, rivelando un sistema di allineamenti per osservare momenti significativi dei cicli astronomici
Nella grotta di Gedikkaya, nella Turchia nord-occidentale, gli archeologi hanno rinvenuto circa 25 statuette di tartaruga in pietra, alcune inserite verticalmente nel terreno attorno a strutture circolari. Gli strati associati risalgono all’Epipaleolitico, tra 14.500 e 11.200 a.C. Il ritrovamento rafforza l’ipotesi che la grotta non fosse un semplice rifugio, ma uno spazio rituale in cui animali, formazioni naturali e oggetti intenzionalmente deposti assumevano significati simbolici.
Nella penisola di Mangyshlak, in Kazakistan, lo studio di una sepoltura del V-VI secolo d.C. ha restituito il corredo di una giovane donna dell’élite con scarpe, cintura e copricapo rivestiti d’oro. Più che un segno di ricchezza individuale, la tomba apre una finestra sulle reti commerciali e culturali del Mar Caspio, dove artigiani locali, comunità nomadi e merci provenienti da Bisanzio, Persia, Asia centrale e Cina si incontravano già 1.500 anni fa.
Le autorità elleniche fanno ricorso all’installazione di moderni sistemi di rilevamento del fuoco, i cui dati vengono trasmessi in tempo reale ai vigili del fuoco. Entro la fine di agosto anche l’Acropoli di Atene ne verrà provvista
Sono datate al VII-VIII secolo d.C. Le autorità locali prevedono di presentare i reperti al pubblico entro circa un mese, una volta completate le prime analisi e adottate le necessarie misure di conservazione
Si inizia con un «pre-esercizio»: una prima fase di almeno 30 giorni, durante la quale la Polizia locale presidierà gli ingressi per informare i cittadini e verificare il corretto funzionamento del sistema
Una lastra riutilizzata all'interno di un tumulo funerario della cultura Tagar, in Khakassia, conserva rare incisioni di due cavalli e una capra accanto a figure antropomorfe probabilmente più antiche. Le differenze tecniche e compositive suggeriscono che il kurgan sia stato modificato nel corso di più generazioni, trasformando il monumento funerario in un luogo continuamente riscritto tra l'VIII e il III secolo a.C.
Uno studio pubblicato sul «Journal of Archaeological Science» ha analizzato oltre cento manufatti dell’Età del Bronzo provenienti dall’attuale Grecia. Tredici anelli contengono nichel in quantità compatibili con l’impiego di ferro meteoritico. Rinvenuti soprattutto in contesti funerari di prestigio e associati a oro e argento, potrebbero essere stati simboli di rango delle élite minoiche e micenee.
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Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei lavori per la sostituzione della rete del gas. I reperti ora verranno protetti e ricoperti sotto la supervisione della Soprintendenza
Secondo l’accusa, alcune attività di scavo non autorizzato avrebbero provocato danni al sito archeologico medievale di Solkhat e comportato la sottrazione di reperti
Il parco campano ha programmato un calendario di aperture straordinarie dal 28 agosto al 10 ottobre tra Pompei, Oplontis, Boscoreale e Stabia per spettacoli, rievocazioni e attività culturali
I fragili resti di un neonato rinvenuti nel sito di Ripari Alti, nella valle di Lamen, nel Bellunese, conservano la traccia di una frattura prodotta durante un parto difficile. Secondo lo studio coordinato dall’Università di Trento, sarebbe la più antica prova archeologica diretta finora documentata di una manovra ostetrica: un tentativo di estrazione compiuto quasi seimila anni fa.
In un sepolcro del periodo degli Stati Combattenti, nella Cina nord-occidentale, gli archeologi hanno trovato un recipiente di bronzo ancora sigillato con 3,7 litri di una bevanda fermentata a base soprattutto di miglio. Le analisi chimiche e microscopiche ne hanno ricostruito composizione e possibile processo produttivo. Per quantità e stato di conservazione, il ritrovamento offre una rara testimonianza diretta sulle pratiche alimentari, rituali e funerarie della Cina precedente all’unificazione imperiale.
L’oggetto è una composizione moderna realizzata con materiali antichi, ma la restituzione dell’anno scorso ha comunque un grande valore per quella popolazione. Ora l’oggetto andrà in mostra al Museo delle Culture di Oaxaca, ma è destinato a quello di Villa de Tututepec
Per tre settimane, un team composto da studenti e da specialisti di archeologia alpina lavorerà nell’area dell’attuale Pineta alla ricerca di testimonianze dell’antichità valtellinese
Si trova in località Casalaccio, nella Tuscia, in un’area compresa tra Viterbo e Vitorchiano. Tra vari oggetti appartenenti a diversi corredi funerari rinvenuto anche il teschio di un uro, un’antica specie di bovino. Le sepolture sono datate dal V secolo a.C. al II secolo d.C.















