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ARCHEOLOGIA

A colpire gli archeologi sono stati soprattutto i mosaici e le strutture architettoniche. Le decorazioni richiamano quelle del palazzo reale di Ege, uno dei più importanti complessi della Macedonia antica

Il piccolo volume di Officina libraria contiene una raccolta di testi che Giuseppe M. Della Fina ha scritto per «Il Giornale dell’Arte»: l’itinerario muove dalle pagine di romanzi e racconti, attraversa città e musei etruschi con capolavori più o meno conosciuti, e si conclude con le campagne di scavo e il contributo degli archeologi

A Copenaghen il progetto espositivo, che ricostruisce la moda e i gusti dei Romani, si dispiega su una superficie di mille metri quadrati non solo integrando le collezioni di statuaria antica del museo con prestiti internazionali, ma anche rendendo merito alle ricerche condotte a proposito della policromia

Dal 15 ottobre al costo di 15 euro (6 euro dai 18 ai 25 anni) si potrà acquistare un ticket integrato per l’ingresso al Parco Archeologico di Vulci e al Museo Nazionale Etrusco di Roma e avere una visione complessiva della civiltà fiorita nell’importante città vulcente, dove si continua a scavare nella necropoli e al porto etrusco di Regisvilla

È la terza rinvenuta nel sito di Mezzano dagli anni Settanta del Novecento, circostanza che conferma l’eccezionale importanza archeologica del contesto. Potrebbero essere state deposizioni rituali di oggetti?

Nel teatro della città è stata anche rinvenuta una lastra marmorea con un’iscrizione per la probabile caduta di un fulmine in quel luogo preciso, e sono state restaurate cinque teste marmoree

Sembrava concluso a quota 4.886, poi il campo ha cominciato nuovamente a restituire argento. Il tesoro di Mørstad, nella Norvegia orientale, ha ormai raggiunto circa 5.200 monete ed è il più grande deposito monetale dell’epoca vichinga mai rinvenuto nel Paese. Sepolto probabilmente intorno al 1046-47, contiene emissioni norvegesi e straniere e apre nuove domande sulla circolazione di argento, uomini e potere nel Mare del Nord. Ma il mistero principale rimane: perché qualcuno accumulò qui migliaia di monete senza tornare a recuperarle?

Una statuetta in piombo raffigurante la Venere Pudica è stata scoperta nell’insediamento romano di Pilisszentiván-Hárs-erdő, nell’entroterra di Aquincum, a nord-ovest dell’odierna Budapest. È la prima testimonianza direttamente associabile alla sfera religiosa individuata nel sito, scavato da quattro anni dagli archeologi dell’Università Eötvös Loránd. Insieme a specchi, monete, spille, utensili e ceramiche, il piccolo reperto permette di ricostruire una dimensione sempre più privata della vita di una comunità rurale romana.

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Al largo di Adrasan, sulla costa mediterranea della Turchia, gli archeologi stanno scavando una nave mercantile affondata tra la tarda età ellenistica e la prima età romana con migliaia di stoviglie a bordo. Sono state riconosciute 122 forme e dimensioni diverse e nel 2025 erano già stati recuperati 6.511 reperti ceramici integri. Il carico è collegato alla regione dell’antica Rhosus, celebre per una produzione che potrebbe essere quella dei «Rhosica vasa» ordinati da Cicerone nel I secolo a.C. Un’identificazione ancora discussa, ma che trasforma il relitto in una testimonianza eccezionale del commercio mediterraneo della ceramica.

È riemerso a soli dieci centimetri di profondità sul monte Geumseong, in Corea del Sud, durante un’operazione militare di sminamento. L’Hwangja Hwatong è un piccolo cannone portatile in bronzo, lungo meno di 24 centimetri, che i ricercatori datano al 1377 o al 1437: in entrambi i casi sarebbe la più antica arma da fuoco a polvere da sparo conservata in Corea. Ma a renderlo eccezionale è soprattutto un’iscrizione di 28 caratteri che conserva il nome del funzionario che ne supervisionò la produzione e quello dell’artigiano che materialmente lo realizzò.

Quattro delle sei corsie di via dei Fori Imperiali saranno restituite a pedoni e biciclette, spariranno i marciapiedi e una nuova pavimentazione metterà in relazione la strada con la geometria degli antichi Fori. È il cuore del CArMe, il piano da 191 milioni di euro e oltre 80 interventi che interessa 106 ettari della Roma archeologica. Ma la pedonalizzazione, per ora, sarà incompleta: autobus e altri mezzi autorizzati continueranno a percorrere le due corsie centrali. L'obiettivo di eliminare del tutto il traffico è legato alla futura stazione Venezia della Metro C.

È da poco terminata la campagna di scavo annuale nell’area del santuario emporico. Oltre agli elementi pertinenti all’età etrusca, sono stati rinvenuti resti di abitazioni, impianti produttivi, una strada e una necropoli che risalgono alla fase romana

La Nuova Passeggiata Archeologica di Roma, opera simbolo del restyling dei Fori imperiali, sarà aperta entro l’estate del 2027. Restauri e altri progetti sono in via di completamento

Tra i ritrovamenti effettuati (tutti di vestigia di epoca carolingia o ottoniana, comprese quindi tra IX e X secolo) quello di una struttura fortificata e quella di un muro largo quasi due metri, che potrebbe essere appartenuto a una torre. Il cosiddetto Palazzo del vescovo si sviluppava probabilmente su più piani

Per il biennio 2026-2027 si prevede infatti un episodio di intensità eccezionale, che potrebbe mettere a rischio oltre 10mila siti archeologici lungo la costa del Paese, alcuni dei quali documentano una storia che risale a 12mila anni fa

In compagnia di Daniele Manacorda visitiamo la mostra «Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico», al Parco Archeologico del Colosseo fino al 18 ottobre

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