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ARCHEOLOGIA
Per tre settimane, un team composto da studenti e da specialisti di archeologia alpina lavorerà nell’area dell’attuale Pineta alla ricerca di testimonianze dell’antichità valtellinese
Si trova in località Casalaccio, nella Tuscia, in un’area compresa tra Viterbo e Vitorchiano. Tra vari oggetti appartenenti a diversi corredi funerari rinvenuto anche il teschio di un uro, un’antica specie di bovino. Le sepolture sono datate dal V secolo a.C. al II secolo d.C.
Ventitré reperti archeologici siriani, prestati nel 2011 per una mostra a Parigi e rimasti in Francia durante gli anni della guerra civile e dell'isolamento diplomatico del regime di Bashar al-Assad, sono stati restituiti al Museo Nazionale di Damasco. Il rimpatrio, avvenuto in occasione della visita del presidente Emmanuel Macron, rappresenta il primo grande accordo culturale tra la Siria post-Assad e un Paese occidentale e potrebbe aprire una nuova stagione di cooperazione internazionale per il recupero del patrimonio disperso.
Realizzato in Egitto tra il 285 e il 250 a.C., il più antico frammento conosciuto dell'Odissea è tornato in esposizione nelle gallerie del Metropolitan Museum of Art di New York. Il prezioso papiro conserva una delle prime testimonianze del poema omerico e include tre versi assenti nella tradizione testuale moderna, offrendo uno sguardo diretto sulla trasmissione orale e scritta del capolavoro dell'antichità.
I sepolcri riesumati sono di epoche diverse: uno è databile al Periodo Tardo; gli altri due risalgono invece all’epoca romana
Il rinvenimento, totalmente inaspettato, è stato effettuato nella duna di Maddalusa, una frazione della città di Agrigento. L’esemplare è in eccezionali condizioni di conservazione
Partite nello scorso mese di maggio, le operazioni rientrano in un più ampio programma di tutela delle testimonianze sommerse presenti nelle acque tra il Canale di Piombino e l’Arcipelago Toscano
La stessa monetazione della città anatolica, con lo statere locale che raffigurava due lottatori in azione, testimonia quanto questa disciplina permeasse la stessa identità civica del luogo
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La struttura permetteva un tempo alla «Via Triumphalis» di attraversare il fiume, collegando Roma all'area del Vaticano
Situata a 1.030 metri di altitudine, è la prima testimonianza sistematica di una presenza nella regione orientale del Mar Nero alla fine del Pleistocene
Una nave romana lunga circa ventuno metri, con un carico di centinaia di anfore ancora sul fondale, è stata individuata a 45 metri di profondità al largo di Mazara del Vallo. La scoperta, nata dalla segnalazione di due pescatori subacquei e confermata dalla Soprintendenza del Mare e dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, apre un nuovo capitolo per l'archeologia subacquea italiana. Più che un semplice relitto, il sito conserva un contesto archeologico pressoché integro, destinato a fornire nuove informazioni sulle rotte commerciali e sugli scambi nel Mediterraneo romano.
Lungo oltre 2 km, fu costruito sotto Costantino I nel 328 d.C. per collegare la città di Ulpia Eskus con Sucidava (in Romania). È considerato uno dei ponti più lunghi dell’antichità
Il gruppo scultoreo, alto 2,2 metri, restituisce l’immagine di una divinità dall’aspetto solenne e umano. È stato rinvenuto tra i resti della Porta Monumentale della città anatolica
Un nuovo studio bioarcheologico e multidisciplinare sui resti umani delle vittime dell’eruzione del Vesuvio ci dà informazioni abbastanza circostanziate sulla dieta di quella popolazione
A tre miglia dalla costa di Mazara del Vallo è stato individuato un relitto romano databile tra il II e il I secolo a.C., con un carico di centinaia di anfore Dressel 1A, ancore e altri elementi della nave. La scoperta, frutto della collaborazione tra Carabinieri e Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, apre una nuova pagina nello studio delle rotte commerciali del Mediterraneo antico.
Uno studio pubblicato su Nature utilizza il telerilevamento Lidar per individuare oltre 20mila terrapieni monumentali nell'Amazzonia sudoccidentale. La scoperta amplia di tre volte l'estensione conosciuta della civiltà precoloniale dell'Aquiry e mette definitivamente in discussione l'idea di una foresta vergine scarsamente abitata prima dell'arrivo degli europei.














