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«API-LOGO» all’Orto botanico di Roma

© Studio Cyril de Commarque

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«API-LOGO» all’Orto botanico di Roma

© Studio Cyril de Commarque

All’Orto Botanico di Roma un monumentale nido per le api di Cyril de Commarque

Per la Giornata Mondiale delle Api l’artista francese ha firmato una scultura vivente, abitabile e permanente che ci fa riflettere sul rapporto tra arte e biodiversità

Samantha De Martin

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Simile a un big bang, un nido in legno bruciato sospeso tra tre alberi esplode di vita nel cuore dell’Orto botanico di Roma. La scultura site specific alta tre metri, realizzata dall’artista francese Cyril de Commarque, è stata presentata martedì 19 maggio, in occasione della Giornata Mondiale delle Api (20 maggio 2026), e resterà installata in modo permanente all’interno del giardino scientifico alle pendici del Gianicolo. Il progetto, che si avvale del supporto tecnico della Fao, in collaborazione con l’Orto Botanico e l’Università La Sapienza di Roma (Progetto Terza Missione Api-Urbane), si intitola «API-LOGO», neologismo che unisce le parole «api» ed «epilogo». Presenza sospesa, fragile e potente al tempo stesso, l’opera vuole offrire uno spunto di riflessione sul connubio tra arte, ricerca scientifica e biodiversità, concentrandosi sul ruolo essenziale delle api selvatiche nell’equilibrio degli ecosistemi.

Cuore di «API-LOGO» è un nido in legno, scolpito in forme organiche e poi bruciato secondo la tecnica giapponese dello «shou sugi ban». Al centro un habitat per api selvatiche, caratterizzato da una moltitudine di canne di bambù, offre rifugio e continuità. Questo nucleo invisibile trasforma la scultura in un luogo di rigenerazione, dove l’arte si fa gesto di riparazione e rinascita. All’interno, le superfici sono intagliate in una sequenza di cellette che richiamano la perfezione organica e fragile del favo delle api. Il fuoco, nella sua azione di trasformazione, conferisce alla materia una texture che ricorda il favo, suggerendo anche una possibilità di rinascita. «API-LOGO» è una scultura vivente, abitabile dalle api selvatiche, spazio di coesistenza, rigenerazione e ospitalità tra specie differenti che intreccia bellezza e vulnerabilità. «API-LOGO, commenta Cyril de Commarque, è un nido esploso in cui il fuoco sigilla nella materia il segno dell’Antropocene. Il cuore della scultura interroga la nostra capacità di coesistere con il vivente. Le arnie installate in parallelo, in collaborazione con La Sapienza e il Cnr, preparano un’installazione video che elabora una grammatica del linguaggio delle api».

Su proposta dell’artista Cyril de Commarque, noto per la sua ricerca interdisciplinare che intreccia fotografia, performance, pittura e installazione, ponendo al centro il rapporto tra essere umano e natura, il ricercatore Fernando Warrio, associato presso l’Istc-Cnr di Roma, realizzerà infatti una serie di alveari sperimentali dotati di telecamere, microfoni e codici QR che saranno applicati a un numero selezionato di api di riferimento. Giacomo Di Matteo, ricercatore Rtda presso l’Università La Sapienza di Roma, selezionato tramite bando pubblico, insieme al suo gruppo di ricerca e ai ricercatori dell’Orto Botanico seguirà l’installazione in sito assieme al monitoraggio della corretta attività degli alveari. Seguendo i movimenti e le danze captate, l’artista darà infine forma a una grammatica del linguaggio delle api, trasformando il dato scientifico in una struttura sintattica e poetica.

«API-LOGO» all’Orto botanico di Roma. © Studio Cyril de Commarque

Samantha De Martin, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

All’Orto Botanico di Roma un monumentale nido per le api di Cyril de Commarque | Samantha De Martin

All’Orto Botanico di Roma un monumentale nido per le api di Cyril de Commarque | Samantha De Martin