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Caterina Selva
Leggi i suoi articoliDal 21 al 24 maggio torna The Phair, la fiera torinese dedicata alla fotografia, giunta quest’anno alla sua settima edizione. La sala Fucine delle Ogr Torino ospita 42 gallerie italiane ed estere, guidate da un board curatoriale rinnovato e un ricco programma di talk che vede la partecipazione di curatori, collezionisti e professionisti del settore di rilievo internazionale. L’immagine guida di quest’anno, «Giuseppe Penone al Castello di Rivoli», è della fotografa Nanda Lanfranco (1935-2023) e ritrae l’artista aggirarsi tra le sale del Museo. Realizzata nel 1991, appartiene al Fondo Nanda Lanfranco, istituito nel 2025 dal Crri-Centro di Ricerca Castello di Rivoli; concessa dal Museo, restituisce in modo emblematico il dialogo tra artista, luogo e visione. Questo connubio è il nodo centrale per comprendere la direzione che The Phair ha deciso di intraprendere e verso cui punta la propria rotta: la fotografia è aperta alla contaminazione o, meglio, all’ampliamento del proprio potenziale espressivo grazie a una visione capace di renderla strumento per sfidare il senso comune della sua percezione e, allo stesso tempo, per indagare il tempo presente.
Una fiera che conosce il proprio pensiero rispetto alla fotografia: The Phair, infatti, predilige i progetti espositivi caratterizzati dalla contaminazione tra linguaggi e discipline e la sperimentazione attraverso il mezzo fotografico. Anche questo è un modo per fare ordine in un contesto storico segnato da nuovi grandi stravolgimenti nel mondo dell’immagine.
Oliviero Toscani, «Senza Titolo», 1971-75, Colombo’s Gallery
The Phair, oltre a dichiarare la presenza della fotografia sul mercato del collezionismo, dichiara quella dell’Italia come attore vivo in questo settore, e di Torino come città sempre più coinvolta nell’offerta legata a questo mezzo di espressione (fino al 2 giugno, infatti, si svolge la terza edizione del festival Exposed-Torino Photo Festival). Proprio la direzione curatoriale di The Phair assume un ruolo centrale per la proposta della fiera, strutturata secondo l’attribuzione di stand uniformi, dalla metratura identica per tutti gli espositori. Oltre all’equilibrio tra gli spazi, questa scelta permette di poter pensare al percorso della fiera come una narrazione continua. Il Comitato Curatoriale, composto da Umberto Benappi, Emilio Bordoli, Lorenzo Bruni, Ernesto Esposito, Brandei Estes, Benjamin & Steffi Jaeger, Massimo Prelz Oltramonti, Valerio Tazzetti e Carla Testore, ampliato in occasione di questa settima edizione, intende accogliere esperienze eterogenee, legate al mercato ma anche alla critica e al collezionismo internazionale.
A ribadire, oltre alla necessità che la fotografia sente di raccontare il tempo che viviamo, il legame tra The Phair e il tessuto espositivo torinese, alcune opere del fotografo britannico contemporaneo Nick Brandt, a cui è dedicata attualmente un’ampia mostra antologica alle Gallerie d’Italia-Torino fino al 6 settembre, sono presentate da WILLAS contemporary di Stoccolma: il rapporto tra essere umano, mondo animale e naturale trova forma attraverso la sofisticatezza delle riprese in posa realizzate tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania. In questo modo, l’evento fieristico fa suo il compito di toccare i temi del presente, anche attraverso l’evoluzione che il medesimo linguaggio ha subito nel corso del tempo: il rapporto tra umanità e ambiente, la cui riformulazione risulta oggi così urgente, è stato infatti centrale nella ricerca anche di alcuni maestri italiani, come Mario Giacomelli, rappresentato da Alessia Paladini Gallery di Milano che espone il fondamentale lavoro «Presa di coscienza sulla natura» dell’autore senigalliese.
Tra le novità di questa edizione, The Phair amplia il dialogo con le gallerie attraverso due nuovi progetti, pensati per valorizzare nuove prospettive e modalità espositive all’interno della fiera. Un primo nucleo di gallerie, selezionato con il supporto di Carola Allemandi, autrice e curatrice indipendente, riunisce realtà alla loro prima partecipazione a The Phair: una selezione che apre la fiera a nuove voci e a pratiche non esclusivamente legate alla fotografia, promuovendo al tempo stesso un passaggio di competenze e know-how all’interno del team curatoriale della manifestazione. Un secondo focus, sviluppato con la collaborazione di Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia, è dedicato invece a gallerie che presentano progetti monografici, costruiti attorno al lavoro di un singolo artista e pensati per offrire percorsi espositivi più approfonditi e riconoscibili.
The Phair invita il pubblico a esplorare la fotografia come territorio ibrido e in trasformazione, e a chiedersi quante cose il mondo abbia l’urgenza di dirci, e a quali siamo disposti a prestare ascolto, oltre che lo sguardo: da qui nasce la possibilità di una visione attiva, in cerca di nuove domande. Che sia questa una possibile bussola per tracciare il proprio percorso nei giorni di The Phair.
Nick Brandt, «Akessa Looking Down II, Sink Rise, Fiji», 2023, Willas Contemporary