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Lucian Freud, Blond Girl on a Bed

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Lucian Freud, Blond Girl on a Bed

Bacon, Freud, Kossoff: il cuore inquieto della School of London in asta da Sotheby’s

Quattro capolavori dalla Lewis Collection guidano la Modern & Contemporary Evening Sale del 4 marzo, a Londra, con stime che superano complessivamente i 20 milioni di sterline

Quattro dipinti, quattro decenni, un’unica ossessione: la figura umana. Sotheby’s porta alla Modern & Contemporary Evening Sale del 4 marzo a Londra un nucleo compatto e di qualità museale proveniente dalla Lewis Collection, riunendo un autoritratto del 1972 di Francis Bacon, due opere cruciali di Lucian Freud e quello che è considerato il capolavoro di Leon Kossoff. Prima della vendita, le opere saranno esposte a New York dal 17 al 19 febbraio, per poi tornare a Londra dal 26 febbraio. Una traiettoria che sottolinea il respiro internazionale di un gruppo che, pur profondamente londinese, ha inciso in modo determinante sulla pittura del secondo Novecento.

Più che una semplice selezione di top lot, il quartetto traccia l’arco completo della cosiddetta School of London, quella costellazione di artisti che, tra gli anni Cinquanta e Ottanta, scelse ostinatamente di restare fedele alla figura mentre l’arte americana ed europea virava verso astrazione, il minimalismo e l'interpretazione concettuale. Bacon, Freud e Kossoff non formarono mai un movimento strutturato, ma condivisero un clima umano e intellettuale preciso, fatto di incontri quotidiani nella Soho bohemien, di rivalità serrate e di una concentrazione quasi ossessiva sul corpo come luogo di manifestazione psicologica.

L’autoritratto di Bacon del 1972, stimato 8-12 milioni di sterline, nasce in uno dei momenti più drammatici della sua vita, all’indomani della morte del compagno George Dyer. In quell’anno l’artista realizzò almeno dodici piccoli autoritratti; questo è considerato il più incisivo e l’unico di quel gruppo mai apparso sul mercato. Il volto, deformato ma lucidissimo, sembra concentrarsi in una gabbia spaziale essenziale. L'esuberanza psicologica è trattenuta entro una struttura rigorosa, quasi claustrofobica. È un’immagine di sé che non concede indulgenza, in cui la pittura diventa il luogo di una dissezione interiore feroce e controllata insieme. Donato al medico Paul Brass, che lo aveva assistito in un momento critico, il dipinto ha alle spalle una storia espositiva di rilievo e rappresenta uno dei vertici dell’autoritratto nel XX secolo.

Francis Bacon, Self-Portrait

Accanto a questa immagine devastante, i due lavori di Freud mostrano un diverso, ma altrettanto radicale, modo di interrogare la presenza umana. A Young Painter (1957-58), stimato 4-6 milioni di sterline, segna un passaggio decisivo nella parabola dell'autore. Il ritratto di Ken Brazier documenta l’abbandono della precisione lineare degli esordi in favore di una pennellata più ampia e materica. In questi anni, anche sotto l’influenza del confronto con Bacon e immerso nell’energia di Soho, Freud sostituisce i pennelli sottili con setole più dure e costruisce il volto attraverso masse cromatiche dense, caricando la superficie di una tensione nuova. La psicologia non è più affidata al disegno minuzioso ma all’energia stessa della pittura, che modella la carne come argilla.

Lucian Freud, A Young Painter

Tre decenni più tardi, in Blond Girl on a Bed (1987), stimato 6-8 milioni di sterline, la stessa ricerca approda a una piena maturità. La modella Sophie de Stempel è distesa su un letto in una posa che richiama la tradizione del nudo reclinato, ma Freud rifiuta l’idea di “nudo” per parlare piuttosto di “naked painting”, sottolineando l'intenzione di esporre la vulnerabilità del corpo, e dello spirito, del modello. La materia è spessa, stratificata, quasi scultorea; il peso del corpo è tangibile, la gravità ineludibile. Le lunghe sedute, spesso estenuanti, si traducono in una resa della carne che è insieme analitica e profondamente empatica. Se Bacon concentra la crisi in un lampo di deformazione, Freud dilata il tempo dell’osservazione fino a far coincidere pittura e presenza.

Leon Kossoff, Children’s Swimming Pool

Con Children’s Swimming Pool, 11 O’Clock Saturday Morning, August 1969 (1969), stimato 600-800 mila sterline, Kossoff porta questa attenzione alla fragilità umana in una dimensione quotidiana e corale. Considerato il migliore di una serie dedicata alla piscina pubblica di Willesden, il dipinto appartiene a una fase in cui l’artista si allontana dai paesaggi di macerie e cantieri del dopoguerra per rivolgersi a scene di vita ordinaria. La superficie, costruita con un impasto denso e quasi scultoreo, vibra di luce e movimento. I corpi dei bambini, l’acqua, l’architettura si fondono in un campo pittorico compatto, dove l’esperienza personale - Kossoff portava lì i figli a nuotare - si trasfigura in visione epica. È la dimostrazione di come la School of London non fosse soltanto introspezione individuale, ma anche capacità di elevare il quotidiano a esperienza universale.

Redazione, 13 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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