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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliA Roma va in scena la creazione «Pinocchio. Che cos’è una persona?», spettacolo ideato, scritto e diretto da Davide Iodice, al Teatro India dal 17 al 22 febbraio. Protagonisti sul palco le attrici e gli attori extra-ordinari della scuola elementare del Teatro conservatorio popolare per le arti della scena, accompagnati dai loro genitori, care giver, tutor, amici, che, attraverso la figura universale del burattino di Collodi, abitano una ricerca poetica fatta di ascolto, riconoscimento e autenticità esplorandone proprio i temi dell’identità e della fragilità. A inaugurare il debutto romano, martedì 17 febbraio nella sala Oceano del Teatro India, si terrà l’anteprima dello Speciale Rai intitolato «Davide Iodice. Pinocchio e gli altri». Prodotto da Rai Cultura in collaborazione con la Biennale di Venezia, con il direttore Willem Dafoe che ha fortemente sostenuto il progetto, il documentario racconta il percorso artistico e pedagogico di Iodice.
All’anteprima interverranno Fabrizio Zappi direttore Rai Cultura, Pietrangelo Buttafuoco presidente della Biennale di Venezia, Luca De Fusco direttore artistico del Teatro di Roma, l’autore Felice Cappa e il regista Iodice. Lo speciale sarà trasmesso su Rai 5 sabato 21 febbraio. Subito dopo la proiezione, lo spettacolo andrà in scena partendo proprio dalla domanda che Davide Iodice si pone, «che cos’è una persona?», per delineare un’indagine poetica e profonda sulla diversità, sull’identità e sulla fragilità, attraverso la figura universale di Pinocchio, il celebre burattino che attraversa un processo di trasformazione magica ma anche dolorosa per diventare un bambino. Ispirandosi alla fiaba di Collodi, lo spettacolo porta sul palco un gruppo di attrici e attori con disabilità e neurodiversità, che ritrovano in Pinocchio un simbolo di sé: una creatura che non vuole adattarsi a una immagine stereotipa e abilista di normalità, dando vita a un dispositivo teatrale di ascolto e di espressione, un luogo in cui le fragilità diventano forza e il palcoscenico diventa un potente mezzo di uguaglianza e di esaltazione delle differenze. Il lavoro di Iodice interroga il significato di essere persone, restituendo al pubblico un’esperienza intensa e necessaria, che celebra la bellezza delle differenze e la complessità dell’essere umani, fornendo un nuovo concetto di identità e inglobando ed esaltando l’accettazione e la bellezza dell’essere «straordinari».
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