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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoli«Da molto tempo avevo segnato sul mio calendario di lavoro la data del 2026, l’anno del centenario della morte di Claude Monet. Su di lui ho curato tante mostre, sia monografiche sia tematiche, sempre con grande successo di pubblico, e ho portato in Italia in trent’anni centinaia di suoi capolavori. Ma questa ricorrenza la volevo celebrare in altro modo»: così Marco Goldin spiega la sua prossima avventura nel mondo dello spettacolo. Nel prossimo mese di ottobre arriva la sua nuova tournée teatrale, portando in scena una produzione scritta e diretta dallo stesso Goldin, intitolata «Monet. Una vita a colori». Assieme a lui saliranno sul palcoscenico Remo Anzovino, autore delle musiche originali, al pianoforte, e Daniela Savoldi, violoncello e voce. Anzovino ha firmato la colonna sonora di «150 anni di Corriere della Sera. Il racconto dell’Italia», documentario realizzato da 3D Produzioni in collaborazione con Fondazione Corriere della Sera, soundtrack edita da Casa Ricordi e distribuita da Universal Music Italia, su etichetta Decca Italy.
«Monet. Una vita a colori» è prodotto da Imarts e Fondazione Teatro Due, in collaborazione con Linea d’ombra, main partner CentroMarca Banca. Lo spettacolo, della durata di circa 90 minuti, è dedicato alla vita di Monet in occasione del centenario della morte, avvenuta a Giverny il 5 dicembre 1926. Questo nuovo progetto si annuncia come un’esperienza immersiva e spettacolare, e la tournée toccherà tutta l’Italia con decine di date: la prima parte da metà ottobre a metà dicembre, la seconda parte nel 2027, dalla fine di febbraio all’inizio di maggio. La «data zero» è fissata al Teatro Sociale di Mantova il 17 ottobre e poi, entro l’anno, da Udine, sede della prima nazionale il 20 ottobre, a Milano, da Genova a Torino, da Bologna a Roma dove lo spettacolo sarà allestito al Teatro Brancaccio il 23 novembre, da Napoli a Parma, da Verona a Bergamo, da Firenze a Cascina, da Fermo a Pescara.
Il racconto prenderà vita, senza soluzione di continuità, in sei momenti: la narrazione di Goldin si intreccerà con le musiche originali scritte da Anzovino ed eseguite dal vivo al pianoforte insieme a Savoldi al violoncello. L’impianto visivo, con le animazioni e il montaggio di Alessandro Trettenero, darà forma scenica ai capolavori e ai luoghi fondamentali dell’esistenza dell’artista, con tante immagini girate soprattutto in Francia. Il racconto della vita di Monet si articolerà in momenti che rappresenteranno dapprima gli esordi tra la foresta di Fontainebleau e le spiagge di Normandia negli anni Sessanta del XIX secolo, poi il tempo aureo dell’Impressionismo tra i villaggi di Argenteuil e Vétheuil, negli anni Settanta. Quindi, all’inizio del decennio successivo, il tempo sulle scogliere come terzo frammento dello spettacolo. A seguire, alcuni dei grandi viaggi pittorici di Monet, tra il Mediterraneo con Bordighera e Antibes, le pianure dei tulipani in Olanda e la neve in Norvegia. Quindi, gli ultimi due capitoli: il primo dedicato alla permanenza e ai quadri realizzati a Londra e a Venezia e infine il giardino incantato di Giverny.
Goldin, che firma anche la regia dello spettacolo, ha voluto collocare i due musicisti su piattaforme rotanti appositamente costruite, con ledwall curvi e bifacciali alle spalle. Un grande schermo di dieci metri di lunghezza e sei di altezza costituirà il fondale su cui si appoggerà l’intero racconto visivo. Davanti, una panchina. Goldin afferma: «Siamo pronti, io assieme ai musicisti, ai tecnici, alla produzione, per dare il via a un racconto che, penso, sarà il più emozionante che abbia mai portato finora sul palcoscenico. Non vediamo l’ora di salirci».