Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoli«Flowers Drink the River» abbraccia i primi due anni della transizione di genere di Guilmoth. L’artista fotografa la sua comunità nella campagna del Maine, insieme alla bellezza e al terrore di vivere come donna trans in una piccola città conservatrice. Il progetto rivela un paesaggio onirico, dove fango, terra e pietra avvolgono ogni cosa. Le immagini evanescenti, colme di aberrazioni e spettri luminosi, ci lasciano come sospesi nel mezzo di un rituale. Questo lavoro è una dichiarazione d’amore alla classe operaia rurale, alle donne trans, alle lesbiche, alle persone queer e ai boschi del Maine. Cercando di conciliare il suo mondo interiore con il paesaggio esterno per raggiungere qualcosa di simile all’armonia, Guilmoth usa la fotografia per costruire un mondo in cui rifugiarsi.
In collaborazione con Rifugio Digitale, il lavoro di Pia-Paulina Guilmoth sarà presentato anche in un’installazione immersiva presso lo spazio espositivo di via della Fornace 41, a Firenze.
Pia-Paulina Guilmoth (1993, USA) vive e lavora nella campagna del Maine centrale. Il suo lavoro è incentrato principalmente sull’utilizzo della bellezza come forma di resistenza a un mondo pieno di terrore.
Orchard, 20222, Dalla serie Flowers Drink the River © Pia-Paulina Guilmoth ©Pia-Paulina Guilmoth
We make a flower, 2022, Dalla serie Flowers Drink the River © Pia-Paulina Guilmoth ©Pia-Paulina Guilmoth
Altri articoli dell'autore
«Questa scelta consente di dare rappresentazione del lavoro di uno tra i fotografi sperimentali più rilevanti del Novecento, non ancora presente nella Collezione Crt e nelle raccolte della Gam», si legge in un comunicato del museo torinese
Christie’s prosegue nella sua trionfale campagna newyorkese aggiungendo altri 162,7 milioni di dollari a una serie di vendite che hanno ampiamente superato il miliardo
Il 23 maggio torna la Notte Europea dei Musei con aperture straordinarie anche nel nostro Paese per avvicinare il pubblico al patrimonio culturale
Insieme hanno visitato il Padiglione Italia. Per il ministro della Cultura «non c’è stata nessuna guerra personale»



