Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliCon l’anteprima italiana di «No Good Men», nuovo film di Shahrbanoo Sadat che ha inaugurato il Festival di Berlino 2026, si apre uno dei momenti centrali del programma di marzo del Cinema Godard alla Fondazione Prada di Milano. L’autrice, già acclamata per «Wolf and Sheep» (2016) e «The Orphanage» (2007), il 20 marzo incontra il pubblico in dialogo con Paolo Moretti e Alessandra Speciale, nel quadro della collaborazione con il Fescaaal.
Il calendario prosegue con una costellazione di anteprime: «Se solo potessi ti prenderei a calci» (2025) di Mary Bronstein, interpretato da Rose Byrne, e «Cutting Through Rocks» (2025) di Mohammadreza Eyni e Sara Khaki, candidato agli Oscar 2026 nella categoria Miglior documentario, fino a «Dao» (2026) di Alain Gomis, presentato all’ultimo Festival di Berlino e seguito da un talk con il regista il 28 marzo. Spazio anche ai nuovi sguardi, presentati anche alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno: il 27 marzo, Laura Samani presenta «Un anno di scuola» (2025), mentre il focus dedicato ad Alice Diop, in dialogo con Moretti e Maria Bonsanti il 14 marzo, include «Nous, Saint Omer» (2022) e il corto «Fragments for Venus» (2025).
La sezione «#Soggettiva» celebra i sessant’anni de «I pugni in tasca» (1965) di Marco Bellocchio, autore che ha interrogato con radicalità la storia e le istituzioni italiane, da «La Cina è vicina» (1967) a «Il traditore» (2019) fino a «Marx può aspettare» (2021). Il regista è protagonista di una masterclass il 21 marzo con Moretti e Alessandro Stellino.
Tra i percorsi tematici, «#Nocturna» propone il thriller erotico «Bone Lake» (2024) di Mercedes Bryce Morgan; «#Queerelle», in collaborazione con il Mix Festival, presenta il documentario «Such Feeling» (2024) di Alex Baczyński-Jenkins; «#Sonic» intreccia musica e immagini con il documentario su Jeff Buckley diretto da Amy J. Berg, «It’s Never Over: Jeff Buckley» (2025).
Non mancano i «#Classici», da «Fino all’ultimo respiro» (1960) di Jean-Luc Godard a «Barry Lyndon» (1975) di Stanley Kubrick, e la «#Selezione» con titoli come «Hamnet-Nel nome del figlio» (2025) di Chloé Zhao.
Curato da Paolo Moretti, il programma attraversa epoche e generi come un festival aperto e dinamico, capace di mettere in relazione memoria e presente, autorialità e ricerca, nella pluralità dei linguaggi del cinema contemporaneo.
Altri articoli dell'autore
Al Centquatre-Paris la 16ma edizione del festival riunisce 26 artisti di 15 nazionalità, con un focus speciale sull’Irlanda
Alla nuova edizione di «Missione Accessibilità», parte del piano «Personeper», hanno preso parte anche le istituzioni della regione Lazio
Tra le novità del 2026, la scelta di affiancare alla direzione artistica un team curatoriale composto da Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini, con l’obiettivo di costruire un racconto corale e moltiplicare le prospettive critiche
Nella Sala delle Quattro Porte, parte della Quadreria al secondo piano del Museo Correr, è allestita la mostra dedicata al Principe e al suo «Pensiero Magmatico»



