Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

CINEMA

Nella piccola sala Olympia 3 del Marché du Film appare un oggetto filmico destinato a cambiare l’immaginario audiovisivo contemporaneo. Cinque registi kazaki guidati da Aitore Zholdaskali realizzano il fantasy di 95 minuti completamente generato con la piattaforma Higgsfield. Ma la vera domanda non riguarda la tecnologia: siamo ancora dentro il l’universo cinematografico oppure ci troviamo davanti a una nuova forma di immagine sintetica?

Il trionfo di «Fjord» di Cristian Mungiu e i premi a Zviaguintsev, Pawlikowski, Hamaguchi e Lukas Dhont delineano un Festival dominato da guerre, crisi morali, famiglie ferite e memoria storica. La giuria guidata da Park Chan-wook premia un cinema europeo che rifiuta lo star system hollywoodiano e torna a pensare il presente attraverso relazioni, vulnerabilità e coscienza critica

La 79esima edizione del Festival di Cannes si chiude con una Palma d’Oro al regista rumeno Cristian Mungiu per Fjord, dramma sulla religione, l’educazione e il controllo familiare ambientato tra Romania e Norvegia. Premi anche ad Andrej Zvyagintsev, Pawel Pawlikowski, Ryûsuke Hamaguchi e Lukas Dhont in un’edizione segnata da un forte ritorno del cinema europeo, da una centralità politica evidente e da una netta prevalenza di opere attraversate da conflitto, trauma storico e tensioni identitarie.

Arriva al cinema per tre giorni, dal 25 al 27 maggio, il film di Andrea Bettinetti per Nexo Studios dedicato al maestro italo-argentino. Materiali d’archivio spesso inediti, viaggi nei musei che conservano i suoi capolavori, testimonianze e riflessioni di studiosi e artisti amici ripercorrono esaustivamente le rivoluzioni compiute dal «padre» di tanta parte dell’arte contemporanea

Il documentario del regista americano propone la biografia del fotografo che ha usato il ritratto come strumento di smascheramento politico e psicologico

Il ministro della Cultura, intervenuto al Palazzo del Quirinale alla presentazione dei premi David di Donatello, ha annunciato lo stanziamento di altri 20 milioni per il Fondo Cinema e Audiovisivo. E deprecato che ad alcune opere siano andati «fondi pubblici immeritati, ad altre meritevoli come il doc su Regeni no»

La grammatica del capolavoro di Antonioni del 1966 ha molte affinità con quella dell’oggi. E anche se cambia la tecnologia, non cambia l’equivoco: pensare che vedere equivalga a sapere

Il Cinema Godard di Fondazione Prada presenta a maggio un calendario che intreccia anteprime, retrospettive e incontri. La selezione attraversa cinema d’autore, produzione contemporanea e storia del medium, mettendo in relazione film, artisti e contesti culturali. La sala si conferma come spazio di lettura e confronto.

Articoli precedenti

A Palazzo Braschi un’esposizione riesce a raccontare sempre una minima parte della vita di un personaggio, e anche questa non sfugge alla regola, ma può permettere di sintetizzare una straordinaria carriera che era nata, fin dall’inizio, avendo accanto persone, che poi erano coetanee, destinate ad avere un ruolo strategico nella storia italiana

PREMIUM

Il museo statunitense, parte della Smithsonian Institution, ha acquisito un dipinto originale di Dan Goozée, usato per i manifesti di «Superman IV: The Quest for Peace» del 1987. Interpretato da Christopher Reeve, che ne suggerì anche la trama incentrata su temi «caldi» e attualissimi come il disarmo nucleare e la pace mondiale, il film fu però un flop al botteghino

Il libro versatile e curioso di Tommaso Mozzati indaga su Michelangelo Merisi e i suoi rapporti con il cinema e la letteratura   

In  concomitanza con i Rencontres d’Arles, da luglio a ottobre le fotografie del regista coreano di «No Other Choice» saranno esposte in Europa per la prima volta in una mostra allestita nel centro fondato dall’artista Lee Ufan nella cittadina provenzale

Cinquant’anni dopo l'uscita del film di Sidney Lumet, con la sceneggiatura di Paddy Chayefsky,  non abbiamo più bisogno di immaginare un anchorman trasformato in «profeta pazzo dell’etere»: la distinzione tra informazione e performance è evaporata

«The final cut», nelle sale italiane dal 25 al 27 maggio, racconta il grande artista con contributi illustri, testimonianze e filmati inediti

Cinquant’anni dopo il film di Alan J. Pakula sul giornalismo che smascherava il potere abbiamo imparato che la realtà può essere documentata, verificata, persino processata, e tuttavia non bastare 

Dalle ultime uscite premiate agli Oscar a pellicole più sperimentali: il programma della sala cinematografica si intreccia con la settimana dell’arte milanese

Mostra altri