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CINEMA
L’imprescindibile lascito del regista, indagatore dell’esperienza umana in qualsiasi sua manifestazione, si può riassumere in queste due parole: pazienza e rispetto.
Alla Fondazione Primoli il 26 febbraio verrà raccontata la storia del rapporto stretto e tormentato tra la Città Eterna e il corso d’acqua che cambiò alla fine dell’Ottocento, con la costruzione di quegli argini che «creano una profonda separazione e al tempo stesso producono delle sacche in cui la natura selvaggia prende il sopravvento»
Arriva nelle sale il 9 aprile il documentario sul piccolo borgo della Maremma grossetana, che da paese in declino ha recuperato le terre abbandonate e ha costruito un futuro condiviso grazie alla collaborazione tra gli abitanti, gli agricoltori locali e i forestieri che hanno scelto di farne il proprio luogo di vita e lavoro
È il risultato dell’iniziativa annuale lanciata lo scorso e dedicata al sostegno del cinema indipendente
Il docufilm italo-spagnolo sul ritrovamento e l’attribuzione del discusso «Ecce homo» di Madrid è fra i cinque titoli in lizza per il prestigioso riconoscimento cinematografico
Imperdibile iniziativa che vanta un cartellone fittissimo di appuntamenti durante la rassegna che si svolgerà a Roma dal 2 al 4 marzo
Tra le proposte anche i titoli più premiati della stagione, come «Hamnet-Nel nome del figlio», «Marty Supreme», «My Father’s Shadow» e «Sirât»
Il grande schermo ha sempre cercato di raccontare chi si cela dietro «il mago del Cremlino», mentre gli artisti, sin dagli anni Novanta, provano a reagire a tutto ciò che ha creato. Ma non è mai stato un personaggio. È il contesto. Ed è questo, forse, il suo potere narrativo più inquietante
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Che si tratti di biografia d'artista, di film installazione, di documentario d’erudizione, di esperimento transmediale, la forma film intercetta spesso il mondo dell'arte propriamente detto in un tentativo di amalgama ancora non del tutto realizzato. Ecco un memorandum di alcuni titoli distribuiti nel 2025, attraverso dieci parole chiave: Composizione, Entusiasmo, Architettura, Aura, Saturno, Medium, Mercato, Collezione, Spazio, Tempo.
Nell’allestimento di Shirin Neshat dell’opera di Gluck in scena al Teatro Regio di Parma, il cantore e la ninfa sono un uomo e una donna contemporanei che vivono l’amore, il dolore e l’incomunicabilità
Mentre al MaXXI di Roma apre la mostra dedicata al grande artista, dal 2 al 4 febbraio la pellicola «Il lungo viaggio» è nelle sale; e, a marzo, andrà in onda in prima serata televisiva
«L’Agente segreto» di Kleber Mendonça Filho riporta la dittatura militare brasiliana nel presente, tra carnevale, repressione e propaganda. E se oggi è il cinema a rielaborare quella stagione feroce, negli anni Sessanta e Settanta erano stati gli artisti visivi e i musicisti a fare da anticorpi per resistere alla lunga notte della repressione
Avrà inizio il 17 gennaio la rassegna che porterà per tutto il 2026 all’interno di spazi teatrali pellicole cult, mettendo in dialogo diverse arti, tra cui la musica
Il ritratto di Brigitte Bardot secondo Andy Warhol non è solo un omaggio a una diva del cinema, ma la messa a fuoco di un momento storico in cui sessualità, politica, celebrità e arte si sovrappongono. Bardot non è soltanto l’ultima grande sex symbol del Novecento europeo: è una Marianne pop, un’immagine che, grazie a Warhol, smette di appartenere al tempo per entrare definitivamente nella storia dell’arte.
Più che un’attrice, Brigitte Bardot è stata un dispositivo culturale: un corpo che ha scardinato convenzioni morali, un volto che ha ridefinito l’idea stessa di celebrità, un’immagine che ha messo in crisi il rapporto tra cinema, desiderio e libertà femminile.
La Pop Art americana la sfiora senza carezze, l’Europa la prende con più pudore. Gerald Laing la ritrae tra il 1962 e il 1963 trasformandola in una delle immagini più iconiche della Pop Art inglese. L’opera nasce da una fotografia in bianco e nero dell’attrice, usata per il modulo di iscrizione alla mostra Young Contemporaries del 1963













