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Giorgio Valentini
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L’Antiquarium di Villa Albani Torlonia, a Roma, raddoppia i propri spazi e, dal 18 settembre, racconta i marmi policromi della Collezione Torlonia con la mostra «Marmora Romana». Curata da Carlo Gasparri, l’esposizione prende il nome dal celebre volume di Raniero Gnoli (1933-2025), cui è dedicata, e riporta all’attenzione uno degli aspetti meno esplorati della scultura antica: il ruolo del colore e la ricchezza delle pietre ornamentali impiegate nell’arte romana.
Attraverso una selezione di venti opere, quindici delle quali appena restaurate, il percorso indaga la varietà delle pietre ornamentali impiegate nella Roma antica e la loro fortuna nel tempo. Busti, capitelli, elementi architettonici, piedi di tavolo e sculture raccontano infatti non solo il pregio dei materiali, ma anche le pratiche di riuso, integrazione e restauro che hanno accompagnato la storia del collezionismo antiquario.
Con questo ampliamento salgono a 44 le opere esposte, tra sculture e colonne provenienti dall’antico Museo Torlonia, consolidando il ruolo dell’Antiquarium come spazio permanente dedicato allo studio e alla divulgazione della collezione.
L’intervento si inserisce nel più ampio programma di ricerca, conservazione e valorizzazione promosso dalla Fondazione Torlonia, impegnata nella restituzione al pubblico della più importante collezione privata di scultura romana. I restauri presentati in mostra sono stati realizzati nei Laboratori Torlonia con il sostegno della Fondazione Bvlgari, mentre il programma di ricerca è supportato da Chiomenti. Aperto gratuitamente dal martedì alla domenica, l’Antiquarium continua così a costruire un racconto dell’antico che intreccia archeologia, storia del collezionismo e cultura dei materiali.
Giorgio Valentini
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