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Dettaglio della medaglia olimpica di Atene 1896.

© Wannenes.

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Dettaglio della medaglia olimpica di Atene 1896.

© Wannenes.

Dal neoclassico olimpico al design postmoderno

Due aste primaverili di Wannenes celebrano il patrimonio numismatico e il design del Novecento: la medaglia olimpica del 1896 di Jules-Clément Chaplain e una selezione di design italiano e internazionale, con focus su Toni Cordero e maestri come Carlo Mollino e Carlo Scarpa

Monica Trigona

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Nel calendario primaverile di Wannenes, il design del secondo Novecento dialoga con la grande tradizione numismatica nelle due aste Monete e Medaglie del 9 aprile (online) e Forme | Selezione Milano del 23 aprile. L’asta dedicata alla numismatica porta sul mercato una rarissima medaglia originale, assegnata ai vincitori dei primi Giochi Olimpici moderni, le Olimpiadi di Atene del 1896. Coniata in argento e progettata dal medaglista francese Jules-Clément Chaplain per la Monnaie de Paris, traduce in forma plastica il linguaggio neoclassico che accompagnò la rinascita olimpica promossa da Pierre de Coubertin. Sul diritto compare la testa laureata di Zeus che regge il globo con la Vittoria alata, il rovescio presenta una veduta dell’Acropoli con il Partenone. Stimata tra 40mila e 60mila euro e conservata nella sua scatola originale, è uno dei pochi esemplari superstiti di una tiratura di circa cento unità. La scelta dell’argento come premio supremo, oggi quasi controintuitiva rispetto alla gerarchia oro-argento-bronzo introdotta successivamente dal Comitato Olimpico Internazionale, rifletteva l’etica del dilettantismo che animava i primi Giochi: un metallo nobile ma sobrio, ritenuto più coerente con l’ideale classico di misura e disciplina sportiva. Il 23 aprile, poi, il quarto capitolo di Forme | Selezione Milano, appuntamento ormai stabile nella settimana del Salone del Mobile. L’asta è una lettura curatoriale del design tra anni Settanta e Novanta attorno a un nucleo monografico di Toni Cordero, figura appartata ma decisiva nel panorama italiano del tardo Novecento. Cordero ha attraversato la stagione postmoderna con una posizione autonoma ma alimentata da un dialogo serrato con maestri come Carlo Mollino e Carlo Scarpa. Il suo lavoro si distingue per un eclettismo controllato in cui la citazione storica diventa materia progettuale e ogni dettaglio, dal metallo smaltato al marmo, dalle superfici patinate alle lavorazioni artigianali, concorre a costruire oggetti dalla forte presenza plastica. Tra gli esempi più significativi la seduta Bergère prodotta da Sawaia & Moroni intorno al 1990 e i candelieri degli anni Ottanta (manifattura Del Campo). Presente inoltre una selezione di 150 lotti che attraversa la storia del design del Novecento, tra vetro muranese, razionalismo italiano e icone internazionali, da un tavolo degli anni Trenta in cristallo molato e ottone di Pietro Chiesa a una serie di lampade d’epoca di Isamu Noguchi.

Monica Trigona, 11 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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