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Cy Twombly. Courtesy of Sotheby's

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Cy Twombly. Courtesy of Sotheby's

Dopo oltre trent’anni ci sarà una grande mostra su Cy Twombly a New York

Un annuncio di lavoro pubblicato dal Metropolitan Museum lascia intravedere i piani per una retrospettiva dedicata a Cy Twombly prevista per il 2029. Se confermata, sarebbe la prima grande rassegna statunitense sull’artista da oltre trent’anni, segnale di un rinnovato interesse istituzionale per una figura ormai centrale nell’arte del secondo Novecento.

Redazione GdA

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Il Metropolitan Museum of Art potrebbe preparare una grande retrospettiva dedicata a Cy Twombly, la prima negli Stati Uniti da oltre tre decenni. L’indizio arriva da un annuncio di lavoro pubblicato la scorsa settimana dal museo newyorkese, in cui si cerca un ricercatore destinato a lavorare a una mostra sull’artista prevista per il 2029.

Secondo la descrizione dell’incarico, l’esposizione riunirebbe dipinti, sculture e disegni per ricostruire l’intero percorso creativo di Twombly, con particolare attenzione alla dimensione transatlantica della sua carriera e alle fonti culturali che hanno alimentato il suo immaginario: il mito classico, la letteratura e il viaggio. Il Metropolitan Museum non ha confermato ufficialmente il progetto e neppure la Cy Twombly Foundation ha risposto alle richieste di chiarimento. L’annuncio resta tuttavia visibile su diverse piattaforme professionali, tra cui Indeed, LinkedIn e il sito della New York Foundation for the Arts.

Se il progetto verrà effettivamente realizzato, si tratterebbe di un evento di grande rilievo per il panorama museale statunitense. L’ultima retrospettiva di Twombly negli Stati Uniti risale infatti al 1994, quando il Museum of Modern Art di New York organizzò una grande mostra itinerante presentata successivamente alla Menil Collection di Houston, al Museum of Contemporary Art di Los Angeles e alla Neue Nationalgalerie di Berlino. All’epoca l’artista era ancora in vita e il suo posizionamento critico risultava meno definito di quanto appaia oggi.

Negli anni successivi la reputazione di Twombly ha conosciuto una crescita significativa. Retrospettive importanti sono state dedicate alla sua opera in Europa, alla Tate Modern di Londra nel 2008 e al Centre Pompidou nel 2016, mentre il mercato ha progressivamente consolidato il suo status tra i protagonisti della pittura del dopoguerra. Nel 2015 uno dei suoi celebri dipinti della serie “blackboard”, caratterizzati da trame ripetute di segni bianchi su fondi grigi, è stato venduto da Christie’s per 70,5 milioni di dollari.

L’opera di Twombly si colloca infatti in una posizione singolare nel panorama dell’arte americana del secondo Novecento. Nato nel 1928 a Lexington, in Virginia, l’artista si formò negli anni Cinquanta al Black Mountain College, ambiente sperimentale che riuniva figure come Robert Rauschenberg e John Cage. Nel 1957 si trasferì stabilmente a Roma, città che avrebbe profondamente influenzato la sua ricerca e dove trascorse gran parte della sua vita.

Il dialogo con la cultura classica e con il paesaggio mediterraneo diventò uno dei tratti distintivi della sua pittura, segnata da una calligrafia gestuale che intreccia scrittura, disegno e memoria storica. Negli ultimi decenni della sua carriera questa dimensione si ampliò in grandi cicli pittorici dominati da vortici cromatici e segni grafici di forte intensità. In attesa di eventuali conferme ufficiali da parte del Metropolitan Museum, l’eredità dell’artista resta particolarmente visibile alla Menil Collection di Houston, dove esiste un padiglione permanente dedicato a Twombly. Uno spazio unico nel panorama museale internazionale che riunisce dipinti, sculture e disegni e che continua a offrire una lettura organica della sua opera.

Redazione GdA, 14 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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