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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliA distanza di quasi trent’anni dalla sua esclusione dal mercato, il dipinto «Jeune Femme Brune» (1917-18) di Amedeo Modigliani torna all’attenzione pubblica. L’opera è infatti attualmente esposta da Pace Gallery ad Art Basel Hong Kong e rappresenta uno dei pezzi di punta della manifestazione. Una sorta di rivalsa per un dipinto la cui vicenda complessa è segnata da questioni di autenticità e contenziosi legali.
Jeanne Modigliani, unica figlia ed erede di Amedeo Modigliani, aveva infatti da sempre ritenuto l’opera autentica, tanto che venne inclusa nei cataloghi ragionati di Joseph Lanthemann (1970) e Cristian Parisot (1992). Nel 1997, il dipinto fu quindi presentato regolarmente in asta da Phillips, a Londra. Tuttavia, prima della vendita, lo studioso Marc Restellini, all’epoca collaboratore del Wildenstein Institute, inviò alla casa d’aste un fax in cui dichiarava che, secondo la sua opinione, l’opera non era di Modigliani e che non sarebbe stata inclusa nel catalogo ragionato allora in preparazione, a sua cura. Il parere determinò il ritiro immediato dell’opera dall’asta e segnò l’inizio di una lunga fase di contenzioso legale.
Il proprietario dell’epoca, Moshe Shaltiel, citò in giudizio il Wildenstein Institute presso la Supreme Court di New York per ottenere un risarcimento per interferenza illecita sul diritto di vendita. La causa si concluse senza esito il 27 novembre 2001 per un difetto di giurisdizione. Successivamente fu però avviato un nuovo procedimento a Parigi, dove il TGI Paris, il 18 giugno 2004, e la Cour d’Appel de Paris, il 2 febbraio 2007, confermarono l’invio del fax e sancirono la fine della collaborazione tra Restellini e il Wildenstein Institute. L'attribuzione di «Jeune Femme Brune» rimase però nel limbo.
Amedeo Modigliani, Jeune femme brune, 1917-18. Photo Rich Gray
Oggi, la stessa opera a cui era stato impedito l’accesso al mercato solo per la dichiarazione di non autenticità firmata da Restellini, è nuovamente in vendita come autentica da Pace Gallery, che ha anche in programma una grande mostra su Modigliani a New York nel 2027. Il dipinto, ha dichiarato Restellini, sarà inoltre incluso nel suo nuovo catalogue raisonné sull'artista. Quanto al precedente parere negativo, lo studioso afferma di non aver mai certificato il dipinto come falso, ma di aver semplicemente ritenuto insufficienti le immagini disponibili all’epoca per esprimere un giudizio affidabile.
Dinamica che ha lasciato attorno a sé alcune zone d'ombra, in particolare sulle modalità con cui lo studioso ha gestito le valutazioni sull'opera, e che riecheggiano anche in altre situazioni controverse che l'hanno riguardato. Pensiamo al caso della mostra su Modigliani a Palazzo Ducale di Genova del 2017, dove Restellini denunciò diversi falsi in esposizione, ma su cui il Tribunale di Genova nel 2023 si espresse così: «Restellini ha espresso dei giudizi senza visitare la mostra, senza studiare con attenzione i lavori esposti e criticati, senza procedere o avere a disposizione tutti gli accertamenti tecnici e scientifici previsti dal suo metodo, e che proprio per questo nel caso concreto tali giudizi perdono valore».
Se oggi «Jeune Femme Brune» è stata, per così dire, riabilitata, non si possono certo ignorare i trent'anni di contenzioso e le croniche difficoltà nell'attribuire la corretta parternità alle opere di Modigliani. In tal senso è in corso di costituzione la Fondazione Modigliani Institut Archives Légales, di diritto italiano, che sarà presieduta da Cristian Parisot e vedrà come componente del comitato scientifico la dott.ssa Mariastella Margozzi, storica consulente tecnica nei procedimenti relativi a contraffazione di opere di Modigliani. Da sottolineare, inoltre, come i diritti morali, tra cui rientra quello di riconoscere la paternità dell’opera all’autore, appartengono proprio a Cristian Gregori Parisot, per atto di cessione in suo favore sottoscritto a Parigi nel 1982 dall’unica figlia del defunto maestro Amedeo Modigliani, Jeanne Modigliani.
Una svolta che potrebbe dunque liberare il campo da valutazioni personali e conflitti di interesse a cui la storia e il mercato dell'arte prestano troppo sensibilmente il fianco, specialmente quando come oggetto hanno un dipinto di Amedeo Modigliani.
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