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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliIl 2025 si chiude per Dorotheum con un traguardo storico. La più grande casa d’aste dell’area di lingua tedesca non solo ha superato gli eccellenti risultati dell’anno precedente, ma ha stabilito un nuovo record assoluto di vendite. A trainare questa crescita è stata una strategia che unisce una presenza online consolidata da decenni a una pluralità di dipartimenti capace di generare una media di due aste al giorno. Questa capillarità ha attratto collezionisti da oltre 90 Paesi, inclusi i principali musei internazionali, trasformando ogni sessione in un evento di risonanza globale. Un esempio lampante di questo dinamismo digitale è stata la vendita primaverile dedicata ai disegni degli anni Cinquanta di Andy Warhol, che ha visto l'aggiudicazione totale di tutti i 221 fogli in catalogo.
Il vertice assoluto dell'anno è stato raggiunto durante la stagione autunnale, che ha ospitato la migliore asta di arte moderna e la Contemporary Week più proficua di sempre per la maison. Il protagonista indiscusso è stato Egon Schiele: la sua opera su carta «Kauernder Rückenakt», un nudo accovacciato visto di schiena del 1917, è stata battuta per la sensazionale cifra di 3,2 milioni di euro. Sempre nell’ambito del moderno, risultati di grande rilievo hanno interessato maestri come Giorgio de Chirico, il cui olio «Chevaux devant la mer» ha raggiunto gli 825 mila euro, e Marc Chagall, affiancati dai successi degli austriaci Alfons Walde e Carl Moll.
Bottega di Leonardo da Vinci, Fernando Llanos (Valencia? 1475/80 circa – dopo il 1521), Salvator Mundi. Prezzo realizzato € 650.000
Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos 1746–1828 Bordeaux), Ritratto del giovane Don José Álvarez de Toledo Osorio y Gonzaga, duca d'Alba e XI marchese di Villafranca, a mezzo busto, 1783 circa. Prezzo realizzato € 520.000
Nel comparto dell’arte contemporanea, la scena è stata dominata da due autori cechi che hanno guidato la competizione internazionale. Il dipinto di ispirazione kafkiana «Due Inquisitori II» di Mikuláš Medek è stato aggiudicato per 812 mila euro, mentre l’astrazione di Zdeněk Sýkora con «Linie č. 109» ha conseguito l'ottimo risultato di 737 mila euro. Anche l’arte austriaca contemporanea ha mostrato i muscoli con Maria Lassnig, la cui opera «Selbstportrait mit Engel» ha trovato un acquirente per 481 mila euro, insieme ai lavori di Hermann Nitsch e Franz West. Per artisti come Herbert Brandl e Markus Prachensky, l'annata ha segnato addirittura i prezzi più elevati mai registrati in un'asta pubblica.
Grande attenzione è stata rivolta anche alla pittura dell’Ottocento, carica di storie di restituzioni e riscoperte. Il dipinto di Ferdinand Georg Waldmüller «La prima uscita di Hansl», restituito dal Museum Wiesbaden agli eredi di Grete Klein, è stato venduto per 520 mila euro. Risultati significativi hanno riguardato anche Jósef von Brandt, con una scena di cosacchi da 331 mila euro, e l’artista filippino Juan Luna y Novicio, la cui «Dama in abito rosso con scialle di Manila» è stata battuta per 273 mila euro.
Il dipartimento dei Dipinti Antichi ha confermato il fascino intramontabile dei grandi maestri e delle loro botteghe. Il «Salvator Mundi» di Fernando Llanos, proveniente dalla bottega di Leonardo da Vinci, ha realizzato 650 mila euro. Parallelamente, il ritratto del giovane Duca d’Alba firmato da Francisco de Goya ha raggiunto i 520 mila euro, mentre il vedutismo di Giovanni Paolo Panini si è attestato sui 395 mila euro. Di particolare pregio nella scuola fiamminga il «Paesaggio con la visione dell'Apocalisse di Giovanni a Patmos» di Herri met de Bles, passato di mano per 351 mila euro. A completare il quadro di un anno straordinario è stata la domanda incessante per l’alta orologeria e la gioielleria, comparto quest'ultimo impreziosito dal successo delle collezioni di provenienza aristocratica e della raccolta privata della celebre dottoressa Antje-Katrin Kühnemann.
Riccardo Deni
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