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Mostra «EVOLUTIO – For 120 Years We Have Been Building Infrastructure for the Future», Milano.

Courtesy Webuild.

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Mostra «EVOLUTIO – For 120 Years We Have Been Building Infrastructure for the Future», Milano.

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EVOLUTIO: 120 anni di infrastrutture per il futuro dell’Italia

Fino al 7 aprile 2026 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, la mostra di Webuild celebra il ruolo strategico delle grandi opere nello sviluppo economico, sociale e culturale del Paese, con un percorso immersivo e un Museo digitale permanente

Nicoletta Biglietti

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In Italia le infrastrutture hanno accompagnato, spesso in modo silenzioso, i principali passaggi dello sviluppo economico e sociale. In circa 120 anni hanno trasformato il Paese, incidendo sulla qualità della vita, sull’organizzazione del lavoro e sulla competitività dei territori. Da questa consapevolezza nasce «EVOLUTIO – For 120 Years We Have Been Building Infrastructure for the Future», iniziativa culturale di Webuild che fino al 7 aprile 2026 approda al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. La mostra, affiancata da un Museo digitale permanente, propone una narrazione sulle grandi opere come motore di sviluppo economico, sociale e industriale.
Il concept prende avvio dalla domanda «Come sarebbe il mondo senza le grandi opere?» e ricostruisce un quadro storico che riporta all’inizio del Novecento, quando in Italia la disponibilità di acqua, luce e reti di collegamento era limitata e disomogenea, soprattutto nei territori e nelle fasce sociali più fragili. Il percorso racconta il passaggio verso un sistema infrastrutturale integrato – opere idriche, energetiche, stradali, ferroviarie e urbane – che ha migliorato gli standard di vita e sostenuto la crescita industriale e finanziaria del Paese.
Le infrastrutture sono lette come asset strategici capaci di generare valore sia nella fase di costruzione sia in quella di utilizzo, incidendo sulle condizioni di competitività dell’industria e sugli stili di vita. Filosofi e studiosi come Lewis Mumford hanno osservato come le infrastrutture non siano solo tecniche, ma strumenti di organizzazione sociale e culturale, capaci di modellare la vita collettiva e il paesaggio urbano. «EVOLUTIO» riprende questo tema, riflettendo sul ruolo concreto e culturale delle grandi opere.

Ideata e organizzata da Webuild, con il patrocinio di Assolombarda, la mostra è curata dallo studio di design e comunicazione di Milano Leftloft.
 L’allestimento si articola in sale tematiche che attraversano decenni di storia italiana con il racconto dell’evoluzione di settori strategici:: energia (dal 1930), acqua e sistemi idrici (dal 1940), metropolitane e mobilità urbana (dal 1950), grandi edifici e infrastrutture urbane (dal 1960), autostrade, ponti e ferrovie ad alta velocità (dal 1970). Ogni sezione integra due livelli di lettura – passato e presente/futuro – mettendo in relazione condizioni di vita passate, innovazioni tecnologiche e benefici territoriali e industriali.
Il percorso immersivo include oltre 300 fotografie e video storici e contemporanei, più di 50 approfondimenti culturali e testimonianze inedite di protagonisti della costruzione delle opere, insieme a circa 20 installazioni interattive e simulatori che ricostruiscono stili di vita dagli anni Trenta a oggi. 

Mostra «EVOLUTIO – For 120 Years We Have Been Building Infrastructure for the Future», Milano. Courtesy Webuild.

Milano è scelta come sede della mostra non «solo» per il suo ruolo economico e finanziario, ma anche come simbolo di trasformazione urbana e culturale. La città è stata rappresentata nei decenni come laboratorio di modernità: basti pensare a «La città che sale» di Umberto Boccioni, in cui cantieri, edifici e infrastrutture diventano materia pittorica. Anche la letteratura offre uno sguardo simile: Manzoni, ne «I Promessi Sposi» e nei suoi scritti storici, racconta Milano e le vie di comunicazione come elementi essenziali della vita urbana, dimostrando come strade, ponti e canali siano sempre stati strumenti fondamentali per l’organizzazione sociale e la coesione dei territori. Oggi molte infrastrutture rimangono invisibili – reti digitali, data center e sistemi che alimentano l’intelligenza artificiale – ma la loro operatività dipende da fondamenta materiali consolidate nei decenni, dalle reti elettriche alle strutture urbane e industriali che le hanno rese possibili.

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci offre il contesto naturale per questa narrazione. Principale museo tecnico-scientifico italiano, ospita la più ampia esposizione permanente dedicata a Leonardo da Vinci, figura in cui si intrecciano arte, scienza e ingegneria. La sua impostazione culturale, fondata sull’integrazione tra conoscenza tecnica e progettazione del futuro, crea continuità con la lettura delle infrastrutture come narrazione multidisciplinare, dove memoria, tecnica e cultura si incontrano, per una narrazione che mette al centro il pensiero tecnico, la capacità di progettare il futuro e il valore della conoscenza applicata.
La mostra include anche un’area educational ed edutainment, pensata per coinvolgere soprattutto i più giovani in un apprendimento attivo e partecipativo. I visitatori possono interagire con simulatori di macchine da cantiere – escavatori, pale gommate e apparecchi di sollevamento – e sperimentare in sicurezza le fasi di costruzione di un ponte, di una linea ferroviaria o di un edificio urbano. L’esperienza pratica permette di comprendere i processi complessi che stanno dietro alle grandi opere, trasformando concetti astratti in esperienza tangibile.
Questo approccio si ispira direttamente alla «pedagogia del fare» di Célestin Freinet, secondo cui la conoscenza si costruisce attraverso attività concrete, cooperative e guidate dall’esperienza personale, anziché essere trasmessa passivamente. I visitatori diventano protagonisti, partecipano alla costruzione del sapere e sviluppano competenze pratiche in un contesto stimolante e realistico. Allo stesso tempo, l’area educational richiama i principi del «costruttivismo» di Jean Piaget, in cui l’apprendimento avviene attraverso l’interazione con l’ambiente e la manipolazione degli oggetti. I simulatori e le installazioni interattive permettono infatti di osservare, sperimentare e comprendere come le infrastrutture influenzino la vita quotidiana, l’organizzazione sociale e la gestione del territorio.

Il Museo digitale EVOLUTIO estende questa esperienza anche online, con strumenti interattivi e contenuti 3D che permettono di esplorare cantieri, macchinari e tecniche costruttive, continuando a favorire un apprendimento attivo. La combinazione di mostra fisica e Museo digitale crea un percorso coerente, in cui i visitatori non si limitano a osservare, ma diventano parte della costruzione della conoscenza, sperimentando i legami tra lavoro, tecnologia, città e società.
Attraverso la mostra fisica e il Museo digitale, «EVOLUTIO» offre una visione completa del ruolo delle infrastrutture nella trasformazione economica, sociale e culturale, combinando riflessione storica, esperienza immersiva e strumenti educativi. Milano diventa il punto di osservazione privilegiato sul rapporto tra opere, lavoro e sviluppo urbano e industriale, dal passato al presente e fino alle prospettive future.

Mostra «EVOLUTIO – For 120 Years We Have Been Building Infrastructure for the Future», Milano. Courtesy Webuild.

Nicoletta Biglietti, 20 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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EVOLUTIO: 120 anni di infrastrutture per il futuro dell’Italia | Nicoletta Biglietti

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