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NICOLETTA BIGLIETTI
Tra miniatura indo-islamica, stratificazione vegetale e sistemi rizomatici, il lavoro di Wardha Shabbir costruisce un linguaggio pittorico in cui l’immagine non è mai conclusa ma processo continuo, espanso nello spazio della Biennale di Venezia 2026
Un’indagine sull’abitare contemporaneo attraverso il progetto di Cristian Chironi, tra l’inaccessibilità di Villa Baizeau a Tunisi e il viaggio itinerante dentro le architetture di Le Corbusier, dove la casa diventa esperienza mobile, relazione e distanza
A partire dalle prime opere legate ai «Fotobilder» fino ai grandi cicli dei «Seestücke», la mostra da David Zwirner a New York mette in dialogo i paesaggi fotorealistici e le pitture astratte dell’artista, evidenziando la tensione costante tra realtà e immagine che attraversa tutta la sua opera.
Tra mercato, ricerca curatoriale e identità mediterranea, la fiera marsigliese celebra vent’anni puntando su qualità, sostenibilità e nuove reti internazionali dell’arte contemporanea
Attraverso opere rare provenienti dalla Cy Twombly Foundation, l’esposizione ricostruisce un dialogo artistico e umano decisivo per la storia dell’arte contemporanea
A New York, Di Donna Galleries presenta a mostra che rilegge il periodo più radicale di Salvador Dalí. Attraverso opere chiave, materiali d’archivio e un percorso cronologico dagli anni catalani all’approdo americano, l’esposizione mette in luce un artista ossessionato da psiche, religione e disgregazione della realtà, capace di trasformare il Surrealismo in un linguaggio totale che attraversa pittura, cinema, moda e spettacolo
A Lisbona, Rosa Barba trasforma lo spazio espositivo in un ambiente cinematografico immersivo in cui pellicola, suono e proiezione ridefiniscono l’esperienza del tempo e dell’immagine
Presentata la prima indagine nazionale del CCW – Cultural Welfare Center sulla prescrizione sociale di arte e cultura in Italia: 918 organizzazioni attive disegnano una rete diffusa ma ancora poco riconosciuta dalle politiche pubbliche, dove cultura e salute si intrecciano come strumenti concreti di benessere e inclusione sociale
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A Miami, la Bonnier Gallery dedica una grande retrospettiva a Jean-Michel Basquiat, ripercorrendo l’intera parabola creativa dell’artista tra dipinti, collage e opere collaborative. La mostra evidenzia la forza ancora attuale del suo linguaggio visivo, tra scrittura, identità e cultura urbana
Dal 15 maggio al 5 giugno la mostra «Vernet incontra Piranesi» mette in dialogo le incisioni visionarie di Piranesi con le fotografie in bianco e nero di Marshall Vernet, creando un confronto tra due sguardi su Roma e le sue rovine. Ne emerge una riflessione sul tempo e sulla memoria visiva, tra sublime settecentesco e percezione contemporanea
La 61esima edizione si configura come una rete espositiva policentrica con 31 Eventi Collaterali che trasformano Venezia in un organismo culturale diffuso tra pratiche artistiche, ricerca e sperimentazione interdisciplinare
Un percorso espositivo che trasforma una ex tipografia ottocentesca in uno spazio di ricerca sull’arte come esperienza e non rappresentazione articolato in tre capitoli dedicati a relazione mistero e identità
Cento artisti riuniti a Bassano del Grappa in un osservatorio biennale che indaga trasformazioni linguaggi e prospettive della pittura contemporanea in Italia
Alla Collezione Maramotti la prima personale italiana dell’artista che crea conversazioni e poi traduce questi dialoghi in diversi media e formati: performance, video, installazioni
Fondazione Berengo e Berengo Studio presentano la mostra «Tony Cragg. Ocean of Drops» a Ca’ Tron, Venezia, in concomitanza con la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale. L’esposizione, costruita attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano, indaga le qualità fisiche e trasformative della materia, mettendo in relazione esperienza percettiva e processi cognitivi
«Sour Things: The Door» di Mirna Bamieh, presentata al NIKA Project Space di Parigi, trasforma la soglia in un dispositivo politico e percettivo legato a migrazione e controllo dei movimenti. Attraverso installazioni, video e sculture, la mostra intreccia memoria personale e collettiva, con particolare attenzione alla cultura palestinese e alla conservazione come forma di resistenza















