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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliNei Musei Vaticani, nel pomeriggio di martedì 27 gennaio si terrà il primo appuntamento dell’anno de «Il Giovedì dei Musei»: l’incontro sarà dedicato al Museo Gregoriano Etrusco, con una conferenza di Francesco Roncalli che del museo è stato curatore per circa un ventennio, tra la metà degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta. Con questa conferenza Roncalli torna nei Musei Vaticani, «per una riflessione di metodo intima e incentrata sul museo a cui si lega la sua prima esperienza fondante di archeologo ed etruscologo». Allievo a Milano di Giovanni Becatti e di Massimo Pallottino alla Sapienza, è stato docente di Etruscologia e Antichità italiche nelle Università di Salerno, di Perugia e nella Federico II di Napoli di cui è professore emerito. Già dai primi studi Roncalli si è rivolto alle espressioni dell’arte etrusca, con particolare riguardo a pittura, bronzistica e coroplastica. Sue le monografie Le lastre dipinte da Cerveteri (1965), il Marte di Todi (1973), il capitolo dedicato all’arte nel volume collettaneo sulla civiltà etrusca Rasenna, a cura di Giovanni Pugliese Carratelli (Scheiwiller, Milano 1986). Per non parlare della cultura scrittoria, nell’anno degli Etruschi (1985), con la mostra «Scrivere etrusco», in cui vennero presentati documenti come il Liber linteus di Zagabria, la Tegola di Capua e il Cippo di Perugia.
Tra il 1986 e il 1991 Roncalli ha curato con Massimo Montella, per la Regione Umbria, la serie di mostre «Gens Antiquissima Italiae». La prima fu inaugurata proprio in Vaticano nel Braccio di Carlo Magno con il sottotitolo «Antichità dall’Umbria in Vaticano»: erano tutte incentrate sulle testimonianze etrusche, italiche e in qualche caso romane provenienti dall’area umbra e migrate attraverso complesse vicende collezionistiche in vari musei internazionali.
Dopo l’edizione vaticana, la mostra è approdata a Budapest, Cracovia, Leningrado (poco dopo sarebbe ridivenuta San Pietroburgo) e New York, contestualizzando i materiali presenti in ciascuna sede con quelli itineranti provenienti da altri musei. La conferenza sarà presieduta da Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, e parteciperà al colloquio il curatore del Reparto Antichità Etrusco-Italiche Maurizio Sannibale, che da un trentennio guida il Museo Gregoriano Etrusco, fondato e inaugurato da Gregorio XVI il 2 febbraio 1837.
Anche l’Academia Belgica dedica le sue attenzioni al mondo etrusco, facilitata anche dalla sua sede, situata a pochi passi dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: così ecco la presentazione del volume Festa in mostra. Le lastre architettoniche C e D della serie etrusca arcaica Acquarossa-Tuscania, in programma nel pomeriggio del 12 febbraio. Esposte in numerose occasioni sin dalle prime scoperte negli anni Sessanta, le lastre architettoniche con fregio figurato a stampo della serie Acquarossa-Tuscania sono ora inserite in tutti gli studi sull’architettura palaziale e sull’ideologia principesca dell’Etruria arcaica. A riguardo delle lastre di tipo A e B, in cui il mito di Eracle è invocato per il trionfo del dinasta, le lastre C e D con la loro tematica festiva, un banchetto e un corteo di danzatori, sono rimaste poco studiate sotto due aspetti che le contraddistinguono: la raffinatezza delle figurazioni e la qualità dello stile. Da questa constatazione nasce il presente lavoro, che propone una prima edizione critica dei fregi figurati C e D, sia grafica che fotografica, seguita da una descrizione delle scene vivaci che essi mostrano, inclusa la loro policromia. Corredato da un’iconografia inedita, l’edizione è completata da tre saggi dedicati alla datazione delle lastre, all’iconografia dei fregi figurati e al loro stile. Ne emerge una visione rinnovata di queste immagini elaborate per l’aristocrazia etrusca nella prima metà del VI secolo a.C., in contatto con il mondo greco e la sua periferia vicino-orientale. Opera di Paul Fontaine, a cui hanno contribuito Anna Maria Sgubini Moretti e Sara Costantini, il libro viene pubblicato sotto gli auspici dell’École Française de Rome. Oltre agli autori interverranno Cécile Evers per l’Academia Belgica, Audrey Bertrand per l’École Française de Rome, Sonia Martone per il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, Carlo Rescigno per l’Università degli Studi della Campania e Natacha Lubtchansky per l’Université de Tours.
Marte di Todi. Statua bronzea votiva di guerriero conservata nel Museo Gregoriano Etrusco. Foto Courtesy Musei Vaticani